Giorgio Pasotti interpreta Eugenio Monti in "Rosso Volante": l'eroe che scelse l'onestà





Il film "Rosso Volante" porta sullo schermo la toccante storia di Eugenio Monti, un'icona dello sport italiano, interpretato magistralmente da Giorgio Pasotti. La narrazione si concentra sulla decisione etica di Monti alle Olimpiadi del 1964, quando antepose i valori sportivi alla ricerca della vittoria, un gesto che gli valse il prestigioso Trofeo Pierre De Coubertin. Questa pellicola, basata sul libro di Stefano Rotta, non è solo il racconto di un atleta, ma un inno al fair play e alla perseveranza, mostrando come i successi più grandi non siano sempre quelli misurati in medaglie.
Eugenio Monti, affettuosamente soprannominato "Rosso Volante" dal celebre giornalista Gianni Brera, è ricordato per la sua audacia e, soprattutto, per il suo incrollabile senso etico. Bobbista pluricampione, la sua fama trascende i successi sportivi grazie a un atto di generosità senza precedenti. Alle Olimpiadi invernali di Innsbruck del 1964, nonostante la possibilità di conquistare l'oro fosse a portata di mano, Monti scelse di aiutare il suo concorrente britannico, Tony Nash, fornendogli un bullone essenziale per il suo bob. Questo gesto altruistico, che gli costò una medaglia d'oro in favore di un bronzo, fu riconosciuto a livello internazionale con il Trofeo Pierre De Coubertin, il massimo riconoscimento per l'etica sportiva.
La trama di "Rosso Volante" si dipana attorno a questo episodio fondamentale. Ambientata nel 1964 a Innsbruck, la storia vede un Eugenio Monti di 36 anni, quasi imbattibile nel bob ma ancora in cerca dell'oro olimpico. Durante la competizione, la sua decisione di assistere Nash lo eleva a simbolo del fair play. Il film esplora anche i quattro anni successivi a Innsbruck, un periodo di sfide personali e professionali per Monti, caratterizzato da alti e bassi. Questo arco narrativo culmina con le Olimpiadi di Grenoble del 1968, dove, a 40 anni, Monti raggiunge finalmente la vetta, conquistando due medaglie d'oro, nel bob a due e nel bob a quattro. Questo successo non è solo una vittoria sportiva, ma il coronamento di un percorso umano intriso di dedizione e resilienza.
Al di là delle piste ghiacciate, "Rosso Volante" svela la profonda storia d'amore tra Eugenio Monti e Linda Lee, interpretata da Denise Tantucci. Linda, una dottoressa, rinuncia a una vita più convenzionale per seguire un amore passionale e travolgente. Come sottolineato dall'attrice, il personaggio di Linda funge da ancora per Eugenio, offrendogli la sicurezza necessaria per affrontare le transizioni della vita, sia nello sport che al di fuori di esso. La loro relazione è un elemento chiave che arricchisce la narrazione, mostrando il lato più intimo e vulnerabile del campione.
Giorgio Pasotti, non solo protagonista ma anche sceneggiatore del film, ha confessato di essere stato immediatamente rapito dalla storia di Monti. La sua ispirazione nacque durante un evento del CONI, dove la lettura di un estratto sulla vita dell'atleta lo convinse che questa storia meritasse di essere raccontata. Pasotti ha espresso un profondo amore per le Olimpiadi, vedendole come una vetrina per sport meno conosciuti e per l'incredibile dedizione degli atleti. La vita di Monti, con il suo esempio di integrità e spirito di sacrificio, rappresenta per Pasotti un valore universale che trascende il contesto sportivo, un messaggio di perseveranza e onestà che, a suo dire, è diventato sempre più raro nel mondo contemporaneo.
Questa narrazione cinematografica non si limita a celebrare i trionfi sportivi di Eugenio Monti, ma esplora la complessità della sua figura. Dalla rinuncia all'oro olimpico per un atto di lealtà fino alla conquista definitiva delle medaglie a Grenoble, la storia dipinge il ritratto di un uomo che ha saputo incarnare i valori più nobili dello sport. La sua esistenza, marcata da sacrifici e rinascita, culmina in una duplice vittoria che va oltre il semplice successo agonistico, simboleggiando la realizzazione personale e l'affermazione dei principi morali.