Divertimento

Dylan Dog: Quarant'anni di un'Icona del Fumetto tra Successi e Riflessioni

Il 26 settembre 1986 segnava l'esordio di una delle serie a fumetti più fortunate di Sergio Bonelli Editore: Dylan Dog. Il suo primo albo, intitolato “L'alba dei morti viventi”, omaggiava esplicitamente il genere zombie del celebre George Romero. Fin dalla copertina, i lettori conobbero un protagonista unico, distante dagli eroi tradizionali dell'editore milanese. Con il volto ispirato all'attore Rupert Everett, e un look distintivo di camicia rossa, giacca nera e jeans, Dylan Dog si presentava come un indagatore del mistero elegante e anticonformista, destinato a lasciare un segno indelebile nell'immaginario collettivo.

Questo iconico personaggio, nato dalla penna di Tiziano Sclavi, è un pilastro delle edicole e dei mercatini dell'usato, ma ha trovato spazio anche nelle librerie con edizioni speciali che ripropongono le sue avventure classiche in grande formato. Nonostante un successo sostanzialmente costante, la testata ha attraversato periodi di alti e bassi, riflettendo le dinamiche del mercato editoriale e la trasformazione del fumetto seriale tradizionale. Per celebrare i quarant'anni di questa figura e analizzare come il suo rapporto con i fan si sia evoluto nel tempo, la redazione di Vanloon ha realizzato un'analisi approfondita, coinvolgendo esperti del settore come Alberto Sebastiani, docente universitario e collaboratore de “La Repubblica”, riconosciuto per la sua competenza nel campo della narrativa, della letteratura e dei fumetti. L'approfondimento sarà disponibile il venerdì 25 settembre alle ore 17.00, accompagnato da una bibliografia di letture consigliate per un'ulteriore esplorazione.

Per tutti gli appassionati e le appassionate, si segnala la “Dylan Dog Horror Night”, una serie di eventi che si terranno in tutta Italia la sera del 25 settembre 2026. A Bologna, l'appuntamento è fissato per le ore 18 presso la Libreria Ubik di via Irnerio 27, dove sarà possibile incontrare i disegnatori Andrea Venturi, Paolo Martinello e Marco Nizzoli per una chiacchierata. Per conoscere gli appuntamenti nelle altre città italiane, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito dell'editore Sergio Bonelli Editore, che offre un resoconto completo dei saggi sull'Indagatore dell'Incubo.

Questi quarant'anni di Dylan Dog non rappresentano solo la longevità di un fumetto, ma anche la capacità di un'opera di adattarsi e rimanere rilevante attraverso le generazioni. La sua figura malinconica, sempre alla ricerca di risposte in un mondo intriso di orrore e umanità, ci ricorda che anche nelle storie più cupe si possono trovare riflessioni profonde sulla vita, sulla morte e sulla condizione umana. La sua eterna giovinezza artistica ci invita a non smettere mai di indagare, di porci domande e di affrontare le paure, trasformandole in occasioni di crescita e comprensione.

Bologna tra mito e realtà: il libro di Salvatore Papa svela le contraddizioni della città

Il recente saggio di Salvatore Papa, dal titolo evocativo “Bologna non è un’isola felice – Retoriche e realtà del brand urbano”, edito da Derive/Approdi, ha generato un acceso dibattito ancor prima della sua uscita ufficiale. L'opera, che si propone di analizzare criticamente le dinamiche urbane di Bologna, ha persino provocato la reazione dell'assessore alla Cultura, Daniele Del Pozzo, in un'intervista al Corriere di Bologna, sebbene non avesse ancora visionato il testo. Papa, noto giornalista culturale e caporedattore di Zero Bologna, ha evidentemente toccato un tema sensibile, affrontando non solo il settore culturale, ma anche le profonde mutazioni che hanno interessato la metropoli emiliana negli ultimi due decenni, dall'espansione del turismo alle crisi abitative, fino all'avanzata della "foodification".

