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L'arte del trucco in spiaggia: un viaggio tra storia e consigli attuali

Il dibattito sull'opportunità di indossare il make-up in riva al mare è un classico estivo che divide le opinioni: da un lato, chi preferisce esibire un incarnato privo di artifici, protetto solo da un filtro solare elevato; dall'altro, chi non rinuncia a esaltare la propria bellezza con lucidalabbra, ciglia ben definite e zigomi luminosi. È fondamentale, tuttavia, adottare un approccio misurato. Elisa Bonandini, esperta di immagine, sottolinea come il principio del “meno è più” sia l'ideale. Questo non implica un aspetto trascurato, ma piuttosto una scelta consapevole che si adatti al contesto. Infatti, la località balneare gioca un ruolo cruciale: in ambienti glamour come Saint-Tropez o la Costa Smeralda, un tocco di trucco è quasi un must, seppur con discrezione. Al contrario, in baie più remote, un make-up eccessivo risulterebbe fuori luogo, come testimonia la storia stessa di questa pratica, iniziata in modo inaspettato.

La pratica di truccarsi in spiaggia affonda le sue radici nei primi anni '30, sulle coste francesi di Biarritz e Deauville. In quel periodo, la talassoterapia e i bagni di sole stavano guadagnando popolarità, e l'abbronzatura, sdoganata da Coco Chanel, diventava un simbolo di salute e benessere. Le signore dell'epoca sfoggiavano rossetti e cipria, quasi come un accessorio irrinunciabile per le passeggiate in riva al mare. La svolta epocale si ebbe con l'avvento del trucco resistente all'acqua, introdotto nel 1944. Esther Williams, con le sue performance acquatiche, divenne un'icona di perfezione subacquea grazie ai primi cosmetici waterproof, come fondotinta a base di cera e vaselina e rossetti a lunga tenuta, creati da Max Factor, e il primo mascara impermeabile di Helena Rubinstein. Questo permise alle donne di mantenere un aspetto impeccabile anche dopo un tuffo, segnando un cambiamento radicale nelle abitudini di bellezza balneari. Nonostante l'evoluzione, il make-up da spiaggia contemporaneo si orienta verso un look naturale, ma curato, con prodotti mirati a resistere al sole e all'acqua, garantendo un'estetica raffinata e discreta.

L'origine del make-up da spiaggia: dagli anni '30 ai prodotti waterproof

La consuetudine di applicare il trucco in spiaggia ha una storia affascinante che risale ai primi anni Trenta. In quel periodo, località come Biarritz e Deauville, in Francia, divennero centri di tendenza per la talassoterapia e i bagni di sole. Grazie anche all'influenza di figure come Coco Chanel, l'abbronzatura si affermò come simbolo di benessere, e con essa l'idea di apparire impeccabili anche in riva al mare. Le donne iniziarono a sfoggiare rossetto e cipria, trasformando la spiaggia in una passerella di eleganza, un concetto ben lontano dalla naturalezza che molti associano oggi all'ambiente marino. Questo primo approccio al trucco balneare era più una questione di stile e presenza, con un'attenzione particolare a un look curato e sofisticato, che rifletteva le mode dell'epoca e l'immagine di un'aristocrazia e di star del cinema sempre perfette.

La vera rivoluzione nel mondo del trucco da spiaggia avvenne a metà degli anni Quaranta, grazie a figure iconiche come Esther Williams, la “sirena di Hollywood” del film “Bellezze al bagno”. Le sue apparizioni impeccabili dopo le immersioni misero in evidenza l'esigenza di cosmetici in grado di resistere all'acqua. Fu così che Max Factor sviluppò i primi fondotinta a base di cera e vaselina, insieme a rossetti a lunga durata, mentre Helena Rubinstein lanciò il primo mascara resistente all'acqua. Questi prodotti non solo rispondevano alle nuove esigenze sceniche, ma trasformarono anche le aspettative delle donne comuni, che desideravano mantenere un aspetto curato e senza sbavature anche dopo un bagno. Fino agli anni Sessanta, l'attenzione alla cura dell'aspetto in spiaggia rimase alta, per poi lasciare spazio a un desiderio di maggiore libertà e naturalezza negli anni Settanta. L'introduzione di cosmetici waterproof cambiò per sempre il modo in cui le donne si rapportavano al make-up in ambienti acquatici, aprendo la strada a soluzioni sempre più innovative.

Il make-up estivo contemporaneo: tra naturalezza e soluzioni durature

Oggi, il trucco da spiaggia ha compiuto un percorso evolutivo significativo, oscillando tra la ricerca di un aspetto autentico e la necessità di un'estetica raffinata, spesso immortalata da selfie. La tendenza attuale si orienta verso un equilibrio tra naturalezza e un tocco di eleganza, con l'obiettivo di valorizzare i lineamenti senza appesantire. Paola Colombo, make-up artist di Kiko Milano, consiglia di evitare eccessi come ombretti vistosi o correttori troppo coprenti, che sotto il sole possono risultare innaturali o evidenziare imperfezioni. Il focus si sposta su prodotti che offrano leggerezza e resistenza, garantendo un look fresco e duraturo. Il mascara waterproof, in particolare nelle tonalità marroni per un effetto più delicato, è diventato un elemento irrinunciabile per intensificare lo sguardo in modo discreto. Per le labbra, esposte ai raggi solari, un gloss colorato con protezione SPF 30 è la soluzione ideale, unendo idratazione, colore e difesa.

