Divertimento

Ruth Orkin: L'illusione del Tempo a Palazzo Pallavicini

A Bologna, Palazzo Pallavicini presenta un'ampia esposizione retrospettiva dedicata a Ruth Orkin, una figura preminente nel panorama della fotografia del XX secolo. La mostra, intitolata 'Ruth Orkin. L'illusione del Tempo', espone un vasto corpus di opere e oggetti personali dell'artista, offrendo una visione approfondita della sua carriera e del suo impatto duraturo sulla fotografia.

La Retrospettiva di Ruth Orkin: Un Viaggio nella Sua Arte

Questa straordinaria rassegna, la più estesa mai realizzata in Italia, celebra la figura di Ruth Orkin (1921-1985), fotoreporter, fotografa e regista americana. La curatrice, Anne Morin, ha assemblato un percorso espositivo che comprende 187 immagini, due apparecchi fotografici e vari documenti significativi. L'obiettivo è esplorare la traiettoria artistica di Orkin, evidenziando la sua influenza nel mondo della fotografia e la sua peculiare capacità di unire la visione fotografica con quella cinematografica, rendendola un'artista all'avanguardia per la sua epoca. Francesca Bogliolo sottolinea come Orkin avesse uno sguardo autentico e contemporaneo, riuscendo a cogliere la spontaneità dei soggetti con empatia.

La mostra approfondisce il metodo di Orkin, caratterizzato da una profonda empatia con i soggetti ritratti. La fotografa era nota per la sua 'tecnica della carta da parati', che le permetteva di mimetizzarsi e aspettare che il soggetto si sentisse a proprio agio prima di scattare. L'influenza del cinema è palpabile nel suo lavoro, in particolare in opere come 'Road Movie' del 1939, un reportage fotografico del suo viaggio in bicicletta attraverso gli Stati Uniti, concepito come una sequenza cinematografica. Anche la serie 'Dall'alto' rivela il suo approccio quasi registico, trasformando la vita quotidiana osservata dalla finestra in un palcoscenico dinamico. L'esposizione è arricchita da una selezione di ritratti di personalità illustri come Albert Einstein e Marlon Brando, che dimostrano la sua eccezionale abilità nel catturare l'essenza di persone e contesti con immediatezza ed efficacia espressiva. La rassegna è promossa da Pallavicini srl e gode del patrocinio di importanti enti come il Comune di Bologna e la FIAF, consolidando il suo valore culturale.

L'Innovazione di Orkin: Tra Spontaneità e Visione Cinematografica

Ruth Orkin si distingueva per uno sguardo innovativo e una notevole capacità di entrare in sintonia con i soggetti, attendendo il momento opportuno per immortalare la loro autenticità. Questa tecnica, che lei stessa definiva la 'tecnica della carta da parati', le permetteva di catturare la vera essenza delle persone, superando le loro difese e mettendo in luce la spontaneità più profonda. La sua arte era profondamente influenzata dal mondo cinematografico, un fascino che la portò a concepire le sue narrazioni visive come sequenze dinamiche, quasi fotogrammi di un film. Un esempio lampante è il suo 'Road Movie' del 1939, un diario di viaggio fotografico attraverso gli Stati Uniti che assumeva la forma di un reportage cinematografico, documentando il suo percorso in ordine cronologico attraverso una serie di immagini. La sua abilità nel trasporre la struttura narrativa del cinema in fotografia ha conferito al suo lavoro un carattere distintivo e pionieristico.

L'approccio cinematografico di Orkin si manifesta chiaramente anche nella serie 'Dall'alto', dove osserva e documenta la vita quotidiana dalla sua finestra, trasformando la strada in una scena improvvisata. I protagonisti involontari di queste scene, spesso ignari di essere osservati, danno vita a un racconto ritmato da momenti di movimento e staticità, conferendo alle immagini una fluidità quasi magnetica. Questo metodo le permetteva di raccontare storie complesse attraverso semplici osservazioni. A completare l'ampia rassegna, la mostra include anche una serie di ritratti di figure celebri, tra cui Albert Einstein, Marlon Brando, Robert Capa, Alfred Hitchcock e Orson Welles. Questi ritratti sono emblematici della sua straordinaria capacità di cogliere, con grande immediatezza ed efficacia espressiva, l'individualità e l'ambiente dei personaggi, consolidando il suo status di maestra della fotografia del XX secolo. La mostra rappresenta un'opportunità unica per apprezzare l'innovazione e la sensibilità artistica di Ruth Orkin, e il suo contributo significativo alla storia della fotografia e del racconto visiv

Bille August realizza una grande serie storica su Giulio Cesare per Palomar

Dopo il notevole successo di pubblico e critica ottenuto con "Il conte di Montecristo", trasmesso con grande apprezzamento su Rai 1 all'inizio del 2025, il celebre regista Bille August, vincitore del premio Oscar, si appresta a intraprendere un nuovo, significativo progetto. Si tratta di una serie televisiva di rilevanza internazionale, incentrata sulla figura storica di Giulio Cesare, che promette di ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita e del suo impatto sulla storia.

