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Il Museo Etrusco di Marzabotto “Pompeo Aria” Riapre con Nuovi Allestimenti e un Ricco Programma Estivo

Il Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, situato nella provincia di Bologna, si prepara a riaccogliere il pubblico l'8 giugno 2026, dopo un'importante opera di rinnovamento. L'intervento ha trasformato gli spazi espositivi, rendendoli più moderni e interattivi, con l'obiettivo di stabilire un dialogo più profondo tra le testimonianze dell'antichità e la sensibilità contemporanea. Questa riapertura segna un momento cruciale nel percorso di valorizzazione del sito archeologico di Kainua e del più ampio patrimonio etrusco, promettendo ai visitatori un'esperienza culturale arricchita e coinvolgente.

Il progetto di riqualificazione ha interessato primariamente gli ambienti interni del museo, ma è destinato a estendersi in futuro anche all'area archeologica esterna. Luigi Gallo, direttore dei Musei Nazionali di Bologna, ha sottolineato l'importanza di questa iniziativa per la valorizzazione del patrimonio etrusco. La collezione è stata significativamente ampliata con numerosi reperti inediti, frutto delle recenti campagne di scavo condotte dal Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell'Università di Bologna. Sul fronte architettonico, l'eliminazione delle barriere fisiche tra gli spazi interni ed esterni ha notevolmente migliorato l'accessibilità e la fruibilità complessiva del museo, rendendolo più accogliente per tutti i visitatori.

Denise Tamborrino, direttrice del Museo Nazionale Etrusco, ha evidenziato come il rinnovamento rifletta una riflessione più ampia sul ruolo attuale dei musei. Essi non sono più visti solo come luoghi di conservazione, ma come spazi dinamici capaci di intessere connessioni significative tra la ricerca scientifica, il contesto paesaggistico circostante, la comunità locale e i visitatori. Al centro di questa visione si colloca il concept “Kainua. Manuale d’uso”, sviluppato in collaborazione con il professor Roberto Zancan del HEAD di Ginevra. L'intento è di trasformare la visita in un'esperienza collettiva, un'opportunità per riflettere sul nostro rapporto con il mondo, preservando la memoria storica e restituendo leggibilità all'unica città etrusca che conserva ancora la sua planimetria originale. In questo contesto si inserisce anche “Under the Same Sky”, un progetto artistico dell'artista bolognese Eva Marisaldi, che attraverso tre installazioni inviterà il pubblico a esplorare aspetti meno conosciuti di questa antica civiltà.

A seguito della riapertura, il museo ospiterà una serie di eventi culturali durante tutta la stagione estiva. Il programma prende il via il 12 giugno alle 21:00 con “Pianoforte Bill”, un raffinato duetto poetico-musicale che vedrà protagonisti l'attrice Lella Costa e il pianista Alberto Nosè, in un omaggio agli scrittori Gianni Rodari e Remo Vinciguerra. Il costo del biglietto è di 10 euro, con ingresso gratuito per i minori di 18 anni. Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare l'indirizzo email iat@comune.marzabotto.bo.it o i numeri 051931026 – 3497536667.

Il 13 giugno alle 18:00, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026, si terrà l'incontro “Acque sacre a Marzabotto (Kainua). Il santuario fontile”. Elisabetta Govi e Federica Timossi guideranno i partecipanti alla scoperta della sofisticata gestione delle infrastrutture idriche etrusche, tra pozzi, canalette e fonti pubbliche, rivelando la profonda sacralità legata al culto delle acque e al monumentale santuario sorto intorno alla sorgente naturale del sito. L'ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati e la prenotazione è consigliata tramite l'indirizzo mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it o il numero 3492834073.

Il fine settimana di riapertura si concluderà domenica 14 giugno alle ore 16:00 con una visita tematica esclusiva condotta dallo staff del museo, che includerà un'apertura eccezionale e l'accesso alla Necropoli Nord. Questo percorso guidato, della durata di circa un'ora e mezza, avrà un costo di 10 euro a persona. L'ingresso sarà gratuito per i minori di 10 anni e per i possessori di Card Cultura. Data la natura speciale dell'evento, i posti sono limitati a un massimo di 30 partecipanti, ed è fortemente raccomandata la prenotazione all'indirizzo mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it o al numero 3492834073.

