Divertimento

Il Teatro Testoni Ragazzi Svela la Nuova Stagione: "Dove lo Sguardo si Allarga"

Il Teatro Testoni Ragazzi di Bologna, noto anche come La Baracca, ha inaugurato la sua ultima stagione artistica, intitolata suggestivamente "Dove lo Sguardo si Allarga". Questa rassegna promette un programma particolarmente ricco e diversificato, che comprende un totale di 86 spettacoli e 288 repliche. Tra le proposte, spiccano cinque nuove creazioni della stessa Baracca, affiancate da ben 40 compagnie ospiti, di cui 31 provenienti dall'Italia e nove da contesti internazionali. Al di là della vastità dei numeri, il fulcro di questa iniziativa risiede in una concezione teatrale innovativa, che non considera i giovani spettatori come meri adulti in divenire, ma come veri e propri cittadini attuali, con il diritto di accedere a strumenti che li aiutino a interpretare la realtà circostante e la propria interiorità. Come sottolineato dalla presidente del Quartiere Navile, Federica Mazzoni, è fondamentale riconoscere ai più giovani il loro status di 'cittadini del presente', anziché etichettarli come 'cittadini del futuro'. Bruno Cappagli, direttore artistico de La Baracca, ha evidenziato come il processo educativo teatrale sia un percorso condiviso, che coinvolge tanto i giovani quanto gli adulti e gli artisti stessi.

La stagione prenderà il via in modo suggestivo dal 25 al 27 settembre con un evento speciale: "C'era una volta... a teatro. Viaggio sorprendente nelle fiabe italiane". Si tratta di uno spettacolo itinerante che trasformerà gli spazi del Testoni in un percorso evocativo, ricco di boschi, notti misteriose e confini da esplorare. L'apertura è prevista per venerdì 25 settembre alle 20.30, mentre sabato le repliche inizieranno alle 16 e domenica 27 settembre alle 9.45. La compagnia ha approfondito il tema delle fiabe attraverso un'accurata ricerca, collaborando con educatori, docenti universitari e narratori come Marco Baliani. Per Cappagli, ritornare alle fiabe oggi non significa rifugiarsi nel passato, ma riconoscere la loro natura profondamente rivoluzionaria. Spesso, infatti, le fiabe vedono il piccolo e l'indifeso confrontarsi con giganti e pericoli, superandoli non con la forza, ma con l'astuzia e l'immaginazione.

A partire dal 10 ottobre, la programmazione entrerà nel vivo con un'ampia rassegna. Tra le nuove produzioni, "Soluzioni nascoste" si addentra nel complesso rapporto tra logica, intuizione e istinto, mentre "Un minuto" gioca con la percezione del tempo, esplorando quante esperienze possano condensarsi in soli sessanta secondi. Per il pubblico dagli undici anni in su, "La ballata del Minotauro" ripropone il mito per indagare le definizioni di mostro ed eroe e il peso dei pregiudizi. Infine, "Le margherite hanno i petali dispari" esplora le dinamiche delle relazioni giovanili, toccando temi come l'amicizia, l'amore, il possesso, il giudizio e la gelosia.

Il Teatro Testoni non si limita alla rappresentazione di spettacoli. Dal 5 ottobre riapriranno gli spazi di Teatro Aperto, un progetto che trasforma la struttura in un luogo liberamente accessibile al di fuori degli orari di programmazione. Come spiegato da Cappagli, "Tenere aperto il teatro significa che la porta è aperta". Bambini e famiglie sono invitati a entrare, sostare, svolgere i compiti, leggere libri o partecipare alle attività proposte dalla compagnia. Grazie a una collaborazione con Salaborsa, è anche possibile prendere libri in prestito. L'idea è quella di offrire un luogo accogliente dove i giovani possano sentirsi a casa. Il rapporto con le scuole rimane un pilastro fondamentale, con 8 spettacoli dedicati ai nidi, 43 per le scuole dell'infanzia, 25 per le primarie e 12 per le secondarie, oltre a laboratori e corsi di formazione per insegnanti. Cappagli sottolinea il grande successo di questa iniziativa, evidenziando come il lavoro de La Baracca abbracci tutte le fasce d'età, dalla primissima infanzia all'adolescenza. Tra gli eventi in programma, dal 9 al 15 marzo 2027 si terrà la ventiquattresima edizione di "Visioni di futuro, visioni di teatro...", un festival internazionale per le arti performative per la prima infanzia, inserito nel progetto europeo The Right Time. Dal 13 al 15 maggio sarà la volta di "Atmosferico. Il tempo che ho dentro", tre giorni dedicati agli adolescenti per confrontarsi su teatro, cultura e attualità.

