Divertimento

“Una vita da fuggiasco”: L'Omaggio Cinematografico a Mauro Pagani

Il film documentario "Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco" offre un ritratto intimo e commovente del leggendario musicista Mauro Pagani. L'opera, diretta da Cristiana Mainardi, narra la sua incredibile traiettoria artistica, segnata da collaborazioni illustri e momenti di profonda introspezione. Attraverso le voci di artisti di spicco e l'esplorazione di un episodio di perdita di memoria, il film ricostruisce la sua identità e il suo amore incondizionato per la musica, culminando in un'esperienza cinematografica unica che sarà disponibile al pubblico per tre giorni a metà febbraio.

Il Documentario "Andando dove non so" Celebra l'Icona Musicale Mauro Pagani

Nei giorni del 16, 17 e 18 febbraio, le sale cinematografiche ospiteranno l'evento speciale "Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco", un documentario che celebra la figura emblematica del musicista Mauro Pagani. Distribuito da Fandango e presentato con successo alla Festa del Cinema di Roma, il film arriva in concomitanza con l'ottantesimo compleanno del protagonista, offrendo una prospettiva unica sulla sua carriera e sulla sua resilienza personale.

La pellicola, diretta da Cristiana Mainardi, tesse un racconto avvincente attraverso le testimonianze di numerosi artisti di fama, tra cui Manuel Agnelli, Giuliano Sangiorgi, Marco Mengoni, Badara Seck, Mahmood, Dori Ghezzi, Ligabue, Arisa e la compianta Ornella Vanoni. Queste voci, insieme a quella della compagna e collaboratrice Silvia Posa, dipingono un quadro vivido della memoria condivisa e dell'eredità artistica di Pagani.

Il fulcro narrativo del documentario si concentra su un periodo delicato della vita del Maestro: una temporanea perdita di memoria che lo ha costretto a ricostruire il proprio passato. In questo processo catartico, Pagani riscopre la sua vocazione musicale e i suoi strumenti, trovando nella musica una ancora di salvezza. Il film si sviluppa come una biografia sincera e toccante, che si distacca da una narrazione cronologica per esplorare frammenti di ricordi, ricuciti da una visione attuale, intrisa di sentimento e umorismo.

Cristiana Mainardi, alla sua prima esperienza da regista dopo una carriera di successo come sceneggiatrice e produttrice, ha accettato la sfida di raccontare l'artista poliedrico. L'ispirazione per il film nasce da un ricordo d'infanzia della regista, legato alle "Impressioni di settembre" di Pagani. Il documentario esplora il suo percorso, dalla co-fondazione della Premiata Forneria Marconi nel 1970, alle profonde collaborazioni con Fabrizio De André, che hanno dato vita a capolavori come l'album "Crêuza de Mä", fino alle colonne sonore per il cinema con registi come Gabriele Salvatores e Silvio Soldini.

Un luogo chiave del racconto sono le Officine Meccaniche, gli studi milanesi acquisiti da Pagani nel 1998, dove il musicista dialoga con il suo alter ego, il "Fuggiasco", incarnazione della sua anima ribelle. Il film combina materiali d'archivio e immagini contemporanee, arricchito dagli interventi delle diverse personalità coinvolte. Il contributo di Silvia Posa, compagna di vita e lavoro di Pagani, si rivela fondamentale, offrendo una prospettiva autentica e profonda sulla sua figura.

La regista ha inoltre elogiato il lavoro della direttrice della fotografia Sabina Bologna, che ha saputo catturare l'autenticità e la dimensione onirica di Pagani, e del montatore Matteo Mossi, il cui ruolo è stato cruciale nel plasmare la vasta mole di girato e testimonianze in un'opera coerente e toccante.

