Divertimento

Bellocchio e Gifuni svelano i "due teatri" del Caso Tortora nella serie "Portobello"

La serie televisiva "Portobello", diretta dal celebre regista Marco Bellocchio e interpretata da Fabrizio Gifuni, approfondisce il controverso caso giudiziario di Enzo Tortora, figura emblematica della televisione italiana. Attraverso una narrazione che Bellocchio stesso definisce basata su "due teatri" – quello dello spettacolo televisivo e quello del processo legale – la produzione si propone di esplorare una delle vicende più drammatiche e ingiuste della storia italiana, portando sullo schermo la complessità e l'assurdità degli eventi che hanno travolto Tortora. La serie, che sarà disponibile su HBO Max, promette di offrire una prospettiva intima e profonda su questo errore giudiziario.

Marco Bellocchio, noto per opere come "Il traditore" e "Esterno notte", ha scelto un approccio narrativo che fonde rigore storico con un tocco realistico e, al contempo, visionario e tragico. La sua visione si concentra sui due contesti principali della vita di Enzo Tortora: la popolarità e il successo nel suo programma televisivo "Portobello", dove era un conduttore amato e stimato da milioni di spettatori, e l'improvviso e devastante coinvolgimento nel "teatro del tribunale", dove la sua eloquenza e compostezza si rivelarono impotenti di fronte alle accuse. Questa dicotomia è il cuore della serie, che mira a svelare il contrasto tra la sua immagine pubblica e la sua disperata battaglia legale.

Fabrizio Gifuni, già apprezzato per la sua interpretazione di Aldo Moro in una precedente opera di Bellocchio, veste i panni di Enzo Tortora con una profonda immersione nel personaggio. L'attore sottolinea come il suo compito non sia solo quello di riprodurre fatti storici, ma di evocare la complessità di un essere umano in carne e ossa, fatto di contraddizioni e profondità. La sua performance mira a restituire la verità interiore di Tortora, un uomo che, da padrone della scena televisiva, si ritrovò vittima di un sistema giudiziario ingiusto, basato su dichiarazioni poi rivelatesi false. Gifuni descrive questo passaggio come una "traduzione in corpo" delle intenzioni registiche, evidenziando la ricerca di una complessità che va oltre la semplice rappresentazione.

Bellocchio, che ha anche contribuito alla sceneggiatura insieme a Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore, ha esplorato con acuta chiarezza l'aspetto grottesco e surreale della vicenda Tortora. Il regista si è concesso una libertà narrativa che gli ha permesso di trascendere i fatti nudi e crudi, per evocare un'atmosfera e un significato più profondi, capaci di restituire la verità dell'uomo e il senso della sua odissea. Questa libertà creativa, già adottata in "Esterno notte", è fondamentale per illuminare le "zone oscure" della storia e offrire una narrazione che, pur radicata nella realtà, si eleva a un livello più universale di interpretazione umana e sociale.

La serie "Portobello", quindi, non si limita a raccontare gli eventi del caso Tortora, ma si addentra nelle emozioni e nelle reazioni dell'individuo di fronte a un'ingiustizia macroscopica. Lo stupore, cifra distintiva dei due mondi in cui Tortora si muoveva, assume significati diversi: dallo stupore per lo spettacolo televisivo, dove Tortora era un maestro indiscusso, a quello angosciante e surreale del tribunale, dove la logica e la verità sembravano svanire. Bellocchio e Gifuni descrivono quest'ultimo come un incubo senza risveglio, in cui Tortora si sentiva tradito da un Paese e da uno Stato che lo aveva abbandonato, rivelando il profondo trauma e la solitudine vissuti dal protagonista.

Programmazione Musicale Settimanale di Bologna: Eventi dal 23 Febbraio al 1 Marzo

La città di Bologna si prepara ad accogliere una settimana ricca di appuntamenti musicali, dal 23 febbraio al 1° marzo, offrendo un caleidoscopio di generi e performance per tutti gli appassionati. Questo calendario dettagliato, curato con passione, guida attraverso la variegata scena musicale cittadina, promettendo serate indimenticabili in locali storici e spazi innovativi.

Sette giorni di melodia: la guida completa ai concerti bolognesi.

Un inizio di settimana all'insegna del jazz e delle nuove sonorità

La settimana musicale bolognese si aprirà lunedì 23 febbraio con un'elegante serata alla Cantina Bentivoglio, dove il trio Menci, Cassanelli e Smiderle delizierà il pubblico con raffinate improvvisazioni jazz a partire dalle 21:30. Un appuntamento imperdibile per gli amanti delle atmosfere intime e sofisticate.

