Johannes Roberts parla del suo film horror con animali, "Ben - Rabbia Animale"

Il regno del cinema horror si arricchisce questo mese con una serie di nuove uscite, tra cui spicca "Ben - Rabbia Animale", inizialmente intitolato "Primate". Questo film introduce al pubblico Ben, un intelligente scimpanzé che stringe amicizia con gli ospiti di Lucy, ritornata nella sua casa alle Hawaii dopo un lungo periodo. Ben, precedentemente compagno dello scrittore non udente padre di Lucy, comunica attraverso il linguaggio dei segni. Tuttavia, un evento inatteso, il morso di una mangusta rabbiosa, trasforma il simpatico primate in una minaccia incontrollabile, precipitando la situazione in una tragedia.
La pellicola, distribuita da Eagle Pictures, uscirà nelle sale italiane il 29 gennaio, ed è il frutto della visione del regista britannico Johannes Roberts, un nome noto nel genere horror. Roberts, con la sua esperienza che include il duo di film "47 metri" dove gli squali erano i protagonisti, questa volta sceglie uno scimpanzé per esplorare le paure innate dell'uomo verso la natura selvaggia. Il cast include giovani talenti come Johnny Sequoyah, nota per "Dexter: Resurrection", Jessica Alexander da "La Sirenetta" live-action, e Troy Kotsur, premio Oscar per "Coda", nel ruolo dello scrittore Adam. Roberts ha espresso la sua predilezione per gli scimpanzé come soggetti horror, ritenendoli più inquietanti degli squali per la loro somiglianza con l'uomo e la loro forza imprevedibile, una combinazione che ha cercato di sfruttare per creare tensione e suspense, pur mantenendo un certo realismo nelle reazioni dell'animale.
Roberts ha rivelato la sua predilezione per le ambientazioni uniche nel genere horror, citando "Cujo" come fonte di ispirazione. Ha spiegato come la sfida di un'unica location stimoli la creatività, costringendo a immaginare vie di fuga e nuove situazioni all'interno di spazi limitati, un approccio che coinvolge attivamente lo spettatore. Il regista ha sottolineato l'importanza di bilanciare la tensione con momenti di respiro, portando il pubblico quasi al limite senza mai superarlo, in un'esperienza paragonabile a un giro sulle montagne russe. Per la realizzazione di Ben, si è fatto ricorso a effetti pratici e a uno stuntman, Miguel Torres Umba, che indossava un costume dettagliato e manovrava diverse teste animatroniche. Questa scelta ha permesso di ottenere un elevato livello di fisicità e realismo senza l'uso della CGI, trasmettendo efficacemente la trasformazione dello scimpanzé e l'intensità delle scene di assedio.
La maestria di Johannes Roberts nel genere horror si manifesta nella sua capacità di esplorare le paure più profonde attraverso creature animali, trasformando il familiare in terrificante. La sua dedizione agli effetti pratici e la sua profonda comprensione della dinamica della tensione cinematografica ci ricordano che il vero orrore risiede spesso nell'inaspettato e nell'imprevedibile, spingendoci a riflettere sulla fragilità del confine tra civiltà e istinto selvaggio.