la moda

Sabato De Sarno inizia un nuovo capitolo con Icicle: la rinascita creativa post-Gucci

Sabato De Sarno, ex direttore creativo di Gucci, intraprende una nuova avventura professionale assumendo la guida stilistica di Icicle, un marchio cinese. Questo annuncio segna un capitolo significativo nella sua carriera, offrendogli la possibilità di esprimere la sua visione in un contesto diverso. La sua nomina è vista come una mossa strategica per il brand, che mira a consolidare la propria presenza a livello internazionale. De Sarno, noto per il suo stile raffinato e la sua profonda conoscenza del settore, avrà il compito di definire le future collezioni e l'estetica complessiva di Icicle, portando la sua esperienza da una delle più grandi case di moda al mondo.

Dopo aver ricoperto la carica di direttore creativo di Gucci dal gennaio 2023 al febbraio 2025, Sabato De Sarno si era allontanato dai riflettori del mondo della moda. La sua ricomparsa in aprile, in veste di curatore della mostra collettiva 'Insieme' per la Milano Design Week 2026, aveva già preannunciato un ritorno all'attività. A giugno, il suo impegno si era concretizzato nell'offerta di due borse di studio agli studenti di Fashion Design dello IED di Firenze, dimostrando un continuo interesse per la formazione e il futuro del settore. Ora, l'ufficialità del suo nuovo ruolo come direttore creativo di Icicle segna una svolta decisiva, con la sua prima collezione prevista per l'autunno/inverno 2027-28.

Icicle, fondato a Shanghai nel 1997 da Ye Shouzeng e Shawna Tao, è un marchio che si è fatto conoscere per la sua estetica minimalista e l'utilizzo di fibre naturali, con un centro creativo stabilito a Parigi dal 2013. Il brand, parte del gruppo ICCF (che possiede anche Carven), vanta oltre 200 boutique globali e negozi di punta a Pechino, Shanghai e Parigi. L'azienda si è distinta per un'immagine curata e una proposta commerciale che si allinea alla tendenza del 'quiet luxury', conquistando una fetta di mercato sempre più ampia. L'ingresso di De Sarno mira ad ampliare ulteriormente gli orizzonti del marchio, conferendogli una risonanza internazionale e posizionandolo sotto i riflettori globali.

L'arrivo di Sabato De Sarno in Icicle si inserisce in una più ampia strategia di espansione. Questa mossa segue l'acquisizione di una partecipazione di minoranza nel capitale del marchio da parte di Kering, il gruppo proprietario di Gucci. Tale investimento sottolinea la fiducia nel potenziale di crescita di Icicle e l'importanza di una direzione creativa di alto profilo per il suo sviluppo futuro. La sinergia tra le solide basi industriali di Icicle e la visione innovativa di De Sarno potrebbe catapultare il marchio verso una maggiore visibilità e successo nel panorama della moda internazionale, consolidando la sua posizione come attore rilevante nel settore.

La precedente esperienza di De Sarno in Gucci è stata caratterizzata dalla difficile eredità lasciata da Alessandro Michele, il cui stile massimalista e vintage aveva plasmato l'identità della maison per quasi otto anni, portando a un successo finanziario senza precedenti e influenzando profondamente le tendenze dell'epoca. Sostituire Michele ha rappresentato una sfida significativa, data la forte identificazione tra il designer e il marchio. De Sarno aveva introdotto silhouette più pulite e una sensualità calibrata da un rigore sartoriale, ma la sua impronta non era riuscita a imporsi in modo altrettanto incisivo nell'immaginario collettivo. La sua proposta si era configurata più come un guardaroba che come un universo stilistico totalizzante, a differenza del predecessore che aveva permeato ogni aspetto della maison, dalle collezioni alle campagne pubblicitarie, fino all'allestimento dei negozi e alla cultura popolare. Icicle, con la sua identità ancora in via di definizione su scala globale, rappresenta un terreno fertile per De Sarno, dove potrà costruire e lasciare un segno distintivo senza il peso di un'eredità così ingombrante.

Amal Clooney incanta Venezia con un look ispirato agli anni 2000

Amal Clooney, icona di stile, ha saputo mescolare audacia e raffinatezza in un unico, memorabile look a Venezia. La sua scelta di una gonna pitonata semitrasparente, combinata con un semplice top nero e accessori eleganti, ha dimostrato come le tendenze del passato possano essere reinterpretate in chiave moderna, creando un equilibrio perfetto tra sensualità e classe. Un vero esempio di moda consapevole, che valorizza l'individualità senza rinunciare all'eleganza.

