Divertimento

Il Genio di Leonardo in Mostra a Palazzo Pallavicini

La mostra "Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione" a Palazzo Pallavicini offre un'opportunità unica per immergersi nel mondo del grande Maestro rinascimentale. Attraverso una collezione di modelli fedelmente riprodotti, i visitatori possono scoprire la genialità delle sue invenzioni e il legame indissolubile tra arte e scienza nel suo lavoro.

Un viaggio affascinante nell'ingegno di Leonardo da Vinci: innovazione e arte si fondono.

L'Esposizione del Genio: Un Viaggio nelle Macchine di Leonardo da Vinci

L'ingegno visionario di Leonardo da Vinci rivive tra le magnifiche volte affrescate di Palazzo Pallavicini. Dal 24 settembre 2026 al 17 gennaio 2027, la mostra "Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione" offre un'esperienza coinvolgente, esplorando l'intersezione tra scienza e arte del Rinascimento. L'esposizione presenta circa trenta riproduzioni di modelli storici, meticolosamente realizzati a partire dai codici e dai disegni originali del Maestro, offrendo uno sguardo profondo sulla sua mente creativa.

La Metodologia Artigianale: Ricostruzione Fedele delle Opere Vinciane

Questa rassegna è il risultato di un rigoroso processo di studio, ricerca e artigianato. Sotto la direzione di Francesca Bogliolo e l'organizzazione di Pallavicini srl, con la curatela di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci, i modelli esposti sono stati costruiti impiegando esclusivamente materiali dell'epoca, come legno, cordame e tela, in piena aderenza ai principi vinciani. Questo approccio garantisce un'autenticità che avvicina il visitatore all'originale visione di Leonardo.

I Protagonisti dell'Innovazione: Le Menti Dietro la Realizzazione

Le riproduzioni sono opera di Giorgio Cegna, già stimato docente e titolare della prima Cattedra di Decorazione all'Accademia di Belle Arti di Roma. Cegna è stato affiancato dagli allievi del Dipartimento Ompsi-Pusa University di Assisi e dagli assistenti Paolo Scoccia e Maurizio Angelucci. La verifica e la codifica museografica sono state curate da Luca Pianesi, che ha assicurato la precisione storica e scientifica di ogni modello.

Un Catalogo di Invenzioni: Dalla Bicicletta all'Istrice

Tra le numerose invenzioni esposte, spiccano opere iconiche legate al volo e al movimento, come la bicicletta, frutto di un disegno del 1493, il paracadute, il deltaplano e l'elicottero. Ampio spazio è riservato anche alla meccanica pura e all'ingegneria applicata, con dispositivi quali il martello a movimento continuo, il misuratore di vento, sistemi di sollevamento a carrucola, la bilancia scrivente, il cambio di velocità, il pistone e il cric. Un elemento di spicco è l'"Istrice", una maestosa installazione lignea di dodici metri ispirata ai bozzetti leonardeschi. Questa struttura, assemblata con legname recuperato da zone colpite da conflitti, trasforma un antico dispositivo bellico in un potente simbolo di speranza e resilienza.

L'Eredità di Leonardo: Un Ponte tra Scienza, Arte e Futuro

Questa iniziativa mira a evidenziare la perenne attualità del metodo di osservazione e delle intuizioni di Leonardo. I visitatori avranno l'opportunità di comprendere concretamente le leggi della fisica applicate alle sue creazioni. Gli organizzatori sottolineano come l'evento intenda superare le barriere tra la disciplina scientifica e l'espressione artistica, offrendo alla città di Bologna un'occasione di divulgazione di grande valore storico e visivo. Luca Pianesi, che ha collaborato con il professor Cegna, ha sottolineato come questo lavoro abbia permesso di concretizzare gli studi teorici sul Rinascimento in manufatti che possiedono un intrinseco valore sia tecnico che artistico, rendendo tangibile il genio di Leonardo.