Attraverso un'indagine meticolosa, basata su dati concreti, dichiarazioni pubbliche e resoconti giornalistici, Papa demolisce l'immagine idilliaca e spesso propagandistica di una Bologna che, secondo l'autore, non esiste più. Il libro mette in luce un'operazione di marketing territoriale che si è appoggiata a un mito ormai superato. In questo contesto, l'autore descrive un riposizionamento simbolico della città, promosso dalle amministrazioni negli ultimi vent'anni, ma che, a differenza del passato, mostra una minore attenzione alla coesione sociale e a una equa distribuzione della ricchezza. Non sorprende, dunque, che il volume sia destinato a suscitare polemiche, sia tra coloro che rimpiangono una Bologna identitaria e tradizionale, sia tra i sostenitori di una nuova "città-vetrina" che, dietro la sua facciata scintillante, nasconde fenomeni come l'esclusione economica e il lavoro precario.

Il passaggio di Bologna da fulcro di controculture a “mangificio”

La prima sezione del testo di Papa si concentra sulla sfera culturale, intesa sia in senso stretto che politico. Bologna, un tempo laboratorio di sperimentazione politica, avanguardia di democrazia sociale e culla di movimenti controculturali liberi, si è trasformata, secondo l'analisi di Papa, in un "mangificio" a cielo aperto, una destinazione turistica per flussi rapidi e superficiali. Questa evoluzione di Bologna negli ultimi vent'anni rappresenta un esempio emblematico e impietoso dell'impatto delle logiche neoliberiste e del marketing territoriale sulle città italiane. L'autore sottolinea come un punto cruciale di questa trasformazione sia stato il momento in cui le deleghe al turismo e alla cultura sono state riunite sotto la stessa figura, quella dell'attuale sindaco Matteo Lepore.

Proprio in quel periodo, si è verificata una serie di eventi che, se analizzati congiuntamente, rivelano chiaramente il cambiamento di rotta della città. Da un lato, si è assistito a un marketing territoriale aggressivo, volto ad attrarre capitali e turisti, come testimonia la creazione del brand “Bologna City of Food” e la nascita di Fico, entrambi incentrati sul settore alimentare. Dall'altro, si è verificata la progressiva eliminazione di quelle esperienze autogestite e controculturali che ostacolavano la nuova immagine di una Bologna “moderna” ed “europea”. Papa fa riferimento agli sgomberi di centri sociali come Atlantide ed Xm24, ma l'elenco è ben più esteso e include realtà come il Laboratorio Crash, Làbas, e occupazioni abitative quali l'ex Telecom. Un indicatore significativo della radicale trasformazione della città è rappresentato dalla destinazione attuale di questi spazi, un tempo animati da controculture politiche e sociali: ora ospitano studentati di lusso o cohousing per un ceto medio a rischio impoverimento, segno di una gentrificazione dilagante. Tuttavia, Papa nutre una speranza, individuando nella cittadinanza attiva e nel lavoro incessante di diversi comitati i germi di una resistenza. Questa resistenza non si limita alla contestazione, ma include anche una solida competenza tecnica, politica e sociale, supportata da ricercatori, docenti, professionisti e cittadini impegnati nella difesa della città pubblica e nella dimostrazione che un'alternativa è sempre possibile.

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ZolAuditorium 26/27: Un Viaggio Artistico tra Risate, Riflessioni e Crescita a Zola Predosa

La nuova stagione 2026/2027 dello ZolAuditorium di Zola Predosa si annuncia come un vivace crocevia di espressioni artistiche. Con ventotto appuntamenti distribuiti in cinque distinte rassegne, l'iniziativa, presentata il 23 settembre, è guidata dalla direzione artistica e organizzativa di CreAzione Teatro. Il percorso proposto mira a trasformare lo spazio teatrale in un autentico fulcro comunitario, promuovendo non solo lo spettacolo, ma anche la formazione, la partecipazione attiva e l'incontro tra diverse generazioni e sensibilità culturali.

Dettagli della Programmazione Artistica allo ZolAuditorium 26/27

La programmazione dello ZolAuditorium si articola in cinque rassegne, ciascuna con un tema distintivo.