Dettagli di stile: il look di Amal Clooney al Festival del Cinema di Venezia

Durante il prestigioso Festival del Cinema di Venezia, in un giorno autunnale che ha visto la città lagunare avvolta in una luce dorata, Amal Clooney ha destato ammirazione con un abito che fondeva l'eleganza classica con un tocco selvaggio. Avvistata a bordo di un taxi boat, prima di approdare sulla terraferma in compagnia del marito George Clooney, Amal ha optato per un outfit dal sapore marcatamente anni 2000. Il fulcro del suo ensemble era una gonna in chiffon firmata Elie Saab, adornata da una stampa che imitava la pelle di pitone. Questo capo, con la sua silhouette lunga e fluida, presentava uno spacco audace e una semitrasparenza che aggiungevano un elemento di sottile sensualità. A bilanciare la vivacità della gonna, Amal ha indossato un sobrio top nero. Una cintura in pelle marrone con dettagli dorati ha sapito definire il punto vita, arricchendo l'insieme con un tocco materico. Per gli accessori, Amal ha scelto sandali con tacco alto e suola in legno, in linea con il ritorno della tendenza della zeppa, conferendo al look un'eleganza rilassata ma ricercata. La borsa, una Small Bracelet Grained Leather Hobo Bag di Chloé nella tonalità Woodrose, ha introdotto una nota delicata e sofisticata, completando armoniosamente il contrasto tra l'animalier e la semplicità degli altri elementi.

L'apparizione di Amal Clooney a Venezia ci offre una lezione di stile su come le icone della moda possano trascendere le aspettative, indossando abiti che parlano di tendenze passate ma con un'attitudine risolutamente contemporanea. Il suo look non solo ha ribadito il suo innato senso della moda, ma ha anche dimostrato che l'eleganza non è confinata al red carpet, ma può fiorire in ogni contesto, rendendo ogni momento un'occasione per esprimere la propria personalità attraverso l'abbigliamento. È un invito a esplorare il proprio stile, osando con combinazioni inaspettate che riflettano un'estetica personale e audace.

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Marcello Fois Trionfa al Premio Letterario Isola d'Elba con "L'immensa distrazione"

La cultura e la letteratura hanno celebrato un momento significativo all'Isola d'Elba, dove il prestigioso Premio Letterario Internazionale Raffaello Brignetti ha incoronato il suo ultimo vincitore. Questo evento, che ogni anno attira autori e lettori, si conferma un punto di riferimento per il panorama letterario contemporaneo, unendo la bellezza del luogo all'eccellenza narrativa.

Un'ode alla lettura e al dialogo culturale che trascende i confini del tempo e dello spazio.

L'Apice della Cinquantaquattresima Edizione: La Vittoria di Marcello Fois

Marcello Fois è stato proclamato Supervincitore della 54ª edizione del Premio Letterario Internazionale Isola d'Elba-Raffaello Brignetti. L'annuncio, avvenuto nella suggestiva cornice dell'Arena Linguella di Portoferraio, ha segnato il culmine di un percorso di confronto e celebrazione letteraria, consolidando l'importanza dell'evento come punto d'incontro tra scrittori, appassionati e il mondo della cultura. Il suo romanzo, "L'immensa distrazione" edito da Einaudi, ha conquistato sia la giuria di esperti che il pubblico, unendo sapientemente la profondità narrativa all'engagement dei lettori.

I Protagonisti della Serata Finale: Autori e Le Loro Narrazioni

Accanto a Marcello Fois, la serata ha visto la presenza degli altri due finalisti che hanno animato il dibattito culturale di questa edizione. Luca Mastrantonio, con il suo "Piombo e latte" (Bompiani), e Gianluca Di Feo, autore di "Cielo sporco" (Giunti), hanno presentato le loro opere, contribuendo a un ricco percorso di lettura che ha coinvolto il pubblico fino al momento del verdetto finale. Le loro narrazioni, diverse per tematiche e stili, hanno offerto spunti di riflessione e dibattito, arricchendo il valore intrinseco del Premio e la sua missione di promuovere la buona letteratura.

