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Pietro Pietra: L'Anima Artistica di Bologna tra Segni e Animali

L'artista bolognese Pietro Pietra (1885-1956) viene omaggiato a Palazzo d'Accursio con una mostra intitolata 'La forza del segno', affiancata da due incontri culturali. L'esposizione presenta un'ampia selezione di opere che spaziano dai disegni dal vero agli oli e alle acqueforti, con un focus particolare sul suo profondo legame con la città di Bologna e la sua sensibilità nel ritrarre il mondo animale.

Pietro Pietra: Un Viaggio Artistico tra Bologna e l'Anima Animale

L'Inaugurazione e il Contesto dei Dialoghi Culturali

Il 15 gennaio scorso, l'Associazione Bologna per le Arti ha dato il via a un ciclo di incontri culturali ospitati a Palazzo d'Accursio, inaugurando la mostra dedicata a Pietro Pietra, intitolata 'La forza del segno'. Questa esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 12 febbraio, offrendo un'opportunità unica per immergersi nell'universo artistico dell'artista.

Un Omaggio all'Opera di Pietro Pietra: Dettagli della Mostra

La rassegna artistica raccoglie un totale di 82 creazioni originali, provenienti in parte dall'archivio storico della famiglia Pietra e in parte da diverse collezioni private. Tra queste, spiccano numerosi disegni realizzati dal vero, dipinti a olio e acqueforti raffiguranti animali. Un'importante sezione della mostra è dedicata a una serie di penne acquerellate che immortalano angoli e panorami della nativa Bologna dell'artista.

La Visione Artistica di Pietra: Tra Storia Bolognese e Amore per gli Animali

L'obiettivo di questa mostra monografica è quello di esplorare la ricca tradizione del disegno e della grafica bolognese tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Pietro Pietra si distingue come un artista visionario, profondamente legato alla sua città, di cui ha saputo catturare l'essenza nei suoi luoghi più iconici e suggestivi. La sua dedizione al mondo animale, in particolare, si manifesta attraverso studi condotti tra il 1914 e il 1915 presso il Giardino Zoologico di Roma, rivelando una capacità unica di rappresentare gli animali con rigore naturalistico e una profonda sensibilità poetica.

L'Interpretazione del Mondo Animale nell'Arte di Pietra

Come sottolineato da Daria Ortolani, curatrice della mostra, la raffigurazione del mondo animale costituisce la cifra stilistica più distintiva di Pietro Pietra. Le sue numerose acqueforti dedicate a questo tema mostrano una notevole naturalezza e un forte realismo, ma vanno oltre la mera rappresentazione decorativa, elevando l'animale a essere senziente, in una visione rispettosa della sua vita e della sua realtà intrinseca.

L'Eccellenza Tecnica e la Sperimentazione Incisoria di Pietra

La mostra offre ai visitatori un'ampia panoramica delle diverse tecniche artistiche impiegate da Pietro Pietra, inclusa la sua maestria nelle tecniche incisorie. In un'epoca in cui l'incisione era spesso marginalizzata nella storia dell'arte, Pietra si affermò come una figura di spicco nel panorama incisorio italiano del primo Novecento. L'acquaforte, in particolare, divenne il suo mezzo espressivo più autentico, permettendogli di dimostrare una straordinaria perizia e una spiccata attitudine alla sperimentazione. I prossimi appuntamenti con i 'Dialoghi Culturali a Palazzo d'Accursio' sono fissati per il 22 e il 29 gennaio, alle ore 17.

