Divertimento

Il mio giardino biodiverso