Divertimento

CIAK: Il Mensile di Cinema Si Rinnova con Contenuti Inediti e un Nuovo Approccio

L'iconica rivista cinematografica italiana, CIAK, si appresta a svelare una versione completamente trasformata, promettendo ai suoi lettori un'esperienza editoriale arricchita e innovativa. A partire dall'8 maggio, il mensile sarà disponibile in edicola con un design grafico rinnovato e una vasta gamma di contenuti inediti, tra cui interviste esclusive e analisi approfondite del mondo del cinema. Questa evoluzione mira a ristabilire il ruolo del cinema come elemento centrale nel dibattito sociale e culturale, offrendo una prospettiva critica e indipendente.

Il Direttore Generale di CIAK, Domenico Marasco, ha illustrato la visione dietro questo rilancio, descrivendo il nuovo progetto come un ambizioso sforzo per riportare la potenza dei contenuti al centro della pubblicazione. L'obiettivo è non solo narrare le pellicole, ma interpretarle e collocarle in un contesto più ampio di discussione. Marasco ha enfatizzato che il cinema, per CIAK, funge da specchio e, a volte, da propulsore dei cambiamenti nella società. Questo 'ecosistema editoriale integrato' comprenderà la rivista cartacea, il sito web, i canali social e una futura applicazione, Ciak Advisor. La nuova pubblicazione, un tabloid di 68 pagine, sarà guidata dalla direzione editoriale di Casimiro Lieto e si distinguerà per la sua libertà, criticità e indipendenza, consolidando la sua lunga storia nel panorama cinematografico italiano.

La presentazione ufficiale del nuovo formato di CIAK è in programma per giovedì 7 maggio, alle ore 15:00, presso la prestigiosa CASA DEL CINEMA a Roma, situata a Villa Borghese. L'evento vedrà la partecipazione di stampa e stakeholder del settore, offrendo un'occasione per scoprire in anteprima le novità e le direzioni future della rivista.

Con una storia ultraquarantennale alle spalle, CIAK ha sempre avuto il compito di esplorare ogni sfaccettatura del cinema italiano. Questo rilancio rappresenta un momento cruciale per la testata, che intende continuare a raccontare il mondo cinematografico con una nuova energia e una rinnovata dedizione alla qualità e all'approfondimento, mantenendo la sua promessa di offrire una lettura stimolante e informativa per tutti gli appassionati.

Un Viaggio d'Arte Attraverso i Continenti: La Mostra "I Preferiti di Marino" alla Fondazione Golinelli

La Fondazione Golinelli di Bologna torna a sorprendere il pubblico con la seconda parte della sua straordinaria esposizione, "I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi". Questa mostra non è solo un omaggio alla visione collezionistica di Marino Golinelli, ma un vero e proprio viaggio attraverso l'arte contemporanea mondiale, mettendo in luce decenni di passione e scoperta.

L'Universo di Marino Golinelli: Trent'anni di Scoperte Artistiche in Mostra

Il Cuore dell'Esposizione: Una Collezione Senza Precedenti

Dal 6 febbraio al 28 giugno 2026, la Fondazione Golinelli aprirà le porte al pubblico per svelare "I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi". Questo evento rappresenta il proseguimento di un'approfondita esplorazione della vasta Collezione Marino Golinelli, custodita presso il Centro Arti e Scienze Golinelli a Bologna. La selezione comprende oltre cinquanta opere d'arte contemporanea, molte delle quali inedite al pubblico, che spaziano tra dipinti, installazioni, arazzi, sculture, disegni, fotografie e video. Ogni pezzo è un tassello del corpus principale della collezione, che vanta circa ottocentocinquanta opere, frutto dei numerosi viaggi e incontri che Marino Golinelli, con la sua inestimabile compagna Paola Pavirani Golinelli, ha intrapreso nel corso di quasi un secolo di vita.

Voci Globali: 43 Artisti per un Dialogo Multiculturale

Le opere esposte, firmate da quarantatré artisti di fama internazionale, tessono un affresco vivido e multiforme della società globale. La loro forza risiede nella capacità di catturare le tensioni e le speranze che caratterizzano il nostro tempo, offrendo una prospettiva sorprendentemente attuale. Andrea Zanotti, presidente della Fondazione Golinelli, sottolinea come questo progetto espositivo incarni un approccio olistico alla cultura, unendo indissolubilmente arte, scienza e tecnologia. La visione aperta verso le diverse culture del mondo e i grandi cambiamenti epocali che l'umanità sta vivendo riflette la profonda fiducia che Marino Golinelli riponeva nel futuro e nell'innata capacità dell'essere umano di rinnovarsi e adattarsi.