Sergio Assisi presenta la commedia "Il mio regno per una farfalla" su Rai 2

Il nuovo lavoro cinematografico di Sergio Assisi, "Il mio regno per una farfalla", si appresta a debuttare in prima visione televisiva su Rai 2. Questa pellicola, diretta e interpretata dallo stesso Assisi, si configura come una vibrante commedia ambientata nella suggestiva cornice dell'isola d'Ischia. Attraverso le vicende di un eccentrico "re" isolano e di un cast di personaggi variopinti, il film intende proporre uno spaccato allegro e spensierato della vita mediterranea, richiamando lo spirito della classica commedia all'italiana. La produzione, arricchita da un'estesa galleria fotografica e un trailer accattivante, promette di essere un intrattenimento leggero e coinvolgente per il pubblico televisivo, esaltando le bellezze paesaggistiche e la cultura dell'isola.

Sergio Assisi ha concepito "Il mio regno per una farfalla" come un'opera che celebra la bellezza e la vitalità della Campania, in particolare dell'isola d'Ischia. Il film, presentato in anteprima, vuole essere un'esplorazione del talento e dell'energia artistica che caratterizzano queste terre. Attraverso una narrazione che fonde arte, cultura e una spensieratezza tipicamente italiana, Assisi si propone di ravvivare il genere della commedia all'italiana, rendendo omaggio ai grandi maestri del passato e introducendo una nuova generazione di interpreti. Le riprese, realizzate interamente in diverse località ischitane, sottolineano l'importanza del paesaggio come elemento narrativo e visivo, contribuendo a creare un'atmosfera autentica e affascinante.

L'Isola d'Ischia: Scenografia di una Commedia Solare

L'isola d'Ischia è il fulcro narrativo e visivo di "Il mio regno per una farfalla", film che vede Sergio Assisi sia alla regia che come protagonista. Questa scelta non è casuale, poiché l'isola con le sue bellezze naturali e la sua atmosfera vibrante, offre lo sfondo ideale per una commedia che vuole essere al tempo stesso solare e spensierata. Assisi, interpretando il ruolo di Sasà, un nobile decaduto che si autoproclama Re di Ischia, esplora il contrasto tra l'eleganza di un passato glorioso e la realtà quotidiana, creando situazioni divertenti e toccanti. La pellicola si propone di catturare l'essenza di un'Ischia vivace, popolata da personaggi indimenticabili che contribuiscono a tessere la trama di questa commedia.

Il film si sviluppa attorno al carismatico personaggio di Sasà Belladonna, un donnaiolo e bugiardo incallito, ma con un'irresistibile simpatia e un'eloquenza shakespeariana. La sua "reggia" è una suite d'albergo e il suo "ufficio" un tavolino al bar in piazzetta, da cui elargisce fantasiosi consigli in cambio di donazioni. Attorno a lui ruota un universo di figure eccentriche: un amico fedele, un avvocato bizzarro, una fidanzata decisa a sposarlo, una direttrice d'albergo che lo sopporta a fatica, un parroco non convenzionale e una zia intenzionata a privarlo di tutto. Questo cast eterogeneo, che include Tosca D'Aquino, Giobbe Covatta e Gianni Ferreri, arricchisce la narrazione con dinamiche comiche e umane, mentre l'arrivo inaspettato del vero amore destabilizza il regno di Sasà, portando a nuove e imprevedibili avventure.

Il Ritorno alla Commedia all'Italiana

Con "Il mio regno per una farfalla", Sergio Assisi rende un esplicito omaggio al genere della commedia all'italiana, un filone cinematografico che ha contribuito in maniera significativa a definire l'identità del cinema italiano a livello mondiale. In un'epoca in cui le figure iconiche della commedia del passato sono scomparse, Assisi sente l'urgenza di riproporre questo genere, affidando a una nuova generazione di artisti il compito di preservarne lo spirito e la leggerezza. L'obiettivo è quello di creare un "divertissement" che, pur essendo leggero, sia profondamente radicato nella cultura italiana, celebrando l'arte, la gastronomia, la moda, le vacanze, il sole e l'amore che da sempre caratterizzano il Bel Paese. L'approccio di Assisi mira a dimostrare che la bellezza, in tutte le sue forme, può ancora essere un potente motore di ispirazione e salvezza.