Questo vasto progetto è stato reso possibile grazie a un finanziamento di 800.000 euro, promosso dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna, con il supporto del PAC del Ministro della Cultura. La curatela del progetto è stata affidata a Patrizia Cirino, Leonardo Regano e Denise Tamborrino.

La riapertura e il ricco calendario di eventi confermano l'ambizione del Museo Etrusco di Marzabotto di diventare un centro culturale vivace e accessibile, capace di coinvolgere un pubblico ampio e diversificato, offrendo una prospettiva nuova e stimolante sull'eredità etrusca e sulla sua rilevanza nel mondo contemporaneo.

Omaggio a Sonny Rollins: Un'Icona del Jazz Moderno

In questa analisi, ripercorriamo la magnifica traiettoria artistica di Sonny Rollins, una figura imponente nel pantheon del jazz moderno. La sua musica, caratterizzata da un'improvvisazione magistrale e una profondità emotiva senza pari, ha plasmato il genere e ispirato generazioni di musicisti. Attraverso le sue collaborazioni storiche e le sue composizioni innovative, Rollins ha dimostrato una versatilità e una genialità che lo hanno reso un vero titano del sassofono tenore.

La narrazione della sua vita musicale inizia con le sue fondamentali collaborazioni. Da giovane prodigio, Rollins si è affermato al fianco di giganti come Clifford Brown, contribuendo a definire il suono hard bop. La sua permanenza alla corte di Thelonious Monk ha ulteriormente affinato il suo stile, portandolo a sviluppare un approccio all'improvvisazione che combinava rigore strutturale con libertà espressiva. Queste esperienze formative hanno gettato le basi per le sue future innovazioni.

Tra le sue opere più celebri, 'Saxophone Colossus' rimane una pietra miliare, evidenziando la sua capacità di sviluppare temi complessi con una logica interna impeccabile. La sua incursione nel mondo del cinema con la colonna sonora di 'Alfie' ha dimostrato la sua flessibilità e il suo appeal trasversale. Non meno importante è stata 'Freedom Suite', un'opera che ha non solo esplorato nuove frontiere musicali, ma ha anche veicolato un messaggio potente di libertà e giustizia sociale.

Rollins ha continuato a innovare, abbracciando nuove sonorità e collaborando con artisti di avanguardia come Don Cherry, che lo ha introdotto alle sfumature della musica colemaniana. Questa apertura mentale gli ha permesso di rimanere rilevante e all'avanguardia per decenni. Il suo 'Soloscope', un'esibizione di sassofono solo, ha mostrato la sua totale padronanza dello strumento e la sua profonda capacità di comunicare senza alcun accompagnamento.

L'immortale 'St. Thomas', con il suo ritmo caraibico contagioso, è diventato un inno del jazz, un brano che ancora oggi risuona con la sua originalità e il suo spirito vivace. L'influenza di Rollins si estende ben oltre le sue registrazioni; la sua dedizione all'arte e la sua costante ricerca di eccellenza lo hanno reso un modello per innumerevoli musicisti. Il 25 maggio scorso, il mondo ha pianto la perdita di quest'ultimo grande del jazz, che ci ha lasciato a causa di una fibrosi polmonare. La sua eredità musicale, tuttavia, continua a vivere, risuonando nelle sale da concerto, nelle radio e nei cuori degli appassionati di jazz di tutto il mondo.

L'impronta lasciata da Sonny Rollins nel jazz è incommensurabile. La sua carriera, durata decenni, è stata un testamento alla sua genialità, innovazione e resilienza. Attraverso le sue composizioni e le sue performance, Rollins ha elevato il sassofono tenore a nuove vette espressive, influenzando innumerevoli musicisti e arricchendo il repertorio del jazz con capolavori senza tempo. Il suo spirito musicale continua a ispirare, garantendo che la sua voce unica e potente rimanga un faro nel panorama della musica mondiale.