«Un teatro per ridere» inaugura il cartellone il 16 ottobre, promettendo un percorso di intrattenimento che si estenderà fino a marzo. Questa sezione ospiterà artisti come Gianmarco Pozzoli, Andrea e Pippo Santonastaso, Enrico Bonavera, Chiara Becchimanzi, Davide Puccetti e gli ImproRegaz. La comicità proposta non sarà solo fine a se stessa, ma offrirà spunti di riflessione sulla contemporaneità, integrando elementi di improvvisazione e interazione con il pubblico, aspetti distintivi della filosofia dello ZolAuditorium.

Successivamente, dal 30 ottobre al 19 marzo, «Un teatro per pensare» esplorerà tematiche profonde come la guerra, la memoria, la fragilità umana, gli stereotipi sociali e le dinamiche di trasformazione della società. Tra i protagonisti di questa rassegna figurano Antonio Panice, Ettore Oldi, Lucia Raffaella Mariani, Eleonora Limongi, Eva Meskhi, Sara Garagnani, Faustino Stigliani, Chiara Incerti, Francesca Astrei, Claudia Manuelli, Aron Tewelde e Roberto Mercadini, che offriranno performance cariche di significato.

Gli amanti della musica potranno apprezzare «Un teatro per suonare», con quattro eventi programmati dal 6 novembre al 2 aprile. Questa rassegna vedrà esibirsi artisti come Cadavere Squisite, Gigliola Frazzoni, Alberto Bertoli e Les Parapluies, che utilizzeranno la musica come veicolo per raccontare storie, esplorare l'identità e preservare la memoria culturale.

Una significativa novità di questa stagione è «Un teatro per crescere», una rassegna interamente dedicata ai bambini e alle loro famiglie, con sei appuntamenti fissati il 29 novembre, 20 dicembre, 31 gennaio, 28 febbraio, 21 marzo e 4 aprile. Per incentivare la partecipazione, è stata introdotta la card «ZolAuditorium in famiglia». Questa tessera, destinata alle famiglie con figli iscritti alle scuole di Zola Predosa, permetterà l'acquisto di biglietti a prezzo ridotto (5 euro) per adulti e bambini, includendo anche una merenda offerta ai più piccoli. L'iniziativa rientra in un più ampio progetto di CreAzione Teatro e del Comune, che a settembre hanno promosso un incontro con la comunità scolastica per presentare le proposte teatrali didattiche e il progetto «Class Action 2026/2027», consolidando il legame tra teatro e educazione.

Infine, «Un téater par al dialatt» proporrà sei spettacoli domenicali dedicati al teatro in dialetto. Questa rassegna mira a celebrare la lingua locale non solo come espressione folcloristica, ma come strumento vitale di comicità, memoria collettiva e identità condivisa.

Oltre al programma principale, la stagione include una ricca offerta 'off', pensata per dare spazio ai nuovi talenti locali e alle produzioni culturali della comunità, con appuntamenti il 30 gennaio e il 5, 6 e 7 marzo. Si aggiungono percorsi formativi in recitazione, improvvisazione, canto e attività per gli Over 60, con corsi che si estenderanno fino a maggio e culmineranno in un saggio finale. Completano l'offerta gli incontri conviviali pre-spettacolo, come «Un calice con l'artista», con aperitivi e apericene a tema su prenotazione. La biglietteria riaprirà il 29 settembre, con possibilità di contatti via mail all'indirizzo info@zolauditorium.it, e la sede in piazza della Repubblica 1, Zola Predosa.

La stagione 2026/2027 dello ZolAuditorium di Zola Predosa si presenta come un progetto culturale ambizioso e inclusivo, che va oltre la semplice offerta di spettacoli. L'impegno di CreAzione Teatro nel trasformare il teatro in un luogo di incontro, formazione e partecipazione attiva è un esempio lampante di come l'arte possa fungere da catalizzatore per la crescita comunitaria e il dialogo intergenerazionale. L'attenzione rivolta ai giovani attraverso la rassegna «Un teatro per crescere» e la card «ZolAuditorium in famiglia», insieme alla valorizzazione del dialetto e all'apertura a talenti emergenti, dimostra una visione lungimirante. Questa visione integra l'intrattenimento con un profondo senso di responsabilità sociale, promuovendo un ambiente dove il ridere, il pensare e il crescere diventano esperienze condivise e fondamentali per il benessere collettivo.

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