Il Fascino Oscuro dei Personaggi Malvagi nei Gangster Movie

Il fascino persistente esercitato dai personaggi controversi nel cinema, in particolare nei film di genere gangsteristico, rappresenta un fenomeno intrigante. Questo saggio esplora le ragioni profonde di tale attrazione, confrontandola con la millenaria tragedia greca di Antigone, dove la protagonista, pur agendo per principi morali, sfida le leggi statali e ne paga le conseguenze. L'analisi si concentra su come la narrativa cinematografica contemporanea manipoli la percezione dello spettatore, consentendo un'empatia quasi incondizionata verso figure criminali che, nella vita reale, sarebbero universalmente condannate. Si indaga su come l'assenza o la corruzione delle istituzioni statali all'interno di queste opere cinematografiche funga da catalizzatore per giustificare le azioni dei protagonisti, rendendo la loro 'giustizia personale' quasi eroica agli occhi del pubblico.
La tragedia di Sofocle, scritta nel 442 a.C., presenta Antigone che, spinta da un profondo senso etico e familiare, decide di seppellire il fratello Polinice, contravvenendo a un editto del re Creonte che ne impediva la sepoltura. Nonostante le motivazioni nobili, Antigone viene condannata a morte, un epilogo che Sofocle scelse deliberatamente per evitare che la sua opera fosse interpretata come un'incitazione all'anarchia. L'autore greco era consapevole del sottile equilibrio tra moralità individuale e l'ordine sociale, e la morte di Antigone serviva a ribadire l'importanza del rispetto delle leggi, anche quando percepite come ingiuste, per il mantenimento della coesione civica.
A distanza di oltre due millenni, i film di gangster sembrano ribaltare questa prospettiva. Ci si chiede perché il pubblico provi simpatia per personaggi che, come Tony Montana in 'Scarface', commettono atti di estrema violenza, traffici illeciti e abusi, senza subire quella condanna morale che un personaggio come Antigone avrebbe ricevuto nel suo contesto storico. La risposta, suggerita dall'articolo, risiede nella rappresentazione dello Stato all'interno di questi film. Spesso, l'autorità statale è assente, inefficace o, peggio, corrotta e complice delle attività criminali, come si evince chiaramente dalla saga de 'Il Padrino' di Francis Ford Coppola. In un tale scenario, i protagonisti, pur essendo 'cattivi' secondo la morale comune, diventano figure che cercano una forma di giustizia o vendetta personale in un mondo privo di riferimenti legali e morali affidabili.
L'identificazione del pubblico con questi antieroi è un fenomeno complesso. Mentre Tony Montana, interpretato magistralmente da Al Pacino, compie azioni deprecabili, la sua caduta, spesso spettacolare e violenta, genera un senso di pathos. Lo spettatore, pur riconoscendo la malvagità delle sue azioni, si trova a tifare per lui, a desiderare la sua vittoria sui nemici, o a commuoversi per la sua fine. Questo accade perché il regista Brian De Palma e lo sceneggiatore Oliver Stone costruiscono un personaggio la cui ambizione, il desiderio di riscatto e la lotta per il potere, pur veicolati attraverso la violenza, toccano corde emotive profonde. In un mondo cinematografico dove lo Stato non è un baluardo di giustizia, ma un'entità corrotta o inesistente, l'individuo che si fa giustizia da sé, seppur con mezzi illeciti, può apparire come l'unica forza capace di imporsi.
Il contrasto tra l'Antigone di Sofocle e i moderni gangster movie evidenzia un cambiamento nella percezione della giustizia e della moralità. Mentre Sofocle utilizzava la morte di Antigone per riaffermare l'ordine sociale e la legge, i film di gangster sembrano esplorare una zona grigia in cui i confini tra bene e male sono sfumati. La simpatia per i 'cattivi' non è necessariamente un'approvazione delle loro azioni, ma piuttosto un riconoscimento della complessità della natura umana e delle circostanze che possono portare gli individui a sfidare le norme sociali. In questi racconti, l'emozione prevale sulla ragione, e la spettacolarità della violenza e del successo, seppur effimero, dei protagonisti, crea un legame unico con il pubblico.