Il Ritorno di Tommy Shelby in "Peaky Blinders: L'Uomo Immortale" su Netflix






Il tanto atteso film "Peaky Blinders: The Immortal Man" è finalmente disponibile su Netflix dal 20 marzo, chiudendo una delle saghe televisive più acclamate, che ha raccolto numerosi riconoscimenti tra il 2013 e il 2022. In questa nuova iterazione, Cillian Murphy riprende il ruolo di Tommy Shelby, ma in una veste più drammatica: un sovrano sopravvissuto ma detronizzato. Il contesto storico degli anni '40 porta a un'evoluzione nel vestiario dei Peaky Blinders, sebbene il loro iconico berretto mantenga il suo status leggendario, influenzando ancora oggi la moda.
La serie "Peaky Blinders" è riuscita a distinguersi ispirando un vero e proprio fenomeno di costume. L'eleganza minacciosa dei gangster di Birmingham ha avuto un impatto tale da provocare un notevole aumento delle vendite di berretti (+83% tra il 2016 e il 2017) presso la catena John Lewis, e ha dettato tendenza anche per gilet e cappotti lunghi. Il Tommy Shelby di "The Immortal Man", però, non è più il personaggio lasciato nel 1933; come afferma Murphy, "Non sono più quell'uomo". Questa versione di Tommy è segnata dalle perdite subite, e il suo abbigliamento ne è un riflesso fedele. Cillian Murphy ha spiegato a Netflix il desiderio di allontanarsi dalla classica immagine di Tommy, con l'abito a tre pezzi e il berretto, rendendolo quasi irriconoscibile, pur mantenendo un'eleganza dismessa, come se avesse simbolicamente appeso il suo vecchio "costume" al chiodo. La costumista Alison McCosh, che ha lavorato alle ultime stagioni della serie, ha curato questo cambiamento, optando per un dolcevita di seta blu notte sotto un cardigan in cashmere fatto a mano, per esprimere lo stato emotivo del personaggio all'inizio della storia. Mentre la Germania nazista minaccia l'economia britannica, Tommy si ritrova isolato in una casa di campagna, perseguitato dal suo passato e intento a scrivere le sue memorie. Nel frattempo, a Birmingham, i Peaky Blinders, guidati dal figlio illegittimo di Tommy, Duke (interpretato da Barry Keoghan), riprendono le loro attività. Hanno perso però l'eleganza dei loro predecessori, sia nel modo di vestire che nell'agire. McCosh ha evidenziato come per i nuovi gangster si siano preferite camicie con colletto aperto e colori più vivaci, aggiungendo foulard e gioielli che conferiscono un'aria giovanile e meno formale. Duke, sentendosi abbandonato dalla sua famiglia, si allea con Beckett (Tim Roth), tesoriere dell'Unione Britannica dei Fascisti, spinto dalla ricerca di una figura paterna, simboleggiata dalle camicie dai colori più tenui scelte per Beckett. La svolta arriva quando Tommy, spinto dagli eventi, decide di tornare a Birmingham. Rindossa così il suo classico completo da Peaky Blinders, con l'inconfondibile berretto con lama, al ritmo dell'iconica "Red Right Hand" di Nick Cave and the Bad Seeds. Murphy ha descritto questa trasformazione come un "rito", un'"armatura" che infonde un senso di invincibilità. Tuttavia, questa immagine non dura. Dopo un confronto con il figlio, Tommy si ritrova in un porcile, e i suoi abiti impeccabili vengono irrimediabilmente sporcati, un gesto simbolico che segna una rottura e forse la fine di un'era per la moda dei Peaky Blinders.
Questa narrazione di "Peaky Blinders: The Immortal Man" ci invita a riflettere sulla complessità dell'identità e sulla capacità umana di adattarsi alle avversità. Anche di fronte alla distruzione e alla perdita, la speranza di rinascita e il richiamo alle proprie radici possono spingere a riscoprire una forza interiore inaspettata. La storia di Tommy Shelby, seppur intrisa di oscurità, ci ricorda che anche nei momenti più bui, l'individuo può trovare la determinazione per rialzarsi, lottare per ciò in cui crede e, infine, forgiare un nuovo destino.