Cannes 2026: "Everytime" di Sandra Wollner trionfa a Un Certain Regard

L'edizione 2026 del Festival di Cannes ha visto brillare nuove stelle nel firmamento cinematografico, con la sezione Un Certain Regard che ha premiato le pellicole più innovative e audaci. Al centro dell'attenzione, la vittoria schiacciante di "Everytime" di Sandra Wollner, un'opera che ha profondamente toccato critica e pubblico.
I riflettori di Cannes illuminano nuove narrazioni
Nella cornice prestigiosa della Croisette, il concorso Un Certain Regard 2026 ha proclamato i suoi vincitori, celebrando alcune delle voci più originali del panorama cinematografico internazionale. Il premio principale è stato conferito a "Everytime" della regista austriaca Sandra Wollner. Il film, ampiamente lodato dalla critica come una delle opere più potenti e visionarie presentate quest'anno, ha convinto la giuria presieduta dall'attrice francese Leïla Bekhti, affiancata dalla regista italiana Laura Samani. L'edizione è stata notevole per la sua enfasi su opere prime, linguaggi cinematografici innovativi e racconti profondamente personali.
"Everytime", una coproduzione austro-tedesca, esplora il tema del lutto e della memoria attraverso la storia di una madre, una figlia e un adolescente che intraprendono un viaggio inaspettato a Tenerife. Tra sentimenti di colpa, la ricerca del perdono e ricordi che riemergono, il film intreccia passato e presente in una narrazione commovente e suggestiva. Il riconoscimento a Wollner, già apprezzata alla Berlinale 2020 con "The Trouble With Being Born", è stato accolto come una delle decisioni più concordi nella storia recente di Un Certain Regard.
Tra gli altri premi, il Premio della Giuria è stato assegnato a "Elephants in the Fog", opera prima del regista nepalese Abinash Bikram Shah. Il Premio Speciale della Giuria è andato a "Iron Boy" di Louis Clichy, un film d'animazione dipinto a mano già acquisito da Sony Pictures Classics. Grande risalto è stato dato anche ai premi attoriali: Bradley Fiomona Dembeasset ha ricevuto il premio come miglior attore per la sua interpretazione in "Congo Boy" del regista congolese Rafiki Fariala. Il premio per la migliore interpretazione femminile è stato condiviso da Marina de Tavira, Daniela Marín Navarro e Mariangel Villegas per "Siempre Soy Tu Animal Materno" di Valentina Maurel.
Un caso esemplare di successo è stato "Congo Boy", coprodotto da Marco Bechis e Daniele Incalcaterra con Rai Cinema. Ambientato nella Repubblica Centrafricana, il film racconta la storia autobiografica di un diciassettenne con il sogno di diventare musicista in un paese martoriato dalla guerra civile. Un'opera intensa e vibrante che sottolinea l'interesse crescente del festival verso il cinema africano e gli autori emergenti. Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, ha elogiato il riconoscimento a Dembeasset come "il primo passo di un lungo percorso" per un giovane talento capace di trasformare un'esperienza personale in un racconto universale.
L'attenzione di Cannes verso opere che esplorano la condizione umana con profondità e originalità è un faro per il futuro del cinema. L'edizione di quest'anno ha dimostrato che storie intime e prospettive globali possono coesistere, ispirando e provocando riflessioni essenziali. Il successo di registi emergenti e di opere che affrontano temi complessi con sensibilità e innovazione conferma la vitalità e la continua evoluzione dell'arte cinematografica.