Per chi desidera una soluzione ancora più pratica e duratura, il trucco semipermanente, noto come PMU (Permanent Make Up), rappresenta un'alternativa interessante. Questa tecnica, che utilizza pigmenti naturali, ipoallergenici e bioriassorbibili, offre la possibilità di avere sopracciglia definite, labbra voluminose e palpebre leggermente ombreggiate senza preoccuparsi di sbavature. È fondamentale distinguere il PMU dai tatuaggi tradizionali, poiché i pigmenti utilizzati sono meno invasivi e meno permanenti. Sebbene l'esposizione al sole possa influire sulla durata, i prodotti moderni non sono fotosensibili, rendendo il trattamento adatto anche come scelta last minute prima delle vacanze. Due sedute iniziali sono solitamente sufficienti, con ritocchi necessari ogni 8-12 mesi. È cruciale rivolgersi a professionisti certificati per garantire risultati sicuri ed efficaci. Inoltre, per un tocco finale che metta d'accordo tutti, Elisa Bonandini suggerisce l'uso di mollette e fermagli per capelli: un modo semplice e chic per tenere a bada vento e salsedine, illuminando il viso senza il rischio di sbavature o eccessi.

Star Internazionali Illuminano la Finale di Wimbledon

La recente finale di Wimbledon ha offerto uno spettacolo che ha trascenduto il mero evento sportivo, attirando un'impressionante schiera di personaggi illustri da ogni angolo del mondo dell'intrattenimento. Oltre alla presenza della famiglia reale britannica, con Kate Middleton, il principe William e i loro figli George e Charlotte, le tribune del Royal Box si sono trasformate in un palcoscenico per celebrità di fama mondiale. Queste figure di spicco, provenienti dal cinema, dalla musica e dalla moda, hanno conferito all'appuntamento londinese un'aura di glamour internazionale, rendendolo un evento imperdibile non solo per gli appassionati di tennis, ma anche per gli osservatori del jet set.

Tra i volti noti che hanno catturato l'attenzione, Jennifer Lopez ha sfoggiato un look elegante e impeccabile, caratterizzato da un completo bianco e un cappello ampio firmato Ralph Lauren, mentre al suo fianco sedeva Tom Hiddleston. Andrew Garfield, invece, ha dimostrato una concentrazione totale sul match, quasi ipnotizzato dagli scambi in campo. Anche Nicole Kidman, con la sua inconfondibile eleganza, si è alzata in più occasioni per applaudire le giocate più spettacolari, e Sienna Miller, recentemente diventata mamma, ha brillato con il suo stile sofisticato. A completare il parterre di stelle, Lily Collins ha optato per un raffinato abito bianco estivo, affiancata da Anna Wintour, presenza abituale negli eventi più esclusivi, e Rami Malek.

La sfilata di celebrità è continuata con icone del calibro di Dustin Hoffman, accompagnato dalla moglie Lisa, e Ben Stiller, riconoscibile dietro i suoi occhiali da sole distintivi. Tra gli attori più in voga del momento, Daisy Edgar-Jones e Cynthia Erivo hanno fatto la loro apparizione, mentre Sarah Pidgeon, in ascesa grazie al suo ruolo in 'American Love Story', ha ulteriormente arricchito la platea di volti noti. Ancora una volta, Wimbledon ha dimostrato di essere molto più di un semplice torneo di tennis, ma un crocevia mondano che unisce la regalità, l'eccellenza sportiva e il fascino delle più grandi celebrità in un unico, memorabile pomeriggio.

L'evento di Wimbledon, con il suo mix unico di sport di alto livello e presenza di celebrità, ci ricorda come l'eccellenza e il prestigio possano creare piattaforme che uniscono persone di diverse sfere, celebrando il talento in tutte le sue forme. Assistere a un evento così iconico, dove l'agonismo sportivo si fonde con lo sfarzo del mondo dello spettacolo, ci invita a riflettere sull'importanza di apprezzare e celebrare la grandezza, sia essa atletica o artistica, e a riconoscere come tali appuntamenti possano ispirare e connettere le persone al di là delle loro differenze, promuovendo un senso di comunità globale.

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Eva Herzigova: Un Matrimonio Bohemien Chic e Senza Età

A 53 anni, la celebre modella Eva Herzigova ha pronunciato il fatidico sì, suggellando un amore ventennale con l'imprenditore Gregorio Marsiaj. La sua scelta per l'abito nuziale si è rivelata un vero e proprio manifesto di stile per le spose mature, un connubio di romanticismo, leggerezza bohémien e naturalezza, lontano dagli sfarzi convenzionali.

Il vestito, un pezzo vintage della casa di moda Lanvin, risale alla collezione autunno-inverno 2020. Questo capo, bianco e di lunghezza midi, accarezza la figura senza costrizioni, aprendosi in un'ampia balza morbida. La scollatura, che lascia elegantemente scoperte le spalle, aggiunge un tocco di sensualità, mentre lo chiffon di seta conferisce fluidità ad ogni movimento. Completano il look sandali bianchi con tacco discreto, adornati da un fiocco, e un grande fiore bianco che impreziosisce lo chignon, in sostituzione di veli o diademi. Questa combinazione di semplicità e raffinatezza esprime una bellezza autentica, in linea con l'esperienza e la consapevolezza di chi lo indossa, senza la necessità di ostentare un'immagine da favola.

Il matrimonio di Eva Herzigova, dopo un quarto di secolo insieme al suo compagno, celebra un legame profondo e sincero. L'abito scelto non ha pretese di conformità, ma riflette l'identità della sposa, dimostrando che l'eleganza non è una questione di età o di rispetto di antiche consuetudini, ma di espressione personale. La sua apparizione ha sdoganato l'idea che le donne mature debbano limitarsi nel giorno delle nozze, invitando a una celebrazione più autentica e personale del proprio amore e della propria bellezza. È un incoraggiamento a scegliere ciò che veramente risuona con la propria essenza, celebrando l'unione con gioia e libertà, libere da ogni imposizione.

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