Divertimento

Fabio De Luigi ritorna alla regia con "Un bel giorno", un film che esplora la complessit¢ della paternit¢ e la ricerca di una nuova felicit¢

Il noto attore e regista Fabio De Luigi torna dietro la macchina da presa per presentare la sua ultima creazione cinematografica, intitolata "Un bel giorno". Questa pellicola vede De Luigi non solo in veste di regista, ma anche come protagonista, affiancato dall'esilarante Virginia Raffaele. Dopo aver già collaborato in "Tre di troppo" nel 2023, i due attori consolidano il loro sodalizio artistico in questa nuova commedia che promette di esplorare le dinamiche familiari e la ricerca della felicità personale. Il film, la cui uscita nelle sale è prevista per il 5 marzo, è già preceduto da un trailer e un poster ufficiale che anticipano la trama avvincente e i momenti di pura comicità.

La storia si concentra sul personaggio di Tommaso, un padre amorevole che ha dedicato la sua vita alla crescita delle sue quattro figlie. La sua esistenza è scandita da una routine caotica ma profondamente radicata nelle esigenze familiari, dove il ruolo di genitore ha completamente eclissato ogni desiderio personale. Tuttavia, quando le figlie, ormai cresciute, decidono che è giunto il momento per il padre di rimettersi in gioco e riscoprire la propria dimensione individuale, Tommaso si trova di fronte a una svolta inattesa. L'incontro con Lara, una donna affascinante e intelligente, sembra aprire nuove prospettive per la sua vita sentimentale, ma entrambi celano segreti che potrebbero complicare il loro percorso.

Prodotto da Lotus Production in collaborazione con Leone Film Group e Rai Cinema, il film sarà distribuito da 01 Distribution. Il cast vanta anche la presenza di Maria Gifuni, Alma Teresa Giardina, Anita Marzi, Arianna Gregori, Leon Castagno, Andrea Silvestrini, Nicola Mayer, Beatrice Schiros e la partecipazione straordinaria di Antonio Gerardi, arricchendo ulteriormente la narrazione con una varietà di personaggi. La sceneggiatura è stata curata da Furio Andreotti, Giulia Calenda e Fabio De Luigi, mentre la fotografia è di Simone Mogliè, il montaggio di Consuelo Catucci, la scenografia di Valeria Zamagni, i costumi di Isabella Rizza e le musiche di Michele Braga, a testimonianza di un progetto curato in ogni dettaglio per offrire al pubblico un'esperienza cinematografica coinvolgente e di qualità.

Il film "Un bel giorno" ci invita a riflettere sull'importanza di non smettere mai di cercare la propria felicità, anche quando la vita ci impone ruoli e responsabilità che sembrano totalizzanti. La pellicola ci insegna che il vero amore, sia esso filiale o romantico, può essere il motore che spinge al cambiamento e alla riscoperta di sé, dimostrando che non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni e trovare un equilibrio tra doveri e desideri personali.

Gracie Abrams debutta nel cinema con "Please" di Halina Reijn per A24

Gracie Abrams, la talentuosa figlia del rinomato J.J. Abrams, si appresta a varcare la soglia del mondo della recitazione con il suo primo ruolo cinematografico. Farà parte del cast di "Please", la nuova opera della regista Halina Reijn, prodotta dalla prestigiosa A24. Questo debutto segna un passo significativo nella carriera della giovane artista, che si avventura in un territorio finora esplorato principalmente attraverso la sua musica.

La notizia di questo atteso esordio è stata diffusa da The Hollywood Reporter, che ha rivelato dettagli sul progetto, sebbene il cast completo non sia ancora stato ufficializzato. Secondo le fonti, "Please" sarà un dramma storico con una prospettiva femminile, proseguendo il filone narrativo romantico e provocatorio già affrontato da Reijn nel suo precedente lavoro, "Babygirl", presentato con successo alla Mostra del Cinema di Venezia.

Gracie Abrams, ventiseienne e già affermata nel panorama musicale, ha alle spalle un EP del 2020 e due album, "Good Riddance" (2023) e "The Secret of Us" (2024), che le è valso il premio come Nuovo Artista dell'Anno agli American Music Awards 2025. Oltre alla sua carriera musicale, ha partecipato attivamente ai videoclip delle sue canzoni, dirigendone anche uno, "Feels Like". La sua vita privata ha visto una recente relazione con Paul Mescal, attore emergente.

Già l'anno scorso, in un'intervista con Elle, Abrams aveva espresso il suo interesse per la recitazione, dichiarando di essere "molto entusiasta" all'idea, pur non cercandola attivamente. Aveva anche menzionato la sua passione per la scrittura di dialoghi fin dai tempi del liceo, una competenza che potrebbe rivelarsi preziosa nel suo nuovo percorso. Più recentemente, ha ribadito il suo entusiasmo per i progetti collaborativi e gli ambienti creativi come quello di un set cinematografico, lasciando intendere la sua apertura a nuove sfide artistiche.

