Estetica

L'estetica Gotica Reinventata da Vivetta per l'Autunno Inverno 2026/27: Un Mix di Romanticismo e Mistero

La collezione Autunno Inverno 2026/27 di Vivetta ha incantato la Milano Fashion Week, trasformando la passerella in un sontuoso ballo in maschera. L'atmosfera, sospesa tra romanticismo e una sottile inquietudine, ha rivelato un universo dove il mistero e la teatralità si fondono con un'eleganza quasi britannica. In questo scenario onirico, ispirato a un'immaginaria "Black and White Ball", la stilista ha esplorato il dualismo tra identità e finzione, creando una narrazione visiva che evoca donne-cigno e richiami al surrealismo di Salvador Dalí, con volti scolpiti e abiti che si aprono in forme scultoree.

Il surrealismo non è stato un semplice elemento decorativo, ma la vera ossatura narrativa della collezione. Il cigno, simbolo di trasformazione, ha permeato abiti e accessori, mentre l'argenteria settecentesca si è tramutata in stampe e gioielli. Le uova hanno preso la forma di volti, e persino i tovaglioli si sono convertiti in coccarde metalliche. In questo contesto quasi teatrale, il beauty ha dialogato con la moda in maniera sottile ma decisa. Il trucco, opera di Michele Magnani, Global Senior Artist di MAC Cosmetics, e le acconciature, curate da Fulvio Furcas per Revlon Professional, hanno tradotto il contrasto tra protezione e rivelazione, tra un'estetica gotica aristocratica e una nuova intimità, dando vita a volti e chiome che sembravano emergere da un sogno vivido.

Michele Magnani, ispirato dalla visione di Vivetta di una festa in maschera, ha concepito il trucco come un'alterazione poetica della realtà, concentrandosi in particolare sugli occhi. L'obiettivo era ridefinire i contorni oculari per evocare un senso di malinconia, inquietudine e romanticismo. L'incarnato ha segnato un ritorno al finish opaco, ma reinterpretato in chiave moderna. Utilizzando lo Studio Fix Fluid di MAC Cosmetics miscelato con una crema idratante, è stato creato un effetto matte naturale, leggero e traspirante. I volumi del viso sono stati scolpiti con la Powder Kiss Lip & Cheek Mousse, per ottenere un effetto più diffuso e organico, come un'ombra naturale, evitando i contorni grafici.

Per la sfilata, sono stati proposti tre distinti look. Il look da giorno ha presentato una palpebra mobile delicatamente velata da un ombretto grigio freddo, con ciglia sfiorate dal mascara, evocando un'eleganza passata. Il look serale ha ridefinito l'occhio con un eyeliner dalla forma retrò, che ha allungato lo sguardo. Infine, il look notturno ha introdotto un audace azzurro carta da zucchero, un chiaro riferimento alle estetiche degli Anni '60 e '70. Magnani ha sottolineato come il make-up non sia una maschera per la trasformazione, ma piuttosto una forma di protezione per affrontare le sfide quotidiane, definendo gli artisti del trucco come parte del settore del benessere, anziché della mera bellezza. In questa visione, il trucco non livella né impone, ma esalta.

Per quanto riguarda i capelli, Fulvio Furcas ha interpretato un'eleganza sottilmente gotica per le acconciature di Vivetta. La sua visione era quella di una donna raffinata e sensuale, sempre all'insegna della sobrietà. Le pettinature hanno evitato effetti artificiosi, privilegiando un approccio manuale con leggere ondulazioni, quasi impercettibili, come se i capelli si fossero appena sistemati dopo il sonno. Questo concetto di "bed hair" è stato sublimato in un'eleganza controllata. Il leitmotiv è stata la naturalezza unita all'eleganza, con linee morbide e onde leggermente polverose, caratterizzate da un finish opaco che richiamava il romanticismo gotico della collezione, senza scadere nel costume. Anche le frange sono state valorizzate, aperte con righe centrali e piccoli "spike" lavorati, dettagli discreti che incorniciavano il volto come accessori raffinati.

L'Accoppiata Unghie e Occhi di Levante a Sanremo 2026: Un'Ossessione di Stile

Alla seconda serata del Festival di Sanremo 2026, Levante ha catturato l'attenzione con un look che ha combinato in modo straordinario il make-up degli occhi e la manicure, creando un'armonia cromatica audace e raffinata. Questo approccio, che ha saputo fondere eleganza e un pizzico di trasgressione, ha riscosso un notevole successo, distinguendosi per originalità e impatto visivo. Le sue scelte stilistiche hanno evidenziato una profonda ricerca estetica, riuscendo a bilanciare audacia e buon gusto, elementi che hanno contribuito a definire la sua presenza scenica come una delle più memorabili della serata.

Dopo un'apertura del festival caratterizzata da scelte di bellezza prevalentemente sobrie, la performance di Levante ha segnato una svolta, introducendo un elemento di sorprendente vivacità. Il suo make-up oculare, un capolavoro cromatico ideato da Valentina Raimondi per Armani Beauty, ha impiegato due diverse tonalità di Eye Tint, gli ombretti liquidi del brand, per conferire profondità e luminosità allo sguardo. In particolare, l'applicazione dell'Eye Tint 56S, un sofisticato borgogna, ha delineato l'occhio con un tocco allungato che, pur non essendo invasivo, ha infuso carattere e direzione all'intero trucco. Questa scelta di colore non è stata casuale, ma ha creato un dialogo armonioso con le labbra e il blush, realizzati con Lip Power 202, Lip Power Matte 207 e Luminous Silk Glow Blush 60, per un effetto complessivo di coesione cromatica.

