Divertimento

Ampliamento dei percorsi formativi gratuiti per professionisti: innovazione digitale e sostenibilità con Fondazione Golinelli

A partire da settembre, G-LAB S.r.l. Impresa Sociale, braccio operativo della Fondazione Golinelli, incrementa la propria offerta formativa gratuita, indirizzata a professionisti autonomi. L'obiettivo è fornire strumenti pratici nell'ambito dell'innovazione digitale e della sostenibilità, favorendo lo sviluppo di una mentalità proattiva e orientata a una crescita duratura per chi è agli inizi della propria attività professionale.

La Fondazione Golinelli, con sede a Bologna e fondata da Marino Golinelli nel 1988, si configura come una holding filantropica attiva in vari settori, dalla cultura all'innovazione. Partecipa a società di investimento, consorzi e centri di innovazione, e coordina la Scuola delle Idee Marino Golinelli. Le sue attività si concentrano sull'integrazione dell'innovazione nel tessuto socio-economico, contribuendo alla creazione di un ecosistema culturale e di sviluppo. Il progetto denominato "Innovazione digitale e sostenibilità per i liberi professionisti – qualificazione e innovazione delle competenze dei liberi professionisti" si rivolge a professionisti con sede legale o operativa in Emilia-Romagna. I corsi, gratuiti e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con risorse del FSE+, sono concepiti per potenziare le competenze digitali e sostenibili. Tra i percorsi offerti spiccano: "Business plan e progettazione economica", a cura di Federica Tadini e Giovanni Enrico Passarini, con edizioni previste tra ottobre e dicembre, sia online che presso l'Opificio Golinelli; "Comunicazione, Public Speaking e Digital Marketing", guidato da Massimo Giacchino, con sessioni tra ottobre e dicembre; "Nuove tecnologie per la libera professione in ambito sanitario", tenuto da Enrico Tombesi in collaborazione con Fondazione IFAB, con edizioni in ottobre e novembre; e "Sviluppo di competenze imprenditive con approccio human-centered", condotto da Matteo Gambini, previsto per novembre-dicembre. Ogni corso ha una durata di 20 ore e prevede modalità flessibili (online o miste) per facilitare la partecipazione dei professionisti.

Queste iniziative rappresentano un'opportunità significativa per i liberi professionisti di acquisire competenze fondamentali per affrontare le sfide del mercato attuale, caratterizzato da una rapida evoluzione tecnologica e da una crescente attenzione alla sostenibilità. Investire nella formazione e nell'aggiornamento professionale non solo eleva il livello delle competenze individuali, ma contribuisce anche a rafforzare il tessuto economico e sociale del territorio, promuovendo una cultura di innovazione e responsabilità. L'impegno della Fondazione Golinelli in questo senso riflette una visione lungimirante, volta a sostenere la crescita individuale e collettiva attraverso la conoscenza e lo sviluppo di nuove capacità.

PerformAzioni: Esplorando Corpi, Confini e Identità a Bologna

La città di Bologna si prepara ad accogliere la XV edizione di "PerformAzioni - International Performing Arts Festival (PIPAF)", un evento che dal 9 al 13 settembre trasformerà i suoi spazi in un palcoscenico per le arti performative contemporanee. Curato dall'Associazione Culturale PanicArte, il festival si concentra sul concetto di "Beauty in Diversity", esplorando i confini non come barriere, ma come opportunità di attraversamento. L'iniziativa, che ha già avuto una prima fase tra luglio e agosto nell'Appennino bolognese e modenese, porta ora nel cuore della città una ricca programmazione che include teatro, danza, performance, nouveau cirque, pratiche partecipative e installazioni immersive. L'obiettivo è quello di celebrare la diversità in tutte le sue forme, dalla pluralità culturale alla varietà dei corpi, delle poetiche e dei linguaggi espressivi.

Il programma dettagliato della manifestazione offre una serie di eventi unici e stimolanti, che invitano il pubblico a riflettere sui temi dell'identità, della marginalità e della relazione tra individuo e società. Tra le proposte spiccano spettacoli teatrali di rilevanza internazionale, workshop interattivi e installazioni immersive che promettono di coinvolgere gli spettatori in esperienze profonde e significative. Ogni appuntamento è stato pensato per stimolare il dialogo e l'interazione, rendendo l'arte un veicolo per esplorare le complessità del vivere contemporaneo e per promuovere una maggiore consapevolezza e accettazione delle differenze.

L'Arte come Ponte tra Culture e Storie Personali

Il festival "PerformAzioni" si presenta come un punto d'incontro vibrante per la scena artistica contemporanea, con un focus particolare sulla diversità intesa non solo come pluralità culturale, ma anche come esplorazione delle differenti espressioni corporee, delle poetiche e dei linguaggi artistici. L'evento si propone di trasformare i confini, solitamente percepiti come elementi di separazione, in veri e propri spazi di attraversamento e connessione. Attraverso una varietà di discipline artistiche come il teatro, la danza, le performance, il nouveau cirque e le installazioni immersive, il festival invita il pubblico a immergersi in un dialogo profondo sulla bellezza che emerge dalla ricchezza delle molteplici identità e delle diverse forme di espressione.

La programmazione del festival è un mosaico di esperienze uniche, che vanno dallo spettacolo "The Borders" di Monika Wachowicz, che narra la toccante storia dell'artista non-binary Antonina Romanova e la sua assenza, alla prima nazionale di "Rosaria" della Scuola Elementare del Teatro, un'opera dedicata alle figure marginali della società. "Made in Ilva 7.1" degli Instabili Vaganti, una nuova versione di un'opera significativa ispirata alle testimonianze degli operai, offre un'esperienza immersiva con video mapping e spazializzazione sonora avanzata. Queste produzioni non sono solo occasioni di intrattenimento, ma veri e propri catalizzatori di riflessione sociale e culturale, capaci di affrontare temi complessi attraverso la potenza dell'espressione artistica e la capacità di mettere in discussione le percezioni comuni.

