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Angelina Jolie dice addio a Los Angeles: venduta la villa per un futuro all'estero

Angelina Jolie ha recentemente deciso di disfarsi della sua magnifica proprietà a Los Angeles, mettendo in vendita la villa che fu di Cecil B. DeMille per una cifra prossima ai 30 milioni di dollari. Questa azione concreta segna un passo significativo verso il suo desiderio, espresso più volte, di allontanarsi dalla California, un luogo che, a suo dire, la lega ancora alle vicende post-divorzio.

La dimora, acquistata nel 2017 per 24,5 milioni di dollari dopo la separazione da Brad Pitt, vanta un'ampia superficie di mille metri quadrati, sei camere da letto, dieci bagni, una dependance, piscina, palestra e una sala da tè, oltre a un garage con postazione di sicurezza. Nonostante la bellezza intrinseca e il valore storico, la vista panoramica e i comfort offerti, l'attrice è determinata a voltare pagina. Ha manifestato il suo intento di trasferirsi all'estero, in cerca di un ambiente che possa offrire maggiore serenità e riservatezza ai suoi figli, lontano dai riflettori che hanno contraddistinto la sua vita a Hollywood. Con la data del 12 luglio che si avvicina, quando gli ultimi due figli raggiungeranno la maggiore età, i progetti di Angelina di stabilirsi tra la Francia e la Cambogia sembrano prendere forma, specialmente quest'ultimo, un luogo a cui è profondamente legata per motivi affettivi e familiari.

Questa scelta di vita, dettata da una profonda ricerca di pace e di un'esistenza più autentica, lontana dalle pressioni di un ambiente che non la rispecchia più appieno, evidenzia la forza e la determinazione di Angelina Jolie nel plasmare il proprio futuro e quello della sua famiglia. È un monito a perseguire sempre la propria felicità e il proprio benessere, anche quando ciò comporta cambiamenti radicali e la rinuncia a un passato che, per quanto glorioso, non risponde più alle esigenze del presente.

David di Donatello 2026: Una Notte di Stelle per il Cinema Italiano

La 71ª edizione dei Premi David di Donatello si annuncia come un evento scintillante, pronto a celebrare il meglio della produzione cinematografica italiana. La serata, condotta da un'inedita coppia di presentatori, promette momenti di grande spettacolo e riconoscimenti prestigiosi.

Una Celebrazione del Cinema Italiano: Eleganza e Riconoscimenti

Dove e Quando Seguire i David di Donatello 2026

L'appuntamento con l'eccellenza del cinema italiano è fissato per stasera, con la trasmissione in diretta su Rai 1 a partire dalle 21:30. Sarà possibile seguire l'evento anche in alta definizione sul canale Rai4K (Tivùsat, numero 210), ascoltare la cronaca su Rai Radio2, con Martina Martorano e Massimo Cervelli, e fruire dello streaming su RaiPlay. Il Teatro 23 degli Studi di Cinecittà, appositamente inaugurato per l'occasione, farà da cornice a questa importante premiazione.

"Le Città di Pianura": Il Fenomeno Cinematografico che Sfida i Grandi Maestri

Con ben sedici nomination, il film "Le città di pianura" di Francesco Sossai si rivela la sorpresa di questa edizione. La pellicola, che narra le vicende di due cinquantenni in viaggio tra le campagne venete, si distingue per la sua narrazione profonda e inusuale. I pronostici lo pongono in testa per il premio al Miglior film, superando opere di registi affermati come Paolo Sorrentino ("La Grazia") e Silvio Soldini ("Le assaggiatrici"). Completano la cinquina "Cinque secondi" di Paolo Virzì e "Fuori" di Mario Martone, dimostrando la ricchezza del panorama autoriale italiano.

La Corsa ai Premi: Miglior Attore e Attrice, Tra Certezze e Sfide Appassionanti

Tra gli interpreti maschili, Toni Servillo si profila come il favorito per il Miglior attore, grazie alla sua performance nel ruolo del Presidente della Repubblica in "La Grazia". La categoria femminile, invece, si preannuncia ricca di suspence, con ben tre attrici in lizza con doppie nomination: Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi e Barbara Ronchi. Questa situazione evidenzia la scarsità di ruoli significativi per le donne nel cinema, nonostante il loro indubbio talento. Tra le nuove promesse, spicca Matilda De Angelis e Francesco Gheghi.

Regia Maschile, Esordi Femminili: Un Bilancio Contraddittorio

La categoria per la Miglior regia vede una prevalenza maschile, con registi del calibro di Sossai, Sorrentino, Soldini, Martone e Gabriele Mainetti. Tuttavia, la sezione dedicata agli esordi ribalta questa tendenza, con quattro registe donne – Ludovica Rampoldi, Margherita Spampinato, Greta Scarano e Alissa Jung – a dominare la scena. L'unico esordiente uomo è Alberto Palmiero, la cui opera autobiografica "Tienimi presente" contribuisce a un segnale positivo di ricambio generazionale, con 36 opere prime su 118 film iscritti.