Un elemento fondamentale che ha elevato ulteriormente il look di Levante è stata la manicure. Le unghie, dipinte in una tonalità 'rouge noir', hanno creato un contrasto visivo accattivante con l'abito acquamarina firmato Giorgio Armani. Questa combinazione, definita un vero e proprio 'color block', ha conferito all'intero outfit un'impronta decisa e distintiva. L'effetto ottenuto ha dimostrato come un audace accostamento di colori possa evitare la monotonia, esaltando ogni singolo dettaglio e trasformando l'immagine in un'espressione di stile audace ma perfettamente bilanciata. È proprio in questi dettagli che si rivela la capacità di Levante di interpretare le tendenze con una personalità unica.

Anche l'acconciatura ha giocato un ruolo chiave nel definire il look complessivo. Per la seconda serata, Levante ha scelto un elegante 'banana' dal sapore rétro, una pettinatura che evoca gli Anni '60 pur mantenendo un'aura di modernità. Questo stile, che ha sostituito un più strutturato long bob, ha enfatizzato la natura 'rock romantica' dell'artista, unendo delicatezza e grinta senza mai eccedere. Il risultato è stato un'immagine che ha saputo graffiare l'immaginario collettivo senza cadere nell'eccesso, un vero e proprio accordo senza sbavature, dove ogni dettaglio ha contribuito a creare un'impressione duratura di raffinatezza e innovazione.

In definitiva, le scelte di Levante per la sua apparizione a Sanremo 2026 hanno rappresentato un esempio magistrale di come il beauty e la moda possano convergere per creare un'immagine di forte personalità e coerenza estetica. Dallo sguardo magnetico alla manicure audace, fino all'acconciatura sofisticata, ogni elemento ha contribuito a un look che non è passato inosservato, dimostrando una profonda comprensione delle tendenze e una capacità innata di reinventare gli stilemi classici con un tocco contemporaneo e personale.

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Antonio Marras: Un Roseto Incantato alla Settimana della Moda di Milano

La sfilata Autunno Inverno 26/27 di Antonio Marras alla Milano Fashion Week ha svelato un mondo dove moda e bellezza si fondono in una narrazione onirica. Questo evento ha trasformato il concetto di passerella in un giardino segreto, intriso di poesia e incanto, dove il make-up non è solo un complemento, ma un elemento chiave che intreccia motivi floreali, bagliori preziosi e una pelle eterea, creando un'esperienza visiva e sensoriale unica.

Abbraccia la Fiaba: Antonio Marras Riscrive la Bellezza

Il Sogno Floreale di Antonio Marras alla Settimana della Moda

La collezione Autunno Inverno 26/27 di Antonio Marras, presentata alla Milano Fashion Week, ha aperto le porte a un universo incantato. Ogni creazione, dai motivi floreali agli intarsi di pizzo, evocava l'immagine di un roseto fiorito. Il beauty look ha amplificato questa visione, trasformando i volti delle modelle in tele viventi, decorate con elementi tridimensionali che richiamavano la delicatezza delle rose e la luminosità dell'oro.

La Metamorfosi Opalescente: Dal Giardino Incantato alla Pelle di Fata

Al centro di questa trasformazione, la figura della "Caragol", una chiocciola che da creatura modesta si evolve in una fata eterea. Questa metamorfosi ha ispirato il make-up di MAC Cosmetics, curato da Ricky Morandin. La pelle è stata esaltata da un effetto opalescente, lucido ma impalpabile, con riflessi di perle e cristalli, e decorazioni di paillettes che adornavano anche le mani, completando una narrazione tessuta tra sogno e realtà.

Il Make-Up Eterico: Un Racconto di Luce e Oro

Morandin ha descritto il beauty look come un dialogo tra poesia e incanto, dove l'ispirazione della "Caragol" si traduce in sculture di filo dorato sulle sopracciglia e roselline artigianali che si posano sul viso. Alcune modelle sfoggiavano rose "full face" di Swarovski, magnetiche e iconiche. La pelle appariva irreale, quasi eterea, creata senza contorni marcati, ma attraverso la diffusione di luce con la Strobe Cream di MAC, che conferiva una base a micro perla. Dazzle Eye Shadows liquidi sugli zigomi e nell'angolo interno dell'occhio catturavano i flash, mentre una cipria opacizzava le zone T per scolpire con contrasti di texture. Gli occhi erano sfumati con lilla e verde, miscelati con olio per un effetto che sembrava emanare luce dall'interno, con paillettes che si estendevano fino alle mani.

La Collezione A/I 26/27: “L’Abitare Se Stessi”

La collezione Autunno Inverno 26/27 di Antonio Marras ha esplorato il concetto de “L’Abitare Se Stessi”, un gesto intimo e scenografico. La passerella, trasformata in un roseto gigante, ha accolto tuniche in seta verde salvia, veli di pizzo, giacche maschili con stampe nere e filamenti grigio dorati. Rampe di rose carminio e bordeaux si intrecciavano su sfondi écru, creando un dialogo tra memoria e presente. Intarsi, velluti e broccati si alternavano a parka e kimono, riassemblando ricordi in un collage vibrante. La "Caragol" diventava un amuleto, un simbolo di identità da indossare con orgoglio. La palette cromatica, dal bordeaux all'ottanio fino all'avorio, amplificava la matericità della collezione. In questo universo, oro, cristalli e rose non erano solo decorazioni, ma narravano una storia, trasformando ogni volto in un capitolo di fiaba e ogni passo in un petalo che si schiude. La bellezza, in questo contesto, non veniva semplicemente indossata, ma attraversata, divenendo un'esperienza immersiva.

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