Questa imponente produzione, intitolata provvisoriamente "Giulio Cesare", sarà curata da Palomar (una società di Mediawan), con l'avvio delle riprese programmato per i primi mesi del 2027. La squadra creativa che ha contribuito al trionfo de "Il conte di Montecristo" sarà nuovamente coinvolta, a partire dalla collaborazione tra August e lo sceneggiatore Greg Latter. La narrazione si concentrerà sull'evoluzione di Cesare come condottiero, stratega, oratore e scrittore, delineando il suo ruolo centrale in una delle epoche più trasformative della civiltà occidentale.

Bille August ha espresso la sua visione riguardo al progetto, sottolineando la contemporaneità del tema: "La Repubblica Romana fu il primo esempio di democrazia minacciata dall'ascesa di un dittatore cui il governo aveva conferito poteri illimitati. Sono profondamente convinto che approfondire la vicenda di un potente leader, inebriato dal suo ruolo, e svelare le profonde dinamiche psicologiche che lo hanno condotto sia a imprese memorabili che a una caduta rovinosa, sia di estrema attualità. Il contesto geografico in cui Cesare ha lasciato il suo segno, estendendosi dalla Francia alla Grecia, dall'Egitto alla Spagna, offre una varietà visiva straordinaria, ricca di contrasti e colori, un palcoscenico ideale per una narrazione drammatica e coinvolgente che riveli l'uomo oltre la leggenda".

Per Carlo Degli Esposti di Palomar, questa serie rappresenta una duplice sfida, sia a livello produttivo che culturale. Egli ha affermato: "Nel panorama globale odierno, segnato dalle incertezze della guerra, riteniamo che esplorare la vita di una figura eccezionale come Giulio Cesare – un oratore di rara eloquenza, uno stratega infallibile, un politico di vasta visione – sia più che mai pertinente. È cruciale, oggi più che mai, analizzare la figura di un uomo così complesso e contraddittorio, ambizioso e generoso, ma anche capace di crudeltà; un intreccio di grandezza e di corruzione scaturita dal potere, dal desiderio di ottenerlo e di conservarlo, anche a costo della propria vita. Questo racconto ci invita a riflettere sulle dinamiche eterne del potere e sulla natura umana di fronte ad esso".

In sintesi, la nuova produzione di Bille August su Giulio Cesare si preannuncia come un'esplorazione profonda e attuale della figura di un leader storico, la cui ascesa e caduta continuano a risuonare nel presente. Attraverso una narrazione ricca di dettagli e un'analisi psicologica accurata, la serie mira a svelare le sfumature di un personaggio che, con le sue decisioni, ha plasmato il corso della storia, offrendo al pubblico uno spettacolo televisivo di grande impatto e riflessione.

Vedi di più

Presentazione de "Gli anni belli" di Lorenzo D'Amico de Carvalho

La Scuola d'Arte Cinematografica Gian Maria Volonté si prepara a un nuovo, significativo evento nell'ambito del ciclo "BELLI&DANNATI". Questo appuntamento celebra il debutto cinematografico di Lorenzo D'Amico de Carvalho con "Gli anni belli", offrendo al pubblico una preziosa opportunità di approfondire le tematiche e il processo creativo dell'opera. L'incontro con il regista, moderato da Boris Sollazzo, promette un dialogo stimolante sulle esperienze giovanili, le emozioni e le sfide di un'epoca di trasformazione, rendendo l'evento un'occasione unica per gli appassionati di cinema e per chiunque sia interessato a esplorare la memoria collettiva e individuale attraverso l'arte.

Il film, un racconto di formazione che mescola abilmente la sfera privata con il contesto sociale dei primi anni Novanta, invita lo spettatore a riflettere sui passaggi cruciali della vita e sulle inquietudini tipiche dell'adolescenza. La proiezione e il dibattito che ne segue rappresentano un momento di confronto culturale e artistico, in cui la narrazione cinematografica si fa ponte tra generazioni, esplorando la nostalgia e la complessità di un periodo storico recente. L'iniziativa conferma l'impegno della Scuola Volonté nel promuovere il cinema d'autore e nel creare spazi di dialogo tra artisti e pubblico, arricchendo il panorama culturale romano con proposte di alto valore.