Il Teatro Testoni Ragazzi Svela la Nuova Stagione: "Dove lo Sguardo si Allarga"

Il Teatro Testoni Ragazzi di Bologna, noto anche come La Baracca, ha inaugurato la sua ultima stagione artistica, intitolata suggestivamente "Dove lo Sguardo si Allarga". Questa rassegna promette un programma particolarmente ricco e diversificato, che comprende un totale di 86 spettacoli e 288 repliche. Tra le proposte, spiccano cinque nuove creazioni della stessa Baracca, affiancate da ben 40 compagnie ospiti, di cui 31 provenienti dall'Italia e nove da contesti internazionali. Al di là della vastità dei numeri, il fulcro di questa iniziativa risiede in una concezione teatrale innovativa, che non considera i giovani spettatori come meri adulti in divenire, ma come veri e propri cittadini attuali, con il diritto di accedere a strumenti che li aiutino a interpretare la realtà circostante e la propria interiorità. Come sottolineato dalla presidente del Quartiere Navile, Federica Mazzoni, è fondamentale riconoscere ai più giovani il loro status di 'cittadini del presente', anziché etichettarli come 'cittadini del futuro'. Bruno Cappagli, direttore artistico de La Baracca, ha evidenziato come il processo educativo teatrale sia un percorso condiviso, che coinvolge tanto i giovani quanto gli adulti e gli artisti stessi.

La stagione prenderà il via in modo suggestivo dal 25 al 27 settembre con un evento speciale: "C'era una volta... a teatro. Viaggio sorprendente nelle fiabe italiane". Si tratta di uno spettacolo itinerante che trasformerà gli spazi del Testoni in un percorso evocativo, ricco di boschi, notti misteriose e confini da esplorare. L'apertura è prevista per venerdì 25 settembre alle 20.30, mentre sabato le repliche inizieranno alle 16 e domenica 27 settembre alle 9.45. La compagnia ha approfondito il tema delle fiabe attraverso un'accurata ricerca, collaborando con educatori, docenti universitari e narratori come Marco Baliani. Per Cappagli, ritornare alle fiabe oggi non significa rifugiarsi nel passato, ma riconoscere la loro natura profondamente rivoluzionaria. Spesso, infatti, le fiabe vedono il piccolo e l'indifeso confrontarsi con giganti e pericoli, superandoli non con la forza, ma con l'astuzia e l'immaginazione.

A partire dal 10 ottobre, la programmazione entrerà nel vivo con un'ampia rassegna. Tra le nuove produzioni, "Soluzioni nascoste" si addentra nel complesso rapporto tra logica, intuizione e istinto, mentre "Un minuto" gioca con la percezione del tempo, esplorando quante esperienze possano condensarsi in soli sessanta secondi. Per il pubblico dagli undici anni in su, "La ballata del Minotauro" ripropone il mito per indagare le definizioni di mostro ed eroe e il peso dei pregiudizi. Infine, "Le margherite hanno i petali dispari" esplora le dinamiche delle relazioni giovanili, toccando temi come l'amicizia, l'amore, il possesso, il giudizio e la gelosia.

Il Teatro Testoni non si limita alla rappresentazione di spettacoli. Dal 5 ottobre riapriranno gli spazi di Teatro Aperto, un progetto che trasforma la struttura in un luogo liberamente accessibile al di fuori degli orari di programmazione. Come spiegato da Cappagli, "Tenere aperto il teatro significa che la porta è aperta". Bambini e famiglie sono invitati a entrare, sostare, svolgere i compiti, leggere libri o partecipare alle attività proposte dalla compagnia. Grazie a una collaborazione con Salaborsa, è anche possibile prendere libri in prestito. L'idea è quella di offrire un luogo accogliente dove i giovani possano sentirsi a casa. Il rapporto con le scuole rimane un pilastro fondamentale, con 8 spettacoli dedicati ai nidi, 43 per le scuole dell'infanzia, 25 per le primarie e 12 per le secondarie, oltre a laboratori e corsi di formazione per insegnanti. Cappagli sottolinea il grande successo di questa iniziativa, evidenziando come il lavoro de La Baracca abbracci tutte le fasce d'età, dalla primissima infanzia all'adolescenza. Tra gli eventi in programma, dal 9 al 15 marzo 2027 si terrà la ventiquattresima edizione di "Visioni di futuro, visioni di teatro...", un festival internazionale per le arti performative per la prima infanzia, inserito nel progetto europeo The Right Time. Dal 13 al 15 maggio sarà la volta di "Atmosferico. Il tempo che ho dentro", tre giorni dedicati agli adolescenti per confrontarsi su teatro, cultura e attualità.

