Tempi Supplementari: Zeno come padre e allenatore sull'incanto del ghiaccio veneto

Il film "Tempi Supplementari", diretto da Ago Panini e con protagonisti Giuseppe Zeno e Clotilde Sabatino, rappresenta il culmine della serie "Purché finisca bene". Questa produzione, che vanta il supporto della Regione Veneto e della Fondazione Veneto Film Commission, si concentra sulla narrazione di seconde opportunità e di crescita personale, immergendo lo spettatore in un contesto di riscatto e speranza.
La trama si snoda attorno a Sandro, un ex allenatore di hockey la cui carriera di successo è ormai un ricordo. Il destino, tuttavia, gli offre un'inattesa seconda chance: guidare i Penguins, una squadra giovanile composta da ragazzi provenienti da realtà complesse. È proprio sul ghiaccio del Palazzetto locale, durante gli allenamenti, che Sandro incontra nuovamente sua figlia Thea, dopo anni di lontananza. Thea è ora sotto la guida di Julia, un'affascinante ex pattinatrice con cui Sandro scoprirà di condividere un profondo legame. Insieme ai giovani atleti, a Thea e a Julia, Sandro dovrà affrontare sfide, rinascite e la costruzione di nuovi legami, scegliendo tra l'ancorarsi al passato o l'accettare le difficoltà che comporta il ricostruire la propria vita. Le riprese, svoltesi lo scorso luglio in diverse località venete come Feltre, Arsiè, Asiago e i suoi dintorni, hanno evidenziato la bellezza del territorio, includendo luoghi iconici del centro cittadino, strutture alberghiere e l'Istituto comprensivo Patrizio Rigoni, trasformato per una settimana in un Palazzo del Ghiaccio. Questa non è la prima volta che la produzione "Purché finisca bene" sceglie il Veneto come sfondo per le sue storie, dimostrando un legame consolidato con la regione.
Un aspetto degno di nota di "Tempi Supplementari" è l'adozione di un approccio produttivo "green", in linea con il protocollo "Green Film" per ridurre l'impatto ambientale. Questo impegno verso la sostenibilità è stato celebrato con un omaggio al regista Ago Panini, che ha ricevuto in dono due sculture dall'artista locale Nicola Lobbia. Le opere, raffiguranti un portiere in azione e un "tornado di ghiaccio" della serie "My Tornado", simboleggiano l'intersezione tra arte, sport e responsabilità sociale, veicolando un messaggio di consapevolezza ambientale e di impegno verso gli altri.
Questo film non è solo un racconto di sport e di famiglia, ma un inno alla resilienza umana e alla capacità di rinascere dalle proprie ceneri. Attraverso le vicende di Sandro e dei giovani Penguins, si celebra il potere della collaborazione, dell'accettazione e dell'impegno per un futuro migliore. È un monito a non arrendersi mai, a cercare sempre nuove opportunità di crescita e a lottare per i propri sogni, con la consapevolezza che ogni caduta può trasformarsi in un trampolino di lancio verso nuove vette.