In un momento in cui suo padre, J.J. Abrams, sembra aver trovato la giusta direzione per i suoi progetti futuri, Gracie Abrams si prepara a intraprendere una carriera da attrice, seguendo le orme paterne e portando la sua sensibilità artistica sul grande schermo. La sua partecipazione a "Please" rappresenta un'opportunità per dimostrare il suo talento in un campo diverso, arricchendo ulteriormente il suo percorso artistico.

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L'album "Ahimè" dei Lostatobrado: un viaggio elettroacustico tra arte e vita

Il collettivo musicale bolognese Lostatobrado, formato da Alessio Vanni, Lorenzo Valdesalici e Lorenzo Marra, ha recentemente pubblicato il suo secondo lavoro discografico intitolato "Ahimè". Questo album, a distanza di un anno dal loro debutto "Canzoni contro la ragione", si presenta come un'opera sonora di natura elettronica, ma arricchita da una profonda sperimentazione e una forte carica emotiva. Il progetto musicale, definito dagli stessi artisti come "elettroacustica post-agricola", propone un sound originale e contemporaneo che fonde elementi elettronici, cantautorali e suggestioni cinematografiche, attraverso un meticoloso lavoro di campionamento e arrangiamento.

"Ahimè" incarna il desiderio di vivere pienamente il presente, riscoprendo la connessione con sé stessi e con l'ambiente circostante, nonostante le contraddizioni e le complessità della società attuale. Il disco è un inno alla bellezza della caducità dell'esistenza, dove l'unicità di ciascuno risiede proprio nella sua temporaneità. Non è un album che impone un significato univoco, piuttosto si propone come un'immagine sonora che permette all'ascoltatore di interpretare e percepire le emozioni in modo personale, riflettendo sull'alternarsi del mondo e la magia dell'essere qui e ora.

Con uno sguardo acuto e a tratti ironico, "Ahimè" dipinge un panorama sonoro complesso e suggestivo. La musica del gruppo si colloca tra l'elettronica più innovativa, la ricerca sperimentale e il cantautorato, traendo ispirazione da artisti internazionali come Radiohead, Björk e Floating Points, e italiani come CSI e Iosonouncane. Non mancano richiami alle composizioni di Ennio Morricone e Jerskin Fendrix, arricchendo ulteriormente la tavolozza sonora dell'album. La peculiarità di "Ahimè" risiede anche nell'uso di una vasta gamma di elementi sonori inusuali, quali il suono di uno stormo di oche, il clacson di un'auto in Islanda, una tammorra, la voce del mezzosoprano Isabella Gilli, un'ocarina, il Touch Theremin e persino un organo mesotonico del 1551. Questa fusione di suoni crea un'esperienza d'ascolto unica e profonda.

Le suggestioni visive, generate anche tramite intelligenza artificiale a partire dalle descrizioni dei brani, hanno contribuito alla creazione di un'opera che va oltre l'ascolto, invitando l'immaginazione dell'utente. Le otto tracce che compongono "Ahimè" si sviluppano in una struttura circolare, evocando un mondo in costante agitazione, dove ognuno indossa le proprie maschere. La scelta della copertina, ispirata al Maggio Drammatico dell'Appennino Tosco-Emiliano, con la band e altre figure in costume teatrale, simboleggia efficacemente la natura mutevole e ciclica della vita. Il titolo stesso dell'album riprende quello di un film del 1983, realizzato dal padre di uno dei membri della band, Claudio Oleari e Benedetto Valdesalici, insieme a pazienti psichiatrici e infermieri, che esplorava le grandi questioni dell'esistenza, in un parallelismo con l'ambizione e la complessità dell'opera dei Lostatobrado.

L'album si apre con "Tane", un brano che invita a vivere il presente senza lasciarsi sopraffare dalle preoccupazioni. Seguono "Auguri" e la strumentale "(Ancora) Auguri", che riflettono sul rapporto tra il tempo lineare e quello personale. "Chiome" esplora il confine tra sogno e realtà, mentre "Sveno", con i versi del poeta-muratore Sveno Notari, celebra la quiete del tramonto. "Pergole", una ballata elettroacustica con la voce di Isabella Gilli, introduce la seconda parte del disco, culminando nella title track "Ahimè", un'intensa rappresentazione sonora del dolore che si dissolve nel silenzio. L'album si conclude con "Cusna", un brano etereo ispirato a una cima dell'Appennino Tosco-Emiliano, che simboleggia il ricongiungimento dell'anima con la natura. L'opera, pubblicata a dicembre da Locomotiv Records, sarà presentata ufficialmente il 24 gennaio al Locomoti

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