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Dicolab. Cultura al Digitale: L'HUB Emilia-Romagna e Marche Conclude un Percorso di Trasformazione Culturale

Il polo Dicolab per la cultura digitale, dedicato alle regioni Emilia-Romagna e Marche, ha recentemente celebrato la conclusione delle sue attività con un evento intitolato 'La cultura si mette in gioco', tenutosi presso l'Opificio Golinelli. Questa iniziativa ha segnato il culmine di un'importante esperienza durata un anno e mezzo, che ha mirato a potenziare le competenze digitali, a rafforzare le collaborazioni e a promuovere progetti innovativi nel settore culturale. Ha coinvolto un'ampia rete di enti culturali, professionisti, imprese creative e realtà innovative, contribuendo significativamente alla modernizzazione del panorama culturale regionale.

In un periodo storico in cui la digitalizzazione sta ridefinendo radicalmente l'accesso e la valorizzazione del patrimonio culturale, l'Emilia-Romagna e le Marche hanno scelto di unire le forze per affrontare questa sfida congiuntamente. Con un vasto patrimonio che include oltre 800 biblioteche e circa 1000 tra musei e archivi, le due regioni hanno intrapreso un percorso strategico per migliorare gli strumenti, le competenze e le visioni legate alla gestione digitale dei beni culturali. Una risposta concreta a questa esigenza è stata la creazione dell'HUB Dicolab, inaugurato il 6 febbraio 2025 all'Opificio Golinelli. Il suo obiettivo primario era offrire un programma di formazione gratuito e di ampio respiro, interamente dedicato all'innovazione culturale sul territorio.

La gestione dell'HUB è stata affidata a G-Lab S.r.l. Impresa Sociale, in collaborazione con la Fondazione Golinelli, BAM! Strategie Culturali e Sineglossa. Questo consorzio ha permesso di raggiungere oltre 750 partecipanti attraverso 45 corsi distribuiti in 9 città, con il contributo di più di 40 formatori qualificati. Questa esperienza ha favorito la creazione di una solida rete territoriale orientata all'innovazione culturale e alla diffusione di competenze digitali, promuovendo un dialogo costruttivo tra settori spesso distinti, come il patrimonio culturale, la formazione, la creatività e le nuove tecnologie.

L'evento conclusivo ha messo in evidenza la profonda interconnessione tra il settore del gaming, l'innovazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, esplorando le opportunità di collaborazione tra istituzioni e l'industria creativa. La giornata è iniziata con una sessione di matchmaking, organizzata da BAM! Strategie Culturali, che ha facilitato l'incontro tra ideatori di progetti culturali e sviluppatori di videogiochi e software. Nel pomeriggio, il dibattito intitolato 'Il patrimonio culturale in gioco' ha visto la partecipazione di esperti come Riccardo Fassone dell'Università di Torino, Andrea Dresseno di IVIPRO e la museologa Maria Elena Colombo, che hanno approfondito il ruolo strategico del gaming per il settore culturale. Dopo un'attenta valutazione dei risultati conseguiti dall'HUB sul territorio, la giornata si è conclusa con una discussione sulle competenze digitali necessarie per il futuro, anche oltre gli orizzonti del PNRR, con interventi di Francesca Neri della Scuola nazionale del patrimonio, Barbara Busi di ART-ER, Maria Lusiani dell'Università di Bologna e Cristina Ambrosini della Regione Emilia-Romagna.

L'esperienza dell'HUB Emilia-Romagna e Marche rappresenta solo una delle molteplici iniziative promosse da Dicolab a livello nazionale. Il 23 giugno 2026, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali presenterà i risultati complessivi e l'eredità duratura dell'intero progetto. Questo programma quadriennale, che ha beneficiato di un investimento di 20 milioni di euro nell'ambito del PNRR Cultura 4.0, è stato fondamentale per potenziare le competenze digitali dei professionisti della cultura in tutta Italia. La giornata conclusiva a Roma prevede interventi, tavole rotonde e dialoghi tematici dedicati alle future direzioni del digitale applicato al patrimonio culturale, con partecipazione gratuita previa iscrizione. Il progetto formativo è stato un'iniziativa del Ministero della Cultura, realizzato dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, nell'ambito del PNRR Cultura 4.0.

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