Il ritmo incalza: martedì e mercoledì tra rock e jam session

Martedì 24 febbraio, il Freakout vibrerà con l'energia di Quasai, Adomas Palekas e Guimaraes alle 21, mentre la Cantina Bentivoglio continuerà la sua tradizione jazz con il Manuel Caliumi 4et alle 21:30. Mercoledì 25 febbraio, la proposta si amplierà con la Naima Sound allo Sghetto alle 21, seguita dal Marco Ferri alla Cantina Bentivoglio. Il Bravo Caffè ospiterà i Groove City alle 22, Labas presenterà la D.L,S. Crew alle 21, e il Cortile Cafè chiuderà la serata con Federico Aicardi alle 21:45. Una giornata per tutti i gusti, dal rock al jazz, passando per ritmi più sperimentali.

Un giovedì eclettico: stand-up, rock e jazz dal vivo

Giovedì 26 febbraio si preannuncia una serata particolarmente ricca. Il Freakout ospiterà l'esplosiva combinazione The Devils + Percossa Fossile alle 21, mentre l'Efesto offrirà una parentesi di comicità con Nanni Mascena. Il Teatro Dehon proporrà un'esperienza unica con "Profondo Rosso – Sonorizzato Live" dei Claudio Simonetti’s Goblin alle 20. Gli appassionati di jazz potranno optare per l'Andrea Grillini 4et alla Cantina Bentivoglio alle 21 o il Gigi Cifarello & Chicco Capiozzo Trio al Bravo Caffè alle 22. Il Binario69 accoglierà Biagio Marino ft Danilo Gallo e Gioele Pagliaccia alle 21:30, il Baumhaus presenterà Gaia Rollo + Persian Pelican alle 20:30, il Lowengrube darà spazio ai Wondersonic alle 21:30, e l'Angelica celebrerà la world music con Dialy Mady “Kaw” Sissoko, Walter Zanetti e Tommy Ruggero alle 19:30. Una varietà che promette di soddisfare ogni palato musicale.

Venerdì all'insegna della diversità sonora

Venerdì 27 febbraio si accenderà con diverse proposte: dal black metal degli Harakiri for The Sky + Klimt1918 al Locomotiv alle 20:30, al rock dei BBY + Altre di B al Covo alle 21:30. Il Freakout ospiterà Gionni Gioielli, Barra1, Liffe alle 21, mentre l'Efesto presenterà Mater alle 21. L'Alchemica offrirà un'esplosione di talenti con Hanga Roa, Beatrice Lambertini Live band ed Evermore alle 20:30. Gli amanti del jazz potranno godere dell'Organix – Emiliano Pintori 6tet allo Sghetto alle 23 e di Andy Watson & Renato Chicco 5et alla Camera Jazz&Music alle 22, così come del Saverio Zura 5et alla Cantina Bentivoglio alle 21. Il Gallery16 proporrà la Col Oi! Night alle 20, il Bravo Caffè ospiterà Sara6 Luca Bruno 5et alle 22, il Baumhaus presenterà Steve Pepe, Etta Simone e Vicky alle 20:30, e il Binario69 accoglierà Nilza Costa 4et + Sonido Chakana alle 21:30. Una serata che spazia tra generi, culture e atmosfere.

Il weekend si anima: sabato tra tributi e tradizioni

Sabato 28 febbraio promette un'esplosione di eventi. Il Covo vedrà esibirsi i Citrus Citrus alle 21:30, mentre il Freakout sarà animato da To Die on Ice + Krasue alle 21. L'Alchemica renderà omaggio ai Linkin Park con il tributo FRØM ZERØ alle 21:30. Villa Pini offrirà una suggestiva "Notte Gnawa" con Jedbalak alle 22, e lo Sghetto presenterà Sole alle 23. La Camera Jazz&Music raddoppierà la dose di jazz con Andy Watson & Renato Chicco 5et alle 22, mentre la Cantina Bentivoglio ospiterà The Indians alle 21:30. Il Circolo Hex proporrà la Crossed Night alle 20, il Bravo Caffè accoglierà Gloria Turrini, G & The Doctor alle 22, il Binario69 vedrà esibirsi West Riviera + Tealdi alle 21:30, il Tank ospiterà La ROboterie alle 23, il Circolo La Fattoria proporrà Tarantargia alle 20:30, e il Gallery16 chiuderà con Your Funeral alle 21:30. Un sabato all'insegna della musica dal vivo in tutte le sue forme.