L'Eredità di un "Fuggiasco" e l'Impatto della Musica Sull'Identità

La storia di Mauro Pagani, così come raccontata in "Andando dove non so", ci ricorda il potere trasformativo dell'arte e della musica in particolare. La sua capacità di reinventarsi dopo una perdita di memoria e di trovare conforto e identità negli accordi dei suoi strumenti è una testimonianza commovente della forza dello spirito umano. Questo documentario non è solo un omaggio a un grande musicista, ma anche una profonda riflessione su come la passione possa guidarci attraverso le sfide più ardue, e come le connessioni umane e artistiche siano essenziali per ricostruire la nostra narrativa personale. La figura del "Fuggiasco" che lo accompagna, simboleggia quella costante ricerca e libertà creativa che ha sempre contraddistinto Pagani, un monito a non smettere mai di esplorare e di esprimersi.

Guida ai Concerti a Bologna: Settimana dal 16 al 22 Febbraio

Questa guida presenta un panorama completo degli eventi musicali e dei concerti che animeranno la città di Bologna nella settimana tra il 16 e il 22 febbraio, offrendo un'ampia selezione di generi e artisti per tutti i gusti. Dalle atmosfere intime dei jazz club alle energiche serate rock, passando per performance teatrali e appuntamenti con stand-up comedy, la città si rivela un crocevia culturale vibrante. L'obiettivo è fornire ai lettori una risorsa indispensabile per scoprire e partecipare agli appuntamenti più interessanti, trasformando ogni serata in un'opportunità di scoperta musicale e culturale. Che siate residenti o visitatori, Bologna promette una settimana ricca di suoni e emozioni.

L'Agenda Musicale di Bologna: Appuntamenti Imperdibili

La scena musicale bolognese si accende con una varietà di eventi che spaziano dal jazz al rock, passando per serate di stand-up comedy e performance sperimentali. Questa settimana, dal 16 al 22 febbraio, gli amanti della musica avranno l'opportunità di immergersi in un calendario ricco e diversificato. Location iconiche come Freakout, Locomotiv e Cantina Bentivoglio aprono le loro porte a talenti emergenti e artisti affermati, promettendo serate memorabili. Dalle esibizioni acustiche ai concerti più energici, ogni giorno offre nuove scoperte e la possibilità di vivere la musica in tutte le sue sfaccettature. Non mancano appuntamenti che fondono musica e comicità, creando esperienze uniche e coinvolgenti per il pubblico.

Per gli appassionati del jazz, la Cantina Bentivoglio propone serate dedicate con artisti come The Swinging Cats, il Middlehoff Bovi Quartet e il Lisa Manara Trio, offrendo atmosfere sofisticate e performance di alto livello. I club come Locomotiv e Freakout ospiteranno band come Zu, Mint Field, BeMyCarnival, Mefisto Brass e Witchcraft, coprendo un ampio spettro di generi che vanno dal rock sperimentale al metal. Non solo musica, ma anche cultura e intrattenimento: il Teatro EuropAuditorium presenta spettacoli di comicità con Max Angioni e Arturo Brachetti, mentre locali come Efesto propongono serate di stand-up con Alessio Arcodia. Il weekend culmina con eventi in diverse location, dai concerti all'Estragon con Savana Funk agli appuntamenti più underground al Tank e al Link, garantendo che ci sia sempre qualcosa di nuovo e stimolante da scoprire nella vibrante vita notturna di Bologna.

Vivere la Cultura e l'Intrattenimento in Città

Oltre al ricco programma musicale, Bologna offre un'ampia gamma di opportunità per vivere la cultura e l'intrattenimento in tutte le sue forme. La settimana è costellata di eventi che vanno oltre i tradizionali concerti, includendo appuntamenti di stand-up comedy, performance artistiche e serate a tema che arricchiscono il tessuto culturale della città. Questi eventi, distribuiti in diverse location, dal teatro ai club, ai centri sociali, riflettono la dinamicità e l'apertura di Bologna verso le diverse espressioni artistiche. Partecipare a queste iniziative significa immergersi in un contesto urbano che celebra la creatività e favorisce l'incontro e lo scambio tra le persone, rendendo ogni serata un'esperienza unica.