In questa stagione, l'attenzione all'accessibilità si allarga ulteriormente. Le schede degli spettacoli ora indicano, con una scala da zero a cinque, l'intensità di elementi come parole, buio, luci e suoni. Un tour virtuale permette ai visitatori di familiarizzare con gli spazi in anticipo, inclusa la presenza di rampe e montascale. Questa attenzione si riflette anche nella concezione artistica: lo spettacolo itinerante di apertura è stato ideato con una drammaturgia che assicura che anche chi non può partecipare a tutte le parti del percorso non perda il filo narrativo dell'esperienza. Un ulteriore passo avanti è stato compiuto lo scorso agosto con l'ottenimento della Certificazione per la Parità di Genere, attraverso la quale La Baracca ha formalizzato il proprio impegno contro le discriminazioni, per l'equità retributiva, la crescita professionale, la tutela della genitorialità e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Il titolo "Dove lo sguardo si allarga" trascende il mero significato di un nome per la stagione, diventando l'espressione di un teatro che invita i giovani a osservare il mondo da molteplici prospettive, con il supporto e la collaborazione degli adulti. Questo impegno si traduce in una programmazione che non solo intrattiene, ma educa e stimola la riflessione, creando un ambiente inclusivo e culturalmente arricchente per tutti i suoi visitatori, in particolare per i più giovani.

Mostra “Pagine” di Antonio Violetta alla Fondazione Sabe di Ravenna

La mostra personale di Antonio Violetta, intitolata “Pagine”, apre le sue porte alla Fondazione Sabe per l'arte di Ravenna. Questa esposizione si concentra su una delle serie più rappresentative dell'artista, che esplora la profonda interazione tra la materia scultorea e lo spazio circostante. Le opere esposte ripercorrono l'evoluzione artistica di Violetta, dalla sua celebre serie aniconica a rilievi fino alla sua transizione verso la rappresentazione della figura umana, evidenziando il suo continuo dialogo con il materiale e l'ambiente. La mostra, che gode del supporto di importanti istituzioni culturali, offre un'opportunità unica per ammirare il percorso di un artista che ha saputo lasciare un segno distintivo nel panorama dell'arte contemporanea, mantenendo un costante legame con la città di Ravenna.

Dettagli dell'esposizione “Pagine” di Antonio Violetta a Ravenna

La prestigiosa mostra personale di Antonio Violetta, intitolata “Antonio Violetta. Pagine”, sarà allestita presso la Fondazione Sabe per l'arte a Ravenna. Le opere saranno visibili dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027. L'evento è curato da Claudio Spadoni, figura di spicco nel panorama critico d'arte, e ha ricevuto il sostegno del MAR – Museo d'Arte della città di Ravenna, oltre al patrocinio dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna e del Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Bologna – Campus di Ravenna. Antonio Violetta, nato a Crotone nel 1953 e formatosi all'Accademia di Belle Arti di Bologna, è un artista la cui ricerca è stata riconosciuta a livello internazionale fin dai primi anni '80, con la partecipazione a Documenta 7 di Kassel nel 1982 e alla XLII Biennale di Venezia nel 1986. Il ciclo delle “Pagine”, introdotto nel 1984, è caratterizzato da superfici aniconiche che presentano incisioni e solchi, invitando il visitatore a riflettere sulla relazione tra piani verticali e orizzontali. La mostra include anche opere della serie “Movimenti”, dove la terracotta è lavorata con linee e solchi profondi, e una selezione di “Lunarie” che esplorano il confine tra materialità e immaterialità. Un'opera del 1988 proveniente dalle collezioni del MAR è eccezionalmente esposta insieme agli altri lavori dell'artista, rafforzando il profondo legame di Violetta con Ravenna, città che lo ha premiato con il Premio Scipione nel 2000 e dove ha realizzato la scultura in bronzo “Omnia vincit Amor”. L'esposizione si inaugurerà sabato 10 ottobre alle ore 11, presso la sede della Fondazione Sabe in via Giovanni Pascoli 31 a Ravenna, e sarà aperta al pubblico gratuitamente dal giovedì alla domenica, dalle 16 alle 19.