Gran finale domenicale: tra cantautorato e rock

La settimana si concluderà domenica 1 marzo con il concerto di Fabiana Rosa al Locomotiv alle 21, seguito dall'intensità di Bologna Violenta + Mood al Freakout alle 21. Lo Scipione dal Ferro presenterà Anima Piena – Alberto Spagone alle 21, e il Teatro Celebrazioni ospiterà lo spettacolo di Simone Cristicchi "Franciscus" alle 17:30. Un finale che unisce la profondità del cantautorato all'energia del rock, offrendo un ultimo assaggio della ricchezza musicale di Bologn

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Festival di Berlino 2026: Trionfo per 'Gelbe Briefe' e Bilancio di un'Edizione Intensa

Il Festival di Berlino del 2026 si è concluso, svelando i suoi attesi vincitori in un'atmosfera di vivace discussione, che ha spesso posto al centro il ruolo stesso del cinema e dei suoi artefici, più che le opere in concorso. Non sono mancate le sorprese nel palmarès, che ha visto trionfare titoli di notevole interesse, selezionati dalla Giuria Internazionale presieduta da Wim Wenders, nonostante la presenza di opere molto attese e acclamate durante l'intera kermesse.

I Momenti Salienti e i Vincitori del Festival di Berlino 2026

L'evento si è svolto a Berlino, culminando con la cerimonia di premiazione che ha visto l'assegnazione dell'Orso d'Oro al miglior film a Gelbe Briefe (Yellow Letters) di İlker Çatak. Questa opera ha prevalso su altri significativi film come Queen at Sea, Rose e Nina Rosa. La pellicola racconta la storia di Derya e Aziz, un'affermata coppia di artisti di Ankara la cui vita viene sconvolta da un incidente durante la prima del loro nuovo spettacolo. Costretti a confrontarsi con la repressione statale, perdono il lavoro e la casa, trasferendosi a Istanbul. Qui, mentre Aziz si aggrappa alle sue convinzioni con lavoretti saltuari, Derya cerca l'indipendenza economica, creando una crescente distanza dalla figlia Ezgi. La famiglia si trova così di fronte alla difficile scelta tra i propri valori e il futuro condiviso. La direttrice del festival, Tricia Tuttle, nel suo discorso conclusivo, ha enfatizzato il coraggio dei registi nel proporre le loro narrazioni, definendo l'edizione come “rumorosa e carica di emozioni”.

La Tuttle ha riflettuto sulla complessità del contesto globale, dichiarando: “Questa Berlinale si è svolta in un mondo che sembra crudo e frammentato. Molti di noi sono arrivati ​​portando con sé dolore, rabbia e urgenza per ciò che sta accadendo ben oltre le mura di questo cinema. Questi sentimenti sono reali. Appartengono alla nostra comunità. Li sentiamo. Quest’anno siamo stati anche pubblicamente sfidati. Questo deriva dall’essere un’istituzione culturale visibile in un momento di polarizzazione. La critica fa parte della democrazia. Così come il disaccordo. Rispettiamo le persone che esprimono la propria opinione, anche quando non siamo d’accordo con ogni affermazione che viene fatta su di noi. Di questo sono orgogliosa. In questi dieci giorni, la Berlinale è rimasta ciò per cui è stata fondata. Un luogo dove le persone si riuniscono in pubblico, dove tutti sono benvenuti, al di là delle differenze, per sedersi insieme al buio e guardare il mondo attraverso gli occhi degli altri. La libera espressione alla Berlinale non è una voce sola. È una voce composta da tante voci. A volte calme. A volte arrabbiate. A volte sembrano silenziose, ma parlano attraverso il cinema. Queste voci possono essere contraddittorie. Un festival non risolve i conflitti mondiali. Ma può creare spazio per la complessità, l’ascolto e l’umanizzazione reciproca”.

Tra gli altri riconoscimenti di rilievo, l'Orso d'Argento – Grand Jury Prize è andato a Kurtuluş (Salvation) di Emin Alper, mentre l'Orso d'Argento – Premio della Giuria è stato assegnato a Queen at Sea di Lance Hammer. Grant Gee ha ricevuto l'Orso d'Argento per la Miglior Regia per Everybody Digs Bill Evans. La Miglior Performance è stata riconosciuta a Sandra Hüller per Rose di Markus Schleinzer, e la Miglior Performance da Non Protagonista a Anna Calder-Marshall e Tom Courtenay per Queen at Sea. La Miglior Sceneggiatura è stata premiata a Geneviève Dulude-de Celles per Nina Roza. Infine, l'Orso d'Argento per il Contributo artistico eccezionale è stato conferito a Yo (Love is a Rebellious Bird) di Anna Fitch e Banker White.

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