Divertimento

Anteprima di "Nina Roza" alla Berlinale 2026: Il Film con Chiara Caselli

Il film "Nina Roza", una coproduzione italo-canadese-belga-bulgara che vede la partecipazione di Chiara Caselli, farà il suo debutto in anteprima al Festival di Berlino del 2026. Sotto la direzione di Geneviève Dulude-De Celles, già nota per aver vinto il Crystal Bear, la pellicola promette di catturare l'attenzione con una trama avvincente che mescola il mistero di un fenomeno virale con la ricerca interiore di un uomo confrontato con il proprio passato.

La settimana al Festival di Berlino si apre con l'attesa première di "Nina Roza", un'opera cinematografica scritta e diretta dalla talentuosa Geneviève Dulude-De Celles. La regista, che ha già ricevuto il Crystal Bear alla Berlinale nel 2019 per "Une Colonie", si avventura nuovamente nel concorso con questo progetto ambizioso. "Nina Roza" è frutto di una collaborazione internazionale, coinvolgendo case di produzione canadesi (Colonelle Films), belghe (Echo Bravo), bulgare (Ginger Light Films e Premiere Studio) e, con orgoglio italiano, Umi Films. Il cast stellare include l'attrice italiana Chiara Caselli, affiancata da talenti come Galin Stoev, Sofia e Ekaterina Stanina, Michelle Tzontchev, Nikolay Mutafchiev, Tsvetan Todorov, Elena Atanasova e Svetlana Yancheva.

La narrazione di "Nina Roza" prende avvio da un video diventato virale, che presenta al mondo un'artista bulgara di soli otto anni, considerata una prodigio della pittura. Questo fenomeno mediatico attira l'interesse di un collezionista d'arte, Mihail, che viene incaricato di recarsi nel paese d'origine della giovane per valutare il suo operato. Per Mihail, questo viaggio rappresenta un inaspettato ritorno a casa dopo quasi trent'anni, un'occasione per affrontare non solo l'arte della bambina, ma anche i ricordi e i "fantasmi" del suo passato.

Geneviève Dulude-De Celles, regista con base a Montréal, si distingue per la sua capacità di oscillare tra il genere documentaristico e quello della fiction. Ha co-fondato Colonelle Films, una casa di produzione che si impegna a sostenere nuovi progetti cinematografici. I suoi lavori esplorano temi legati all'identità con un approccio che bilancia drammaticità e umorismo, mantenendo sempre uno sguardo empatico e un'attenzione alla veridicità delle interpretazioni, spesso affidate a nuovi talenti. La sua carriera ha avuto inizio con il cortometraggio "The Cut", acclamato al Sundance Film Festival del 2014, seguito da documentari come "Welcome To F.L." e "Days". Il suo primo lungometraggio di fiction, "A Colony", ha conquistato numerosi riconoscimenti, incluso il Crystal Bear alla Berlinale e il premio per il Miglior Film ai Canadian Screen Awards. "Nina Roza" segna il suo secondo lungometraggio di fiction, consolidando ulteriormente la sua reputazione nel panorama cinematografico internazionale.

Umi Films, con sede a Roma, si è affermata come una società dedicata allo sviluppo creativo, alla produzione e coproduzione internazionale di film. Il suo obiettivo primario è dare spazio a nuove voci di registi e narratori. Tra le sue produzioni recenti si annoverano "Amusia" di Marescotti Ruspoli, premiato al Tallinn Black Nights Film Festival 2022, e "L'infinito" di Umberto Contarello, scritto in collaborazione con Paolo Sorrentino. La partecipazione di Umi Films a "Nina Roza" sottolinea il suo impegno verso progetti di respiro internazionale e la scoperta di talenti emergenti. Attualmente, l'azienda è impegnata nel finanziamento di altri cinque progetti, con l'obiettivo di realizzarli tra il 2025 e il 2026, incluso il prossimo lavoro di Marescotti Ruspoli.

