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La serie «La legge di Lidia Poët» debutta su Rai 1: la storia dell'avvocatessa pioniera

La serie «La legge di Lidia Poët», acclamato successo di Netflix con protagonista Matilda De Angelis, fa il suo ingresso nel palinsesto di Rai 1, portando sul grande schermo la straordinaria storia della prima avvocatessa d'Italia. Questa produzione televisiva rievoca le vicende di Lidia Poët, una figura pionieristica che, alla fine dell'Ottocento, lottò con determinazione per esercitare la professione legale in un contesto sociale che escludeva le donne da tale ruolo. L'approdo sulla televisione pubblica italiana, dopo aver conquistato milioni di spettatori a livello globale, segna un momento significativo per la diffusione di questa narrazione, presentata in un formato appositamente adattato per la prima serata.

L'ispirazione per la serie nasce dalla storia vera di Lidia Poët, una donna che affrontò le convenzioni e i pregiudizi del suo tempo. Nel 1883, poche settimane dopo essere stata ammessa all'Ordine degli Avvocati di Torino, la Corte d'Appello le revocò l'iscrizione, sostenendo che la professione forense fosse esclusivo appannaggio maschile. Malgrado la profonda ingiustizia, Poët non si arrese, continuando a lavorare nell'ombra e a preparare ricorsi, diventando un simbolo di resilienza e lotta per i diritti. Solo nel 1920, all'età di 65 anni, una nuova legge le permise finalmente di essere iscritta all'albo in modo definitivo, coronando una battaglia durata quasi quarant'anni.

La serie, prodotta da Netflix e lanciata nel febbraio 2023, si è rapidamente affermata come uno dei titoli italiani più seguiti a livello internazionale. Ambientata in una Torino di fine Ottocento, la produzione fa della città un vero e proprio protagonista, con riprese che hanno valorizzato luoghi storici e affascinanti. Sebbene la narrazione romanzata abbia introdotto elementi di finzione, il nucleo centrale della storia rimane fedele alla vicenda umana e professionale di Lidia Poët, ponendo l'accento sulla sua intelligenza, la sua perspicacia giuridica e la sua capacità di osservare la realtà con una prospettiva innovativa, spesso anticipando le scoperte della polizia.

Il cast, guidato da Matilda De Angelis nel ruolo di Lidia, include anche Eduardo Scarpetta che interpreta Jacopo Barberis, un giornalista della Gazzetta Piemontese. Sebbene Jacopo sia un personaggio di fantasia, creato per offrire a Lidia un interlocutore e un alleato nelle sue indagini, la sua figura arricchisce la trama con un tocco di modernità, presentandolo come uno dei pochi uomini del suo tempo in grado di superare i pregiudizi di genere. Altri personaggi chiave sono Enrico, il fratello avvocato interpretato da Pier Luigi Pasino, che inizialmente fatica ad accettare le idee rivoluzionarie della sorella, ma che le offre un rifugio nel suo studio, e Sara Lazzaro nel ruolo di Teresa, la cognata, che incarna le riserve sociali dell'epoca.

Matilda De Angelis ha spesso sottolineato l'importanza del ruolo di Lidia Poët per la sua carriera, evidenziando come la storia di questa donna sia un messaggio universale di lotta per i diritti, di militanza e di aspirazione a un futuro migliore. L'attrice si augura che il vasto pubblico di Rai 1 possa apprezzare la profondità e la modernità di una serie che, pur affrontando un contesto storico specifico, tocca temi intramontabili come l'uguaglianza, l'indipendenza e la sfida alle convenzioni. La rappresentazione di personaggi complessi e tridimensionali, liberi da schemi precostituiti, è un elemento che l'attrice ha voluto enfatizzare, sperando che il pubblico possa accogliere e amare Lidia per la sua audacia e la sua straordinaria determinazione.

La Rivoluzione della Cosmesi per lo Sguardo: Ricerca Epigenetica e Innovazioni Tecnologiche

La cura del contorno occhi si trova al centro di un'evoluzione significativa, con un approccio che va oltre la semplice età cronologica per esplorare l'influenza dello stile di vita e dell'ambiente sull'invecchiamento. La scienza moderna, in particolare l'epigenetica, sta rivelando come le scelte quotidiane possano alterare l'attività genetica, accelerando o rallentando i segni del tempo intorno agli occhi. Questa comprensione approfondita sta guidando lo sviluppo di nuove formulazioni cosmetiche, arricchite con attivi mirati a contrastare questi meccanismi. Parallelamente, l'innovazione tecnologica introduce dispositivi come le maschere LED, che promettono di rivoluzionare i trattamenti per la zona perioculare attraverso l'esposizione controllata alla luce.