Riconoscimenti Già Assegnati e Ospiti d'Onore

Diversi premi sono già stati annunciati: Gianni Amelio riceverà il David alla Carriera, mentre Bruno Bozzetto e Vittorio Storaro saranno insigniti di Premi Speciali. Ornella Muti riceverà il David Speciale, già assegnatole l'anno precedente. Tra i film, "Una battaglia dopo l’altra" di Paul Thomas Anderson si aggiudica il Miglior film internazionale, e "Buen camino" di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone, vince il David dello Spettatore. La serata sarà arricchita dalla presenza di star come Matthew Modine, Stefania Sandrelli, Raoul Bova e Angela Finocchiaro, e performance musicali di Annalisa, Arisa, Tommaso Paradiso, Francesca Michielin e Margherita Vicario.

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George Clooney: Un Killer in Abruzzo e l'Eterno Fascino di una Star Cinematografica

George Clooney: Un Viaggio Cinematografico tra Redenzione e Omaggio all'Abruzzo

L'Enigma di Jack: Un Sicario in Cerca di Pace

In una performance avvincente, George Clooney incarna Jack, un professionista solitario specializzato nella creazione di armi su misura. La sua esistenza è un susseguirsi di spostamenti e distacco emotivo. Un incarico drammatico in Svezia lo costringe a prendere decisioni drastiche per tutelare la sua identità, spingendolo a desiderare un congedo definitivo dalla sua attività. Il suo referente, Pavel, acconsente, ma con una condizione: un'ultima missione. Jack deve recarsi in un remoto borgo abruzzese per assemblare un fucile di precisione per Mathilde, una cliente belga misteriosa. Stabilitosi a Castel del Monte, Jack si finge fotografo, cercando di mimetizzarsi nella quotidianità di un villaggio dove ogni forestiero è subito notato. Questo nuovo contesto lo porterà a stringere legami inaspettati che metteranno a dura prova le sue ferree regole di vita.

La Visione di Anton Corbijn: Silenzi e Omaggi Cinematografici

La direzione di Anton Corbijn, fotografo e regista olandese, conferisce a “The American” una cifra stilistica distintiva. Ogni inquadratura è curata con la precisione di una fotografia, il ritmo è pacato e misurato, e i silenzi assumono un peso narrativo pari ai dialoghi. Corbijn intendeva comunicare la profonda solitudine di un uomo la cui professione è la sparizione. Un elemento curioso e distintivo è la gomma da masticare di Clooney, un dettaglio che non solo vivacizza l'espressione dell'attore, ma funge anche da esplicito omaggio al genere spaghetti western di Sergio Leone, con un richiamo diretto a scene iconiche come quella di “C'era una volta il West”.

Il Cast: Intrighi e Relazioni Pericolose

L'interpretazione magnetica di George Clooney, anche co-produttore del film, è il perno centrale di “The American”. Il suo personaggio, Jack, è un uomo di poche parole, la cui presenza fisica e lo sguardo esprimono più di mille dialoghi, ricordando il 'senza nome' di Clint Eastwood. Ad affiancarlo, Violante Placido nel ruolo di Clara, una donna con cui Jack instaura un legame sempre più intenso e rischioso, dimostrandosi un personaggio di fondamentale importanza. Paolo Bonacelli, il parroco Padre Benedetto, offre una figura complessa e moralmente acuta, fungendo da specchio per il protagonista. Thekla Reuten, nei panni della enigmatica Mathilde, e Johan Leysen, che interpreta Pavel, completano il quadro di personaggi che circondano Jack, ognuno con un ruolo cruciale nella sua ultima, pericolosa missione.

Un Set Solidale: L'Abruzzo e il Cuore di George Clooney

La scelta di girare “The American” in Abruzzo non fu casuale. Il terremoto dell'Aquila del 2009, avvenuto proprio mentre Clooney confermava la sua partecipazione, spinse l'attore a trasformare le riprese in un atto di solidarietà per la regione. L'obiettivo era mantenere viva l'attenzione su quelle zone colpite dalla tragedia, fornendo non solo lavoro a livello locale, ma anche visibilità mediatica. Le riprese si svolsero in borghi pittoreschi come Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Calascio e Sulmona. Clooney disseminò il film di riferimenti all'Abruzzo, dalla targa di Pescara sull'auto di Jack al Montepulciano d'Abruzzo richiesto al ristorante, creando un legame profondo e autentico tra la pellicola e il territorio che la ospitava.

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