La Gioia del Vincitore e Il Profondo Legame con l'Isola

Con visibile emozione, Marcello Fois ha espresso la sua profonda gratitudine e la gioia per il riconoscimento ricevuto. Ha sottolineato l'onore di aggiungersi all'illustre albo d'oro del Premio e l'ammirazione per l'autorevolezza della giuria. La bellezza intrinseca dell'Isola d'Elba ha rafforzato il suo entusiasmo, e con una battuta spiritosa, ha evidenziato la singolare circostanza di un "isolano" (riferendosi alle sue origini sarde) premiato in un'isola, vedendolo come un omaggio suggestivo e significativo.

"L'immensa distrazione": Un Viaggio nel Tempo e nella Memoria

Il cuore dell'opera vincitrice, "L'immensa distrazione", risiede nella sua capacità di esplorare le dinamiche di una famiglia attraverso le generazioni del Novecento. Originario di Nuoro, Fois ha intrecciato una vicenda privata con la grande storia, trasformando il racconto in una profonda meditazione sul tempo che scorre, sulla natura elusiva della memoria e sul complesso rapporto con la mortalità. Il titolo stesso del romanzo suggerisce una prospettiva contemplativa sulla vita, intesa come una vasta parentesi in attesa della sua inevitabile conclusione, invitando il lettore a riflettere sulla transitorietà dell'esistenza.

Le Voci dei Finalisti e Le Loro Prospettive Narrative

Gli altri finalisti hanno condiviso le loro riflessioni sulla partecipazione al Premio. Gianluca Di Feo ha manifestato l'onore di essere parte di un evento intitolato a Raffaello Brignetti, evidenziando come il suo romanzo, "Cielo sporco", pur non incentrato sul mare, tratti tematiche attuali come il futuro e le potenziali minacce tecnologiche. Luca Mastrantonio ha ricordato il suo intimo legame con l'Elba e l'ispirazione tratta dalle sue passioni personali, che hanno guidato la narrazione nel suo "Piombo e latte", dimostrando la diversità di approcci e le molteplici sfaccettature della letteratura contemporanea.

Personalità e Celebrazioni: L'Evento e I Suoi Protagonisti

La serata conclusiva è stata magistralmente condotta da Attilio Romita, Monica Giandotti ed Eva Crosetta, che hanno saputo guidare il pubblico attraverso i momenti salienti del Premio. L'attrice Carla Signoris, in veste di madrina, ha arricchito l'evento con la sua presenza, condividendo l'esperienza di lettura dei romanzi finalisti e sottolineando la loro capacità di suscitare interesse e partecipazione emotiva. Roberto Marini, presidente del Comitato promotore, ha ripercorso la storia del Premio, evidenziando il suo ruolo di ponte tra la letteratura moderna e gli autori contemporanei, da Montale fino alle voci più recenti.

Le Radici Storiche di Un Premio D'Eccellenza

La genesi del Premio affonda le sue radici nel 1962, quando un gruppo di illustri intellettuali toscani, tra cui Geno Pampaloni e Rodolfo Doni, ideò un evento culturale dedicato all'Elba. Sin dalle sue origini, il Premio si distinse per l'apertura alla letteratura internazionale e al dialogo tra diverse discipline e generi. L'albo d'oro annovera nomi di spicco come Eugenio Montale, Giorgio Caproni, Heinrich Böll, Landolfi e Denis Mack Smith, affiancati da finalisti del calibro di Pier Paolo Pasolini, Andrea Zanzotto, Max Frisch, Aleksandr Solženicyn e Cesare Segre. Dopo una decennale interruzione, il Premio fu rilanciato nel 1984 e intitolato a Raffaello Brignetti, scrittore profondamente legato all'Isola d'Elba e autore del celebre "Gabbiano azzurro".

L'Evoluzione del Premio Sotto Nuove Guide e Il Legame con La Storia

Per quasi trent'anni, la giuria letteraria è stata presieduta da Alberto Brandani, figura carismatica e centrale nella storia del Premio, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto colmato poi da Ernesto Ferrero. Nel corso degli anni, il riconoscimento è stato assegnato a luminari della letteratura come Mircea Eliade, Michel Tournier, Elemire Zolla, Mario Luzi, Maria Luisa Spaziani, Muriel Spark, Javier Cercas e Domenico Starnone, confermando la sua risonanza internazionale e la qualità delle opere premiate. Un suggestivo parallelo storico lega il Premio a Napoleone, che nel 1814 portò all'Elba 146 libri dalla biblioteca di Fontainebleau, sistemandoli nella Villa dei Mulini. La sua affermazione, "Le cose più importanti al mondo si realizzano grazie alla cultura", riecheggia ancora oggi sull'isola, trovando eco nel Premio che ogni anno innalza la letteratura a protagonista.

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