Il viaggio emotivo ne "Gli anni belli"

Il film "Gli anni belli", opera prima di finzione di Lorenzo D'Amico de Carvalho, si configura come un profondo e delicato racconto di formazione. Attraverso gli occhi della protagonista Elena, il pubblico viene trasportato in un viaggio introspettivo che esplora le sfumature dei primi amori, le inevitabili incertezze dell'adolescenza e i momenti di condivisione, come i falò sulla spiaggia, tipici degli anni Novanta. L'opera si distingue per la sua capacità di tessere insieme la memoria personale con l'immaginario collettivo di un decennio cruciale, restituendo con autenticità il clima emotivo di un'Italia in rapida evoluzione. Questa narrazione offre uno sguardo intimo sulle dinamiche della crescita, sulla ricerca di identità e sul confronto con il mondo adulto, elementi che risuonano universalmente pur essendo radicati in un contesto storico specifico. La sensibilità del regista emerge nella capacità di evocare la nostalgia senza cadere nel mero sentimentalismo, ma piuttosto utilizzando la memoria come strumento per comprendere il presente e le complesse tappe della vita.

La proiezione de "Gli anni belli" presso lo Spazio Scena di Roma, nell'ambito della rassegna "BELLI&DANNATI" curata dalla Scuola d'Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, rappresenta un'opportunità significativa per il pubblico. Giovedì 5 marzo, alle ore 18:30, la visione del film sarà seguita da un prezioso incontro con il regista Lorenzo D'Amico de Carvalho, moderato da Boris Sollazzo. Questo momento di dialogo permetterà agli spettatori di approfondire le intenzioni artistiche dell'autore, le scelte narrative e le ispirazioni dietro la creazione del film. Sarà un'occasione per esplorare come "Gli anni belli" sia riuscito a catturare l'essenza di un'epoca di passaggio, rendendo tangibili le inquietudini e le speranze di una generazione. L'iniziativa non solo celebra un nuovo talento del cinema italiano, ma offre anche uno spazio di riflessione culturale e di confronto diretto tra l'opera cinematografica e la sua ricezione da parte del pubblico, arricchendo l'esperienza visiva con spunti critici e interpretativi.

L'esperienza artistica di Lorenzo D'Amico de Carvalho

Lorenzo D'Amico de Carvalho, regista di "Gli anni belli", porta con sé un bagaglio di esperienze significative maturate al fianco di figure illustri del cinema italiano. La sua formazione è stata influenzata da maestri del calibro di Giuliano Montaldo, Cristina Comencini, Daniele Luchetti e Marco Tullio Giordana, con i quali ha collaborato arricchendo la sua visione artistica e sviluppando una profonda comprensione del linguaggio cinematografico. Questo percorso formativo gli ha permesso di esplorare diversi ambiti della produzione audiovisiva, dal cinema al teatro, fino al documentario, dimostrando una versatilità e una curiosità intellettuale che si riflettono nella sua opera. L'approdo al lungometraggio di finzione con "Gli anni belli" è il culmine di un percorso dedicato alla narrazione, che ha visto il regista distinguersi anche in progetti documentaristici di rilievo, consolidando la sua reputazione nel panorama cinematografico contemporaneo e dimostrando una chiara sensibilità per i temi legati alla memoria e alla crescita.

Prima di "Gli anni belli", D'Amico de Carvalho ha già firmato lavori che hanno ottenuto importanti riconoscimenti e apprezzamenti critici. Tra questi spicca "The Rossellinis", documentario che ha ricevuto una candidatura al prestigioso David di Donatello nel 2021, a testimonianza della sua capacità di raccontare storie complesse con profondità e originalità. Un altro esempio è "Rua do Prior 41", presentato al Biografilm Festival, che ha ulteriormente confermato il suo talento nella direzione e nella ricerca narrativa. Queste esperienze pregresse hanno fornito al regista gli strumenti e la maturità artistica necessari per affrontare un'opera di finzione come "Gli anni belli", dove la sua sensibilità narrativa si concentra sui passaggi cruciali dell'esistenza, sulle dinamiche familiari e sulla crescita individuale. La sua filmografia precedente è un chiaro indicatore della sua continua evoluzione e del suo impegno nel proporre un cinema che stimoli la riflessione e l'emozione, attento alle sfumature dell'animo umano e al contesto storico-sociale in cui si sviluppano le vicende.

Vedi di più