Divertimento

Appello del Coordinamento Autori Autrici: “Il Cinema Italiano è l'anima della Nazione"

Il Coordinamento Autori Autrici ha espresso profonda preoccupazione per le recenti decisioni governative riguardanti il settore cinematografico. Attraverso una lettera aperta intitolata “Non c’è Italia Senza Cinema”, l'associazione ha evidenziato come i tagli al Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo, ammontanti a 90 milioni di euro, contrastino con l'incremento dei fondi destinati alle produzioni straniere girate in Italia, che passano da 40 a 100 milioni di euro. Questa scelta, secondo il Coordinamento, penalizza gravemente la creatività nazionale, mettendo a rischio lo sviluppo e la produzione di opere italiane di qualità artistica, documentari e animazioni, proprio mentre è in discussione una nuova legge di sistema che definirà il futuro del cinema italiano per i prossimi decenni.

Gli autori e le autrici del settore, tra cui sceneggiatori, registi, attori e compositori, si oppongono fermamente a questa politica che, a loro avviso, minaccia l'esistenza stessa del cinema italiano. Essi ribadiscono con forza che ogni riforma del settore deve porre al centro la valorizzazione della creatività e del lavoro di migliaia di professionisti italiani. La petizione è stata firmata da un vasto elenco di nomi illustri del panorama cinematografico e televisivo italiano, a testimonianza della larga base di consenso e della gravità della situazione percepita dagli addetti ai lavori.

Questa mobilitazione riflette una chiara richiesta di sostegno e riconoscimento per l'industria cinematografica nazionale, considerata un pilastro fondamentale dell'identità culturale italiana. L'appello si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sull'importanza di investire nella produzione locale, non solo per preservare il patrimonio artistico e culturale, ma anche per garantire opportunità di lavoro e crescita economica nel paese. La cultura, e in particolare il cinema, è vista come un motore vitale per l'Italia, e la sua tutela è essenziale per la prosperità e l'immagine della nazione a livello internazionale.

L'arte cinematografica non è solo un'espressione di intrattenimento, ma un veicolo potente per raccontare storie, trasmettere valori e stimolare il pensiero critico. Sostenere il cinema significa investire nel futuro culturale e sociale di un paese, nutrendo l'immaginazione collettiva e preservando la diversità di voci. In un'epoca di globalizzazione, è fondamentale proteggere e promuovere le specificità culturali nazionali, garantendo che le nuove generazioni possano continuare a identificarsi con le proprie narrazioni e a contribuire con la propria creatività. Il cinema italiano, con la sua ricca storia e i suoi innumerevoli talenti, merita di essere valorizzato come risorsa insostituibile per l'intera collettività.

Il Vuoto Lasciato da Robert Bernocchi nel Panorama Cinematografico Italiano e la Nascita di una Nuova Formazione

Il panorama cinematografico italiano ha perso una figura insostituibile con la scomparsa di Robert Bernocchi, un professionista la cui influenza trascendeva i ruoli tradizionali di attore o regista. Sebbene il suo nome fosse meno noto al grande pubblico, Bernocchi rappresentava un pilastro nell'analisi del mercato cinematografico, distinguendosi per la sua indipendenza di giudizio e la sua capacità di fondare le proprie osservazioni su dati concreti. Le sue analisi, pubblicate sulla rubrica CineGuru di Screenweek.it, erano appuntamenti irrinunciabili per i leader del settore, dai direttori marketing ai gestori di sale cinematografiche, offrendo una visione olistica e approfondita dell'intero ecosistema del cinema, dalla produzione alla distribuzione.

La carriera di Bernocchi è stata un percorso esemplare, iniziato nel giornalismo come co-fondatore di BadTaste.it, per poi evolversi in ruoli dirigenziali nel marketing presso Microcinema e successivamente nella produzione con Pepito e One More Pictures. La sua unicità risiedeva nella sua poliedricità e nella profonda comprensione di ogni aspetto dell'industria. La sua improvvisa scomparsa, avvenuta prima dei cinquant'anni, ha creato un vuoto incolmabile, poiché era una voce in grado di prevedere le tendenze del mercato grazie a studi rigorosi e a un aggiornamento costante, spinto da una passione autentica per il cinema in tutte le sue manifestazioni. Pedro Armocida, Presidente dell'AFIC, ha sottolineato come l'assenza di Bernocchi sia sia una perdita personale che professionale, evidenziando come le sue analisi andassero oltre la superficie, scavando nel non detto e nell'invisibile dei risultati.

Per mantenere viva la sua memoria e il suo approccio innovativo, è stato istituito un corso per Data Analyst intitolato a Robert Bernocchi, promosso da Anica e Anica Academy in collaborazione con importanti realtà cinematografiche italiane. Questo progetto formativo, nato dall'idea di Sergio Del Prete, direttore di Anica Academy, e Davide Dellacasa di Screenweek, mira a coltivare nuove generazioni di analisti con la stessa integrità, rigore e umanità che contraddistinguevano Bernocchi. La prima edizione ha riscosso un successo immediato, esauriendo rapidamente i posti disponibili e spingendo all'apertura delle iscrizioni per una seconda edizione ampliata. In un momento cruciale per il cinema italiano, caratterizzato da fenomeni di successo inaspettati e da dibattiti sul tax credit e sui contributi ministeriali, la capacità analitica di Robert Bernocchi sarebbe stata fondamentale per interpretare e guidare il settore. La sua eredità continua a ispirare, ricordando che i numeri, per essere veramente compresi, necessitano non solo di precisione ma anche di un'anima.