Le riprese del film si sono svolte interamente sull'Isola d'Ischia, con il patrocinio dei Comuni di Ischia e Casamicciola Terme. Diverse location iconiche sono state scelte per dare vita alla narrazione, tra cui il Porto, Piazzetta San Girolamo, Piazza Marina e Corso Luigi Manzi a Casamicciola Terme. Importanti scene sono state girate nel borgo di Celsa, nel piazzale Aragonese e nella cattedrale del Castello, così come presso il rinomato ristorante Duilio e lo stabilimento Balneare Ricciulillo, sul Lungomare Cristoforo Colombo. Il Belvedere di Zaro, nel comune di Forio, ha offerto panorami mozzafiato, mentre le scene marittime hanno messo in risalto le splendide coste adiacenti a Carta Romana e all'Hotel Delfini, con lo sfondo suggestivo del Castello Aragonese e degli scogli di Sant'Anna. Queste scelte location non solo arricchiscono visivamente il film, ma fungono da ponte tra la narrazione e il patrimonio culturale e paesaggistico dell'Italia, rafforzando il legame del film con la tradizione della commedia all'italiana.

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“Buen Camino” di Checco Zalone Supera “Avatar” e Conquista il Record Storico al Box Office Italiano

Il film “Buen Camino” con Checco Zalone ha siglato un risultato eccezionale, conquistando la vetta assoluta degli incassi nel cinema italiano. L'opera ha superato persino il primo “Avatar”, stabilendo un nuovo primato storico in termini di guadagni sul territorio nazionale, a riprova del legame profondo e ininterrotto che l'artista pugliese intrattiene con il suo vasto pubblico.

La pellicola, diretta dalla collaudata coppia creativa formata da Gennaro Nunziante e Luca Medici (vero nome di Checco Zalone), ha raggiunto questo incredibile successo in appena 24 giorni dalla sua uscita nelle sale. Con un totale di 68.823.069 euro e oltre 8,5 milioni di spettatori, “Buen Camino” ha non solo superato ogni aspettativa, ma ha anche dimostrato la sua capacità di mobilitare le masse, consolidando ulteriormente la posizione di Zalone come una delle figure più influenti e amate del cinema italiano contemporaneo. Questo risultato è ancora più significativo se si considera che ha battuto il precedente record di “Quo vado?”, un altro successo dello stesso comico, che nel 2016 aveva incassato 65.365.676 euro.

La tabella degli incassi del 17 gennaio 2026 rivela chiaramente la dominanza di “Buen Camino”, che ha registrato un guadagno di 1.325.629 euro in un solo giorno, con 161.164 presenze. Al secondo posto troviamo “La Grazia” di Paolo Sorrentino con 831.063 euro e 110.291 presenze, seguito da “Avatar: Fuoco e cenere” con 302.466 euro. La classifica generale dei maggiori incassi di sempre in Italia, aggiornata al 2025, vede “Buen Camino” in testa, seguito dal primo “Avatar” del 2009 e da “Quo vado?”. Tra i primi dieci figurano altri film di Zalone come “Sole a catinelle” e “Tolo Tolo”, a testimonianza del suo impatto duraturo sul pubblico italiano.

Il successo di “Buen Camino” non si ferma qui; le sale cinematografiche continuano a essere gremite, suggerendo che il totale finale degli incassi potrebbe ancora aumentare. Questo fenomeno conferma il potere attrattivo di Checco Zalone, la cui comicità riesce a intercettare e riflettere aspetti della società italiana, trasformando ogni suo film in un evento culturale e un successo commerciale ineguagliabile.

Il trionfo di “Buen Camino” non è solo un successo per Checco Zalone e il cinema italiano, ma anche un segnale positivo per l'industria cinematografica nazionale, dimostrando la forza del pubblico e la capacità di creare contenuti che risuonano profondamente con le persone. L'opera è ora un punto di riferimento nella storia del botteghino italiano.

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