Un Itinerario Artistico in Quattro Atti: Attraverso i Continenti

L'esposizione "Opus Mundi" invita i visitatori a un'esplorazione del mondo suddivisa in quattro macro-aree geografiche: Africa, Nord e Sud America, Asia ed Europa. Questo percorso non è solo un viaggio fisico, ma un'immersione nelle sensibilità e nelle visioni che hanno ispirato Marino Golinelli. La sezione dedicata all'Africa, intitolata "La materia come memoria", esamina come l'arte africana trasformi il dolore e le eredità coloniali in opere di reinvenzione culturale e bellezza. Qui, artisti come Gonçalo Mabunda, Abdoulaye Konaté, Ifeoma U. Anyaeji, Moffat Takadiwa e William Kentridge utilizzano materiali di recupero e tessuti tradizionali per creare narrazioni potenti sulla storia, la memoria e le tensioni geopolitiche.

Le Americhe: Tra Contraddizioni Sociali e Sguardi sul Futuro

Proseguendo il percorso, la sezione dedicata alle Americhe indaga le complesse sfaccettature sociali ed ecologiche di un continente vasto e diversificato. Opere di artisti come Sara Rahbar, Alejandro Santiago Ramírez, il duo Lucy e Jorge Orta, Angelo Venosa, Charles Ross e Tomás Saraceno offrono nuove prospettive sulle problematiche umane. Essi affrontano temi quali lo sradicamento, la migrazione, la biodiversità e la ricerca di nuove forme di coabitazione futura, esplorando la relazione tra l'uomo e la natura attraverso una lente geometrica e spirituale.

L'Asia: Dialogo tra Accelerazione e Tradizione

La sezione asiatica presenta un universo simbolico dove l'accelerazione del progresso e la permanenza delle tradizioni si confrontano e negoziano costantemente. Attraverso le opere di Reena Saini Kallat, Archana Hande, Aung Ko, Nguyễn Thái Tuấn e la coppia artistica Rosfer & Shaokun, emerge una riflessione sulle metamorfosi geopolitiche e storiche del territorio. Questi artisti utilizzano reti, mappe alternative, il corpo come strumento di resistenza e la pittura per affrontare temi come le fratture post-coloniali, gli scambi culturali tra Oriente e Occidente, la repressione e l'identità nell'era digitale, spesso sfidando i meccanismi di censura.

Europa: Reinventare i Modelli Culturali Tradizionali

Infine, la sezione europea mette in discussione i modelli culturali consolidati attraverso i linguaggi di artisti come Arcangelo Sassolino, il collettivo Atelier Van Lieshout, Fabrizio Dusi, il duo Antonello Ghezzi e Fabrizio Plessi. Le loro opere esplorano i limiti della materia, la fragilità tecnologica, il controllo biopolitico, la crisi della comunicazione e l'importanza dei piccoli gesti quotidiani per innescare il cambiamento. Un'opera dedicata ai coniugi Golinelli di Fabrizio Plessi, "Due gocce d’acqua nel mare dei cristalli liquidi", chiude il percorso, unendo la fluidità naturale alla tecnologia dei monitor elettronici.

Eventi Collaterali: Un Palinsesto Ricco di Dialoghi e Performance

Il progetto espositivo si arricchisce di un nutrito programma di eventi collaterali, concepiti per creare un dialogo continuo tra arte, movimento e scienza. Tra questi spicca "An Echo, a Frame", una performance di danza itinerante ideata da Philippe Kratz, che interagisce con lo spazio espositivo per attivare i contenuti della mostra attraverso il linguaggio corporeo. Inoltre, "Opus Mundi: sguardi sul presente" è un ciclo di quattro dialoghi che coinvolge artisti di fama internazionale come Sissi (Daniela Olivieri), Marcello Maloberti e Ruggero Rosfer. Questi incontri affrontano temi urgenti del nostro tempo, come l'ecologia, l'identità nell'era digitale e le trasformazioni sociali, stimolando una riflessione profonda sul futuro dell'umanità e sulla relazione tra arte contemporanea e scienza.