Il contorno occhi è una delle aree più delicate e espressive del viso, soggetta a un invecchiamento precoce a causa della sua sottigliezza e dell'intensa attività muscolare. Si stima che compia oltre diecimila movimenti al giorno, rendendola particolarmente vulnerabile alla formazione di rughe, borse e occhiaie. La ricerca nel campo della cosmesi sta esplorando nuove frontiere per affrontare questi segni. Nel 2024, uno studio condotto da Clarins su coppie di gemelle omozigoti ha dimostrato in modo convincente come lo stile di vita possa incidere significativamente sull'invecchiamento perioculare. I risultati hanno evidenziato che l'invecchiamento epigenetico può aggiungere in media quattro anni alla percezione dell'età dello sguardo, sottolineando il ruolo cruciale dei fattori esterni sull'espressione genica. A livello cellulare, uno stile di vita squilibrato può innescare l'azione di inibitori genici che bloccano geni essenziali per la giovinezza cutanea, come il Loxl1, fondamentale per la qualità delle fibre elastiche.

Questa consapevolezza ha scatenato una vera e propria competizione tra i laboratori per identificare gli attivi più efficaci. Clarins, ad esempio, ha integrato l'estratto bio di maggiorana nella sua nuova formula Double Serum Eye, capace di neutralizzare il 98% delle alterazioni epigenetiche e di stimolare l'espressione genica. Diego dalla Palma Professional, con la crema Fillift Occhi e Labbra, si concentra su estratti di pisello e margherita di campo per attenuare le occhiaie. La ricerca Filorga, attraverso Optim-Eyes Cryo, ha dimostrato l'efficacia di peptidi specifici nel rafforzare le pareti capillari, eliminando rapidamente i segni di stanchezza. Un ulteriore passo avanti è stato compiuto con l'introduzione di peptidi senomorfici, studiati per invertire i segnali associati alla senescenza cellulare, modulando i comportamenti delle cellule che invecchiano. Anche il PDRN, un attivo ultra-tonificante, ha visto un'evoluzione, passando da derivati del salmone a origini vegetali, mantenendo le stesse promettenti proprietà.

Oltre agli attivi, la tecnologia sta rivoluzionando i trattamenti per il contorno occhi con l'introduzione delle maschere LED. Questi dispositivi sfruttano la fotobiomodulazione, ovvero l'esposizione della pelle a specifiche lunghezze d'onda luminose, per ridurre gonfiore e irregolarità. Uno studio clinico pubblicato su "Photobiomodulation, Photomedicine and Laser Surgery", condotto su 137 donne, ha rivelato una riduzione del volume delle rughe perioculari di circa il 30% dopo dieci sessioni di luce rossa o ambra. Questo approccio non invasivo agisce stimolando i processi biologici naturali della pelle, offrendo un'alternativa o un complemento ai trattamenti topici. La luce si trasforma così in una forma di "ginnastica invisibile" per la pelle, contribuendo a migliorarne la struttura e l'aspetto.

In sintesi, il panorama della cosmesi per il contorno occhi è in piena trasformazione. La comprensione avanzata dell'epigenetica e l'integrazione di attivi innovativi, unita all'efficacia dimostrata delle tecnologie basate sulla luce, stanno aprendo nuove prospettive per un approccio più completo e personalizzato alla cura dello sguardo. Queste scoperte non solo offrono soluzioni più efficaci per combattere i segni visibili dell'invecchiamento, ma promettono anche di modulare i processi biologici sottostanti per una bellezza duratura.

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Dominio Femminile e Controversie di Genere alla Mostra di Venezia 2026

L'edizione 2026 della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia è caratterizzata da una notevole presenza femminile, sia in posizioni di leadership che come talenti emergenti. Tuttavia, questa visibilità non si traduce in un'equa rappresentazione nel concorso principale, alimentando un dibattito sulla parità di genere nell'industria cinematografica e mettendo in discussione i criteri di selezione e valutazione delle opere.