La programmazione culturale si distingue per la sua ecletticità, con eventi che soddisfano un pubblico eterogeneo. Serate come quella con Guido Catalano al Locomotiv, che unisce poesia e comicità, o le performance di Pier Cortese e Simona Norato all'Efesto, rappresentano un'occasione per esplorare nuove sonorità e narrazioni. Il Teatro EuropAuditorium, con i suoi spettacoli di comicità, offre momenti di leggerezza e divertimento, mentre i numerosi club e spazi alternativi, come Làbas e Sghetto, propongono serate a tema con DJ set e jam session, creando un ambiente inclusivo e vibrante. La varietà degli eventi, che include anche mercatini e incontri culturali, rende Bologna un polo attrattivo per chi cerca un'esperienza ricca e coinvolgente, capace di stimolare la mente e lo spirito attraverso l'arte e l'intrattenimento di qualità.

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Slow Wine Fair 2026: Celebrazione del Vino Etico e Sostenibile a Bologna

Dal 22 al 24 febbraio, i padiglioni di BolognaFiere saranno il palcoscenico della quinta edizione della Slow Wine Fair, un evento che va oltre la semplice esposizione e degustazione di vini. Quest'anno, la fiera si propone come un punto di riferimento per una riflessione profonda sul ruolo del vino nell'economia, nella cultura e nella società. Oltre 1100 produttori provenienti da tutta Italia e da 27 Paesi, inclusi Messico, Bulgaria, Ucraina, Georgia, Giappone, Grecia e Argentina, si riuniranno per condividere le loro esperienze e visioni.

La manifestazione porrà un'attenzione particolare sul vino come motore economico e sociale, e come strumento di inclusione. Saranno affrontate questioni cruciali come lo sfruttamento della manodopera, il caporalato e la precarietà, temi centrali nella conferenza "Il mondo in vigna, il giusto nel bicchiere" in programma il 22 febbraio. Accanto a queste criticità, verranno presentate esperienze esemplari di sostenibilità e dignità lavorativa, come la cantina Marotti Campi delle Marche, che si distingue per la continuità generazionale e salari equi, e il progetto dello Sciacchetrà del migrante alle Cinque Terre, che ha recuperato un ettaro di terra a rischio frana impiegando giovani immigrati. Quest'ultimo caso sarà discusso nella conferenza "Terre Alte: quando il vino si fa comunità" il 24 febbraio.

Il cuore della Slow Wine Fair rimane l'opportunità di incontrare direttamente i viticoltori. Saranno presenti produttori innovativi come i Garagisti di Sorgono dalla Sardegna, impegnati nella conservazione della biodiversità, e Angelo Muto delle Cantine dell'Angelo in Campania, che pratica una viticoltura naturale rispettosa della vite. Verranno esplorate anche storie internazionali, come quella di Kostiantyn Tintulov in Ucraina, che produce vini naturali con energia solare, e Claudio Zucchino in Argentina, che gestisce uno dei vigneti più alti del mondo. Un'altra novità del 2026 è l'area "Banca del Vino – Annate Storiche", che permetterà la degustazione di etichette fuori commercio, valorizzando il tempo come elemento culturale. Il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, dialogherà con il cardinale Matteo Maria Zuppi sul tema del ricambio generazionale nel settore agroalimentare, sottolineando l'importanza di attrarre nuove energie nel mondo agricolo.

In un'epoca di sfide ambientali e sociali globali, la Slow Wine Fair si eleva a piattaforma essenziale per il settore vitivinicolo. Promuovendo pratiche etiche e sostenibili, la fiera non solo celebra l'eccellenza del vino, ma ispira anche un futuro più giusto e rispettoso per le comunità e il pianeta, dimostrando che l'innovazione e la tradizione possono coesistere in armonia per il bene comune.

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