L'opportunità di immergersi nell'arte di Antonio Violetta e nella sua serie “Pagine” offre una riflessione profonda sulla capacità dell'arte di trascendere la mera rappresentazione. L'artista, attraverso la sua maestria nel plasmare la materia e nell'esplorare il rapporto con lo spazio, ci invita a considerare l'opera d'arte non solo come oggetto statico, ma come entità dinamica capace di interagire con l'ambiente e con l'osservatore. La continuità del suo lavoro e la sua evoluzione, dal gesto inciso sulla superficie all'introduzione della figura umana, testimoniano una ricerca artistica costante e coerente. Questa mostra rappresenta un'occasione preziosa per ripercorrere mezzo secolo di creatività, evidenziando come l'eredità di un ciclo come le “Pagine” possa continuare a informare e arricchire nuove espressioni artistiche, offrendo al pubblico una prospettiva unica sull'arte contemporanea e sul potere del segno.

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AngelicA 2026-2027: Quando la musica rivela il presente

La stagione 2026-2027 di AngelicA, il rinomato Centro di Ricerca Musicale di Bologna, si preannuncia come un viaggio affascinante e multidimensionale nel cuore della musica contemporanea. Con il suggestivo titolo "La musica risponde", l'iniziativa offre un programma ricco e variegato che spazia attraverso molteplici forme espressive, dimostrando come l'arte sonora possa dialogare con le complessità del presente. Dal Teatro San Leonardo al MAMbo di Bologna, fino al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, ogni evento è concepito per stimolare la riflessione e l'emozione, coinvolgendo il pubblico in un'esperienza artistica a 360 gradi.

AngelicA: L'armonia del futuro si manifesta attraverso l'innovazione musicale.

AngelicA 2026-2027: Un'esplorazione sonora senza confini

La nuova stagione di AngelicA, il Centro di Ricerca Musicale di Bologna, si intitola eloquentemente "La musica risponde", un'affermazione concisa ma potente che solleva interrogativi profondi sulla funzione dell'arte sonora nel mondo contemporaneo. La prima parte di questa tredicesima stagione, che si estende da settembre a dicembre 2026, si articola in sedici appuntamenti, ognuno dei quali è una tessera di un mosaico linguistico eterogeneo. Si spazia dalla composizione contemporanea all'improvvisazione radicale, dall'elettronica più avanguardistica alla performance interdisciplinare, dal teatro musicale al cinema d'archivio, includendo anche le arti visive, la formazione e la preservazione della memoria. Il fulcro di questa intensa attività rimane il Teatro San Leonardo, ma il programma si espande strategicamente per abbracciare nuove sedi di prestigio come il MAMbo di Bologna e il Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia. Questa apertura e diversificazione riflettono una vocazione di AngelicA che si è consolidata nel tempo, culminata nel trentaseiesimo festival tenutosi lo scorso maggio, e che trova nel Centro di Ricerca Musicale, fondato nel 2011, uno dei principali motori culturali di Bologna.