Quest'anno, il volto della Mostra di Venezia è inequivocabilmente femminile. Maggie Gyllenhaal, artista poliedrica con esperienze come attrice, regista, sceneggiatrice e produttrice, presiederà la giuria del concorso. Al suo fianco, altre figure femminili di spicco come la regista tunisina Kaouther Ben Hania e la cineasta afghana Shahrbanoo Sadat arricchiscono il panorama delle giurie. Anche Anna Foglietta, dopo essere stata madrina in un'edizione precedente, torna al Lido presentando il suo primo lungometraggio da regista. Un Leone d'Oro alla carriera sarà assegnato a Ellen Burstyn, leggenda del cinema, mentre Greta Scarano, attrice e regista pluripremiata, condurrà le serate di apertura e premiazione. Le attrici di fama mondiale, da Penélope Cruz ad Alicia Vikander, fino a Dakota Johnson, sono attese sul tappeto rosso, contribuendo a un'immagine di Venezia dominata dalla forza e dal talento delle donne.

Nonostante questa forte impronta femminile nei ruoli di spicco e nella rappresentazione glamour dell'evento, la situazione cambia drasticamente quando si analizza il concorso per il Leone d'Oro. Su 21 film in competizione, solo 2 sono diretti da donne. Questo dato mette in luce una contraddizione significativa: se da un lato le donne sono chiamate a giudicare e premiare le opere cinematografiche, dall'altro la loro presenza come autrici nel cuore del festival, dove si misura il cinema più importante, rimane esigua.

La presidenza di Maggie Gyllenhaal alla giuria internazionale è un segnale forte. La sua carriera, che spazia dalla recitazione alla regia di film d'autore come "La figlia oscura", dimostra una profonda comprensione del processo creativo. Gyllenhaal ha espresso il desiderio di approcciarsi al ruolo non come giudice, ma con curiosità ed entusiasmo, sostenendo le voci autentiche e singolari del cinema.

Anna Foglietta e Alina Marazzi rappresentano due esempi di registe presenti nella sezione Orizzonti, dedicata alle nuove tendenze. Foglietta, con il suo debutto "Una storia", esplora le dinamiche di una coppia di fronte a un cambiamento di vita, mentre Marazzi, con "La ragazza con la Leica", racconta la vita affascinante e tragica della fotoreporter Gerda Taro. Entrambe portano a Venezia prospettive uniche, offrendo al pubblico l'opportunità di confrontarsi con narrazioni femminili.

Le grandi dive internazionali, come Penélope Cruz, Alicia Vikander e Jasmine Trinca, illumineranno il red carpet con la loro presenza in film di rilievo. Penélope Cruz sarà nel cast di "Bunker", mentre Alicia Vikander e Susan Sarandon appariranno in "The Echo Chamber". Anche le sorelle Rooney e Kate Mara faranno il loro debutto congiunto nel film "Bucking Fastard". Ellen Burstyn riceverà il Leone d'Oro alla carriera, un riconoscimento alla sua straordinaria filmografia, e la proiezione del cortometraggio di Maggie Gyllenhaal su Marilyn Monroe, "Flash Impact", collegherà due generazioni di donne influenti nel cinema.

La questione della scarsa rappresentazione femminile nel concorso principale è stata sollevata apertamente. Con soli due film diretti da donne – "Woman Unknown" di May el-Toukhy e "Naza" di Rachel Szor – l'edizione 2026 registra un calo rispetto all'anno precedente. Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra, ha giustificato questa disparità affermando di non voler introdurre quote di genere, sottolineando che la selezione si basa sulla qualità dei film. Questa dichiarazione ha innescato una vivace discussione da parte di diverse associazioni del settore, che contestano l'oggettività del concetto di "qualità" e chiedono una riflessione più profonda sulle condizioni di finanziamento e produzione che limitano le opportunità per le registe. La polemica sottolinea come il problema non sia la capacità delle donne di realizzare film di successo, ma piuttosto la frequenza con cui riescono ad accedere alle più importanti competizioni.

L'edizione di Venezia 2026, pur celebrando il talento femminile in vari ambiti, riaccende il dibattito sulla parità di genere nel cinema. La forte presenza di donne in ruoli di leadership e in sezioni collaterali del festival contrasta con la loro esigua rappresentazione nel concorso principale, sollevando interrogativi cruciali sui criteri di selezione e sulla necessità di un cambiamento strutturale nell'industria cinematografica.

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