Maggio e Giugno: Laboratori, Spettacoli e Appuntamenti Imperdibili

Il calendario degli eventi prevede un maggio ricco di attività, con laboratori che uniscono movimento, luce e sonorità. Il 9 e 17 maggio si terranno spettacoli immersivi nel Planetario per i bambini, seguiti il 23 maggio da un'attività interattiva per ragazzi dagli undici ai tredici anni incentrata su installazioni luminose, e il 30 maggio da letture animate per i più piccoli. Giugno riproporrà i laboratori più apprezzati sui continenti africano, americano e asiatico, con date il 6, 13 e 20. Il finissage del 28 giugno concluderà il percorso espositivo con speciali visite guidate. Parallelamente, le performance di "An Echo, a Frame" si svolgeranno il 22 e 24 maggio, con una data aggiuntiva a giugno, mentre i dialoghi di "Opus Mundi: sguardi sul presente" ospiteranno Marcello Maloberti il 26 maggio e Ruggero Rosfer l'11 giugno, per discutere temi come l'immaginario collettivo e la censura nell'era post-digitale.

Accesso e Agevolazioni: Un'Esperienza Aperta a Tutti

La Fondazione Golinelli ha studiato diverse soluzioni per promuovere la massima partecipazione del pubblico. L'accesso alla mostra principale presso il Centro Arti e Scienze Golinelli è completamente gratuito per tutta la durata dell'esposizione. Per i laboratori didattici dedicati ai bambini e alle famiglie, il costo standard è di 10 euro, ridotto a 8 euro per i possessori della Card Cultura. La stessa agevolazione si applica alle performance dal vivo con visita guidata. Inoltre, è prevista un'opportunità gratuita per un evento specifico il 23 maggio. L'intero percorso formativo legato agli exhibit scientifici sul progetto delle stelle rimane gratuito, con prenotazione obbligatoria online per tutte le attivit

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Boldini a Lucca: Un Viaggio nell'Arte della Seduzione Femminile

La Cavallerizza ducale di Lucca presenta fino al 2 giugno la significativa esposizione "Giovanni Boldini. La seduzione della pittura". Inaugurata lo scorso dicembre, questa rassegna offre al pubblico la possibilità di esplorare un corpus di oltre cento opere, tracciando il percorso artistico di Boldini, maestro ferrarese rinomato per la sua ineguagliabile capacità di catturare l'essenza della bellezza femminile, tema predominante della sua produzione.

Boldini, nato nel 1842 a Ferrara, fu una figura di spicco durante la Belle Époque, acclamato come uno dei più brillanti ritrattisti della sua epoca e considerato l'ultimo artista italiano a ottenere un successo internazionale tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Nonostante alcune critiche contemporanee lo definissero un artista troppo attento alle mode del momento, la sua carriera fu caratterizzata da una costante evoluzione. Trasferitosi a Firenze negli anni Sessanta dell'Ottocento, Boldini fu profondamente influenzato dal movimento della Macchia, sviluppando un nuovo approccio al ritratto che rifletteva le tendenze artistiche dell'epoca. Adottò una visione innovativa, precursore degli impressionisti francesi, rappresentando i suoi soggetti in contesti quotidiani, abbandonando gli sfondi neutri tradizionali per privilegiare una forte caratterizzazione ambientale.

L'esposizione lucchese mette in evidenza le diverse fasi della sua ricerca artistica, dalle prime tavolette del periodo fiorentino alle vivaci scene parigine, fino ai celebri ritratti di donne, da lui definite "divine", come il "Ritratto di signora con ventaglio nero di piume". La mostra illustra come Boldini sia riuscito a superare le convenzioni della ritrattistica ufficiale, esplorando atmosfere più eteree verso la fine del secolo. L'allestimento è arricchito da prestiti prestigiosi provenienti sia da collezioni private che pubbliche, tra cui spiccano le Gallerie degli Uffizi e il Museo Boldini di Ferrara, che contribuiscono a rendere questa mostra un'occasione imperdibile per gli amanti dell'arte.

Questa mostra offre un'opportunità straordinaria per immergersi nel genio di Giovanni Boldini, riscoprendo la modernità e l'intramontabile fascino della sua arte, capace di trasmettere un senso di eterna bellezza e raffinatezza. La sua visione, che ha saputo cogliere l'anima e l'eleganza dei suoi soggetti, continua a ispirare e a elevare lo spirito, testimoniando come l'arte possa trascendere il tempo e le mode.

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