Esplorazioni Corporee e Identitarie nel Cuore di Bologna

Il corpo e l'identità sono temi centrali nella seconda parte del festival "PerformAzioni", che offre al pubblico di Bologna una serie di appuntamenti dedicati all'esplorazione di queste dimensioni fondamentali dell'esistenza umana. Attraverso workshop e spettacoli, l'evento invita a riflettere su come il corpo sia un veicolo di storie, memorie e desideri, e su come le identità si formino e si esprimano in relazione allo sguardo altrui. Questo approfondimento sul corpo e sull'identità si manifesta in diverse forme artistiche, offrendo prospettive variegate e stimolanti sulla complessità dell'essere umano e sulla sua interazione con il mondo circostante.

Tra gli eventi più attesi, il workshop "Ogni corpo è una storia" condotto da Sofiane Chalal invita partecipanti di ogni età e background a esplorare il proprio corpo come archivio di esperienze, mentre "Bigger" dello stesso Chalal affronta il delicato tema della grassofobia, trasformando la scena in uno spazio di riappropriazione del corpo come soggetto e non più oggetto di giudizio. L'installazione "Dante Listening Rooms" degli Instabili Vaganti, con composizioni sonore originali di Riccardo Nanni, offre un'esperienza uditiva immersiva sulla figura di Dante, arricchita da contributi artistici internazionali. Il progetto "DansCirque" di blucinQue, infine, fonde danza, circo e musica dal vivo, esplorando l'identità, la fragilità e il limite attraverso tre performance. Questi eventi collettivamente creano un programma che non solo celebra l'arte, ma promuove anche una profonda riflessione sulla diversità, l'accettazione e la ricchezza delle esperienze umane.

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“Variazioni per Ammutinamenti”: Nuove Forme per la Danza a Ravenna

La 28ª edizione del rinomato festival “Ammutinamenti” a Ravenna si presenta quest'anno con un approccio innovativo, assumendo il nome di “Variazioni per Ammutinamenti”. Dal 4 settembre al 7 novembre, l'evento trasformerà la città con circa quaranta appuntamenti tra spettacoli, esibizioni, workshop e momenti di dialogo, coinvolgendo ventisei artisti e compagnie sia nazionali che internazionali. L'Associazione Cantieri Danza, sotto la guida artistica di Francesca Serena Casadio e Giulia Melandri, ha abbracciato il concetto di “variazione” per esplorare le molteplici sfaccettature della danza contemporanea, invitando a deviazioni e trasformazioni che riflettono l'evoluzione stessa del festival.

Questa nuova visione si manifesta anche nell'utilizzo degli spazi urbani: Ravenna diventa palcoscenico per performance in piazze storiche, musei, gallerie d'arte, parchi e luoghi di aggregazione. Un esempio significativo è “Giuiuzza” di Veronica Parlagreco, in scena davanti al Palazzo di Teodorico, che esplora la memoria del corpo femminile in relazione alla storia custodita dalle antiche pietre, in un'occasione particolarmente evocativa considerando la celebrazione dei 1500 anni dalla scomparsa di Teodorico. Altri momenti salienti includono “Echo Dance of Furies” della compagnia Dewey Dell e “DEDICA” e “ROSSOCREPA” di Sara Sguotti. La Darsena ospiterà “Íride” di Marta Bellu, un'opera che intreccia corpo, paesaggio e percezione, mentre il MAR – Museo d'Arte della città, sarà teatro di “Something is Happening”, una performance collaborativa che unisce danza, musica e arti visive in una creazione estemporanea, sottolineando l'importanza dell'ascolto e della relazione tra gli artisti e lo spazio circostante.

Il festival arricchisce ulteriormente il suo programma con eventi di rilievo internazionale e temi sociali. Tra il 10 e il 12 settembre, Ravenna ospiterà la “Vetrina della giovane danza d'autore” del Network Anticorpi XL, un'importante occasione per scoprire i nuovi talenti della coreografia italiana e per la formazione di giovani artisti attraverso il percorso “Nuove Traiettorie”. L'11 settembre, l'incontro “Building international connections” favorirà il dialogo tra esperienze italiane, olandesi e spagnole, promuovendo la mobilità e la cooperazione internazionale nel settore artistico. Temi profondi come la cultura del controllo e la violenza sul corpo saranno esplorati in “NOBODY, NOBODY, NOBODY. It's Ok Not To Be Ok” di Daniele Ninarello il 2 ottobre, mentre l'inclusione sarà al centro di “Monumentum DA” di Cristina Kristal Rizzo e Diana Anselmo, che collega il corpo alla Lingua dei Segni Italiana, considerandoli archivi viventi della memoria collettiva. La chiusura del festival, il 7 novembre all'Almagià, sarà dedicata all'alta formazione nello spettacolo dal vivo, con la presentazione dei lavori dei partecipanti al corso “I corpi e le voci della danza”, realizzato in collaborazione con Cronopios e L'arboreto – Teatro Dimora, evidenziando l'impegno del festival nella promozione e nello sviluppo della danza contemporanea.

Questo festival dimostra come l'arte della danza possa continuamente evolversi e adattarsi, rispecchiando e interrogando le dinamiche del nostro tempo. Attraverso l'esplorazione di nuovi spazi e l'integrazione di diverse forme espressive, offre una piattaforma vitale per la riflessione culturale e la crescita artistica, ispirando il pubblico a una maggiore consapevolezza e apprezzamento per la creatività in movimento.

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