AngelicA 2026-2027: L'arte sonora oltre le classificazioni convenzionali

Il 26 settembre, il MAMbo ospiterà un evento speciale in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Chiari. Qui, "Fluxus Cardboards for Giuseppe Chiari" di Agnese Toniutti e "Metodi per suonare" di Chiara Saccone e Deborah Walker riporteranno in vita le opere e le metodologie di Chiari, mettendole in dialogo con figure come Philip Corner, Giancarlo Cardini e Mieko Shiomi. Questo appuntamento si inserirà nel contesto della mostra "Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo", curata da Lorenzo Balbi e Mario Chiari. Pochi giorni dopo, il 30 settembre, il Teatro San Leonardo accoglierà "Elena a Gaza", una tragicommedia lirica in formato concerto, frutto della collaborazione tra Marco Bertoni e Franco Bifo Berardi. L'opera prende spunto dall'Elena di Euripide, rileggendo l'episodio mitologico della sostituzione della vera Elena con un "eidolon" durante la guerra di Troia. Berardi reinterpreta la narrazione, mentre Bertoni la traduce in una complessa composizione che integra rumori, elaborazioni computerizzate, elettronica dal vivo, pianoforte, strumenti a fiato, violoncello, ocarine, voci e coro. Il progetto è stato ideato e sviluppato durante una residenza artistica e una sessione di registrazione che hanno preceduto il concerto al San Leonardo.

AngelicA 2026-2027: Deserti, archivi e la fisicità del suono

L'8 ottobre, la scena si trasforma radicalmente con l'arrivo di Jon Rose a Bologna per la prima italiana di "Music from the Desert". Questo progetto è il risultato del suo intenso lavoro nel deserto centrale australiano e della sua interazione con le comunità aborigene. Rose, violinista e sperimentatore di fama, ha dedicato decenni a esplorare l'idea di uno strumento che trascende la sua funzione tradizionale, diventando ambiente, oggetto, dispositivo elettronico e performance. Al San Leonardo, presenterà la sua ricerca con violino, violino tenore, elettronica, composizioni originali e proiezioni video. Il 14 ottobre, "Questo corpo. Storia di Francesca A." porterà al San Leonardo un progetto di sonorizzazione dal vivo, legato a "Memoryscores", un'iniziativa congiunta della Fondazione Home Movies e di Articolture. Quest'opera si concentra sulla figura di Francesca Alinovi, combinando materiali d'archivio con innovative tecniche di intervento sonoro.

AngelicA 2026-2027: Innovazione e fusione di generi

Il 31 ottobre, il focus si sposta al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, dove Arto Lindsay presenterà in prima assoluta "The Ghost of Unity". Questa performance vedrà la partecipazione del gruppo di Lindsay, dell'Icarus Ensemble e del Coro Interculturale di Reggio Emilia, unendo diverse sensibilità artistiche. Anche per questa produzione sono previste una residenza e una sessione di registrazione nei giorni precedenti il concerto. "Camera Oscura Deformata" di Luca Cavina, in programma il 12 novembre, è un'opera che sfida le classificazioni, integrando sintetizzatori, campionatori, pianoforte, violoncello, vibrafono, chitarra elettrica ed elettronica, creando un suono che supera i tradizionali confini tra musica contemporanea, ricerca e sperimentazione. Il 25 novembre, "Istantanea [8] – Edipo Re" si configura come un dramma contemporaneo in cinque atti brevi, con nuove composizioni, sezioni vocali, un ensemble, una regia curata e proiezioni video dal vivo. Parallelamente a questi eventi, il laboratorio del Piccolo Coro Angelico prosegue il suo sedicesimo anno di attività, coinvolgendo bambini e ragazzi in un percorso di esplorazione vocale e artistica che accompagnerà l'intera stagione fino alla primavera del 2027. La prima parte della stagione 2026/27 di AngelicA, da settembre a dicembre, si svolge in diverse sedi: il Teatro San Leonardo, il MAMbo e, per "The Ghost of Unity", il Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia. I costi degli spettacoli al San Leonardo sono accessibili, con biglietti a 7 o 10 euro, riduzioni per studenti e un costo simbolico di 2 euro per gli studenti del Conservatorio e del Liceo Musicale. L'evento del 26 settembre al MAMbo è gratuito, mentre quello del 14 ottobre è a offerta libera.

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