In questa stagione, l'attenzione all'accessibilità si allarga ulteriormente. Le schede degli spettacoli ora indicano, con una scala da zero a cinque, l'intensità di elementi come parole, buio, luci e suoni. Un tour virtuale permette ai visitatori di familiarizzare con gli spazi in anticipo, inclusa la presenza di rampe e montascale. Questa attenzione si riflette anche nella concezione artistica: lo spettacolo itinerante di apertura è stato ideato con una drammaturgia che assicura che anche chi non può partecipare a tutte le parti del percorso non perda il filo narrativo dell'esperienza. Un ulteriore passo avanti è stato compiuto lo scorso agosto con l'ottenimento della Certificazione per la Parità di Genere, attraverso la quale La Baracca ha formalizzato il proprio impegno contro le discriminazioni, per l'equità retributiva, la crescita professionale, la tutela della genitorialità e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Il titolo "Dove lo sguardo si allarga" trascende il mero significato di un nome per la stagione, diventando l'espressione di un teatro che invita i giovani a osservare il mondo da molteplici prospettive, con il supporto e la collaborazione degli adulti. Questo impegno si traduce in una programmazione che non solo intrattiene, ma educa e stimola la riflessione, creando un ambiente inclusivo e culturalmente arricchente per tutti i suoi visitatori, in particolare per i più giovani.

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Mostra “Pagine” di Antonio Violetta alla Fondazione Sabe di Ravenna

La mostra personale di Antonio Violetta, intitolata “Pagine”, apre le sue porte alla Fondazione Sabe per l'arte di Ravenna. Questa esposizione si concentra su una delle serie più rappresentative dell'artista, che esplora la profonda interazione tra la materia scultorea e lo spazio circostante. Le opere esposte ripercorrono l'evoluzione artistica di Violetta, dalla sua celebre serie aniconica a rilievi fino alla sua transizione verso la rappresentazione della figura umana, evidenziando il suo continuo dialogo con il materiale e l'ambiente. La mostra, che gode del supporto di importanti istituzioni culturali, offre un'opportunità unica per ammirare il percorso di un artista che ha saputo lasciare un segno distintivo nel panorama dell'arte contemporanea, mantenendo un costante legame con la città di Ravenna.

Dettagli dell'esposizione “Pagine” di Antonio Violetta a Ravenna

La prestigiosa mostra personale di Antonio Violetta, intitolata “Antonio Violetta. Pagine”, sarà allestita presso la Fondazione Sabe per l'arte a Ravenna. Le opere saranno visibili dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027. L'evento è curato da Claudio Spadoni, figura di spicco nel panorama critico d'arte, e ha ricevuto il sostegno del MAR – Museo d'Arte della città di Ravenna, oltre al patrocinio dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna e del Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Bologna – Campus di Ravenna. Antonio Violetta, nato a Crotone nel 1953 e formatosi all'Accademia di Belle Arti di Bologna, è un artista la cui ricerca è stata riconosciuta a livello internazionale fin dai primi anni '80, con la partecipazione a Documenta 7 di Kassel nel 1982 e alla XLII Biennale di Venezia nel 1986. Il ciclo delle “Pagine”, introdotto nel 1984, è caratterizzato da superfici aniconiche che presentano incisioni e solchi, invitando il visitatore a riflettere sulla relazione tra piani verticali e orizzontali. La mostra include anche opere della serie “Movimenti”, dove la terracotta è lavorata con linee e solchi profondi, e una selezione di “Lunarie” che esplorano il confine tra materialità e immaterialità. Un'opera del 1988 proveniente dalle collezioni del MAR è eccezionalmente esposta insieme agli altri lavori dell'artista, rafforzando il profondo legame di Violetta con Ravenna, città che lo ha premiato con il Premio Scipione nel 2000 e dove ha realizzato la scultura in bronzo “Omnia vincit Amor”. L'esposizione si inaugurerà sabato 10 ottobre alle ore 11, presso la sede della Fondazione Sabe in via Giovanni Pascoli 31 a Ravenna, e sarà aperta al pubblico gratuitamente dal giovedì alla domenica, dalle 16 alle 19.

L'opportunità di immergersi nell'arte di Antonio Violetta e nella sua serie “Pagine” offre una riflessione profonda sulla capacità dell'arte di trascendere la mera rappresentazione. L'artista, attraverso la sua maestria nel plasmare la materia e nell'esplorare il rapporto con lo spazio, ci invita a considerare l'opera d'arte non solo come oggetto statico, ma come entità dinamica capace di interagire con l'ambiente e con l'osservatore. La continuità del suo lavoro e la sua evoluzione, dal gesto inciso sulla superficie all'introduzione della figura umana, testimoniano una ricerca artistica costante e coerente. Questa mostra rappresenta un'occasione preziosa per ripercorrere mezzo secolo di creatività, evidenziando come l'eredità di un ciclo come le “Pagine” possa continuare a informare e arricchire nuove espressioni artistiche, offrendo al pubblico una prospettiva unica sull'arte contemporanea e sul potere del segno.

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