L'assenza di Robert Bernocchi ci spinge a riflettere sull'importanza di figure professionali dotate di visione e integrità in ogni settore. La sua dedizione all'analisi approfondita e alla comprensione olistica del cinema ci insegna che il vero progresso deriva dalla curiosità, dalla passione e dalla volontà di scavare oltre le apparenze. L'istituzione del corso a lui dedicato è un faro di speranza, dimostrando che, anche di fronte a una perdita, è possibile trasformare il lutto in un'opportunità di crescita e di formazione per le future generazioni. Continuiamo a celebrare il suo impatto, impegnandoci a coltivare una cultura di eccellenza, analisi rigorosa e profondo amore per l'arte cinematografica, perpetuando così la sua preziosa eredità.

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Cinecittà: Un Bilancio 2025 di Successo tra Utili e Grandi Produzioni Internazionali

Il 2025 si è rivelato un anno di notevole successo per Cinecittà, il rinomato polo audiovisivo europeo, che ha annunciato risultati finanziari estremamente positivi. La società ha registrato un utile di 1,1 milioni di euro, invertendo la tendenza negativa dell'anno precedente e segnando una crescita impressionante dei ricavi del 43%, arrivando a 30,5 milioni di euro. Questi traguardi sono stati illustrati dal presidente Antonio Saccone e dall'amministratore delegato Manuela Cacciamani, che hanno evidenziato una strategia focalizzata sul potenziamento delle risorse interne e sull'incremento della capacità produttiva, consolidando la posizione di Cinecittà come attore chiave nel panorama cinematografico globale.

La trasformazione finanziaria di Cinecittà è particolarmente evidente nel passaggio da una perdita di circa 11 milioni di euro nel 2024 a un utile di 1,1 milioni nel 2025. Anche il Margine Operativo Lordo (EBITDA) è tornato positivo, raggiungendo i 5 milioni di euro, con un incremento del 250%. Questo miglioramento è attribuito a una combinazione di maggiori ricavi commerciali e una rigorosa riduzione dei costi operativi. Manuela Cacciamani ha chiarito che il successo è stato raggiunto attraverso un'internalizzazione significativa del lavoro e tagli decisi, inclusa la riduzione della classe dirigenziale, pur garantendo la salvaguardia del personale dipendente.

La crescita dei ricavi è stata diversificata, con 13,9 milioni di euro provenienti dalla gestione dei teatri di posa, 7,5 milioni dagli eventi di prestigio (come i David di Donatello e l'anteprima del documentario di Tornatore), 4,2 milioni dalle costruzioni scenografiche e circa 5 milioni da altre attività, tra cui post-produzione e servizi. Questa ripartizione dimostra la versatilità e l'ampio spettro di servizi offerti da Cinecittà. L'amministratore delegato ha sottolineato l'importanza di credere nelle competenze interne, evidenziando come le scenografie realizzate per produzioni internazionali e registi premi Oscar siano una prova tangibile dell'eccellenza raggiunta.

Gli investimenti hanno giocato un ruolo cruciale in questa fase di crescita. Il piano finanziato dal PNRR, pari a 232 milioni di euro, ha permesso la realizzazione di cinque nuovi teatri di posa, portando il totale da 20 a 25, e una riqualificazione generale degli studi. Questi interventi hanno incrementato la capacità produttiva di circa il 60%, con completamento previsto entro giugno 2026. Tuttavia, Cacciamani ha anche menzionato l'aumento dei costi di gestione associati a tale espansione, precisando che il supporto finanziario per le attività culturali ammonta a 31,5 milioni, invariato rispetto all'anno precedente. Ha inoltre chiarito la situazione riguardante l'intervento della Guardia di Finanza, specificando che le indagini erano relative a film specifici che avevano noleggiato gli studi nel 2022 e 2023, e non direttamente a Cinecittà.

Sul fronte delle produzioni, il periodo tra il 2025 e l'inizio del 2026 ha visto un'intensa attività, con un forte afflusso di produzioni internazionali e serie ad alto budget. Tra i progetti di spicco figurano il film “The Resurrection” di Mel Gibson, la serie live-action di “Assassin's Creed”, “Annibale” con Denzel Washington e Antoine Fuqua, e la serie Netflix “La valanga”. Non sono mancate anche produzioni nazionali di rilievo, come la serie “Portobello” di Marco Bellocchio e “Sicilia Express” di Ficarra e Picone. I reparti di post-produzione audio e video hanno continuato a collaborare con registi di fama mondiale come Tim Burton, Luca Guadagnino, Ridley Scott e Giuseppe Tornatore, oltre a lavorare su importanti produzioni seriali. Parallelamente, l'Archivio Luce ha proseguito la sua opera di digitalizzazione e valorizzazione culturale, co-producendo 31 documentari, di cui sette distribuiti nelle sale.

Il 2025 ha rappresentato per Cinecittà un punto di svolta, caratterizzato da una solida ripresa finanziaria e da un rilancio strategico che ha rafforzato le capacità interne e ampliato l'offerta produttiva. L'azienda ha dimostrato una notevole resilienza e una visione chiara per il futuro, attestandosi come un centro di eccellenza nel panorama audiovisivo internazionale, capace di attrarre grandi nomi e produzioni di prestigio, e di valorizzare al contempo il proprio patrimonio storico-culturale.

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