Maratona Digitale Globale per Celebrare Umberto Eco nel Decennale della Sua Scomparsa

In occasione del decimo anniversario dalla morte del rinomato semiologo, filosofo, scrittore, traduttore, bibliofilo e medievalista italiano Umberto Eco, si terrà un'iniziativa commemorativa straordinaria: una maratona digitale di 24 ore intitolata "Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto". Questo evento, che inizierà a mezzogiorno del 18 febbraio e si concluderà alla stessa ora del giorno successivo, sarà trasmesso in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni. La maratona si propone di celebrare l'eredità intellettuale di Eco attraverso un dialogo corale che abbraccerà il mondo intero, rendendo omaggio alla sua figura poliedrica e al suo impatto sulla cultura globale.

Celebrazione Mondiale di Umberto Eco: Un Viaggio Intellettuale di 24 Ore

La maratona digitale "Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto" avrà inizio simbolicamente dall'isola di Taveuni, nelle Fiji, un luogo significativo in quanto attraversato dal 180° meridiano, che Eco stesso esplorò nel suo celebre romanzo "L'isola del giorno prima", dove il cambio di data offre un'opportunità di "viaggio nel tempo". Come spiegato da Michele Cogo, direttore di Bottega Finzioni ed ex allievo di Umberto Eco, l'evento prenderà il via "quando là è mezzanotte del 19 febbraio, da noi sono tra le 12 e le 13 del giorno prima, il 18 febbraio". Questa scelta temporale e geografica sottolinea la dimensione globale e atemporale dell'opera di Eco. La maratona farà il giro del mondo, muovendosi da Oriente a Occidente, e si concluderà il 19 febbraio a mezzogiorno, dopo aver onorato la memoria del professore con un'ampia varietà di contributi.

L'evento vedrà la partecipazione di personalità di spicco del panorama culturale internazionale, tra cui traduttori, editori, narratori come Eshkol Nevo, giornalisti internazionali del calibro di Maziar Bahari – la cui liberazione nel 2009 fu in parte dovuta all'interessamento di Eco –, artisti e fumettisti come Milo Manara e Igort, accademici dei Lincei come Carlo Ossola e Lina Bolzoni, e membri dell'Académie française come Pierre Rosenberg. Anche Irina Bokova, ex direttrice generale UNESCO, prenderà parte all'iniziativa. Il programma include contributi originali e creativi: Stefano Bartezzaghi proporrà un gioco ispirato a Eco, Alessandro Bergonzoni lo ricorderà con il suo linguaggio surreale, Moni Ovadia con una barzelletta, e Jeffrey Schnapp dialogherà con un simulacro del maestro. Non mancheranno i tributi musicali con Gianni Coscia, Francesco Filidei, Paolo Fresu e Gianluigi Trovesi. Saranno coinvolti anche la rete degli Istituti Italiani di Cultura e numerosi altri partecipanti da ogni angolo del globo. Michele Cogo ha sottolineato la gioia e il divertimento con cui i partecipanti ricordano gli incontri, sia dal vivo che attraverso i libri, con una persona che ha saputo trasmettere la cultura in modo così coinvolgente. La partecipazione è aperta a tutti coloro che desiderano condividere un video-ricordo. L'iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno di Cer Gas, Orteco, Sigem e del Centro Studi Baskerville, realtà fondate da dirigenti formatisi al DAMS di Bologna durante gli anni di insegnamento di Umberto Eco.

Questa maratona digitale dedicata a Umberto Eco rappresenta un'occasione preziosa per riflettere sull'immensa eredità culturale e intellettuale che ci ha lasciato. La varietà di voci e di prospettive provenienti da tutto il mondo evidenzia la portata universale del suo pensiero e della sua opera, capace di travalicare confini geografici e disciplinari. In un'epoca caratterizzata da un rapido flusso di informazioni, l'approccio di Eco alla conoscenza, alla semiotica e alla critica continua a essere incredibilmente attuale e stimolante. L'evento ci invita a riscoprire il piacere della cultura, della curiosità e del dialogo, valori che Umberto Eco ha incarnato e promosso con straordinaria passione e intelligenza. È un promemoria dell'importanza di celebrare figure che, con la loro mente brillante e la loro umanità, hanno arricchito il nostro patrimonio collettivo e continuano a ispirare nuove generazioni di pensatori, artisti e studiosi.

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“Una vita da fuggiasco”: L'Omaggio Cinematografico a Mauro Pagani

Il film documentario "Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco" offre un ritratto intimo e commovente del leggendario musicista Mauro Pagani. L'opera, diretta da Cristiana Mainardi, narra la sua incredibile traiettoria artistica, segnata da collaborazioni illustri e momenti di profonda introspezione. Attraverso le voci di artisti di spicco e l'esplorazione di un episodio di perdita di memoria, il film ricostruisce la sua identità e il suo amore incondizionato per la musica, culminando in un'esperienza cinematografica unica che sarà disponibile al pubblico per tre giorni a metà febbraio.

Il Documentario "Andando dove non so" Celebra l'Icona Musicale Mauro Pagani

Nei giorni del 16, 17 e 18 febbraio, le sale cinematografiche ospiteranno l'evento speciale "Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco", un documentario che celebra la figura emblematica del musicista Mauro Pagani. Distribuito da Fandango e presentato con successo alla Festa del Cinema di Roma, il film arriva in concomitanza con l'ottantesimo compleanno del protagonista, offrendo una prospettiva unica sulla sua carriera e sulla sua resilienza personale.

La pellicola, diretta da Cristiana Mainardi, tesse un racconto avvincente attraverso le testimonianze di numerosi artisti di fama, tra cui Manuel Agnelli, Giuliano Sangiorgi, Marco Mengoni, Badara Seck, Mahmood, Dori Ghezzi, Ligabue, Arisa e la compianta Ornella Vanoni. Queste voci, insieme a quella della compagna e collaboratrice Silvia Posa, dipingono un quadro vivido della memoria condivisa e dell'eredità artistica di Pagani.

Il fulcro narrativo del documentario si concentra su un periodo delicato della vita del Maestro: una temporanea perdita di memoria che lo ha costretto a ricostruire il proprio passato. In questo processo catartico, Pagani riscopre la sua vocazione musicale e i suoi strumenti, trovando nella musica una ancora di salvezza. Il film si sviluppa come una biografia sincera e toccante, che si distacca da una narrazione cronologica per esplorare frammenti di ricordi, ricuciti da una visione attuale, intrisa di sentimento e umorismo.

Cristiana Mainardi, alla sua prima esperienza da regista dopo una carriera di successo come sceneggiatrice e produttrice, ha accettato la sfida di raccontare l'artista poliedrico. L'ispirazione per il film nasce da un ricordo d'infanzia della regista, legato alle "Impressioni di settembre" di Pagani. Il documentario esplora il suo percorso, dalla co-fondazione della Premiata Forneria Marconi nel 1970, alle profonde collaborazioni con Fabrizio De André, che hanno dato vita a capolavori come l'album "Crêuza de Mä", fino alle colonne sonore per il cinema con registi come Gabriele Salvatores e Silvio Soldini.

Un luogo chiave del racconto sono le Officine Meccaniche, gli studi milanesi acquisiti da Pagani nel 1998, dove il musicista dialoga con il suo alter ego, il "Fuggiasco", incarnazione della sua anima ribelle. Il film combina materiali d'archivio e immagini contemporanee, arricchito dagli interventi delle diverse personalità coinvolte. Il contributo di Silvia Posa, compagna di vita e lavoro di Pagani, si rivela fondamentale, offrendo una prospettiva autentica e profonda sulla sua figura.

La regista ha inoltre elogiato il lavoro della direttrice della fotografia Sabina Bologna, che ha saputo catturare l'autenticità e la dimensione onirica di Pagani, e del montatore Matteo Mossi, il cui ruolo è stato cruciale nel plasmare la vasta mole di girato e testimonianze in un'opera coerente e toccante.

L'Eredità di un "Fuggiasco" e l'Impatto della Musica Sull'Identità

La storia di Mauro Pagani, così come raccontata in "Andando dove non so", ci ricorda il potere trasformativo dell'arte e della musica in particolare. La sua capacità di reinventarsi dopo una perdita di memoria e di trovare conforto e identità negli accordi dei suoi strumenti è una testimonianza commovente della forza dello spirito umano. Questo documentario non è solo un omaggio a un grande musicista, ma anche una profonda riflessione su come la passione possa guidarci attraverso le sfide più ardue, e come le connessioni umane e artistiche siano essenziali per ricostruire la nostra narrativa personale. La figura del "Fuggiasco" che lo accompagna, simboleggia quella costante ricerca e libertà creativa che ha sempre contraddistinto Pagani, un monito a non smettere mai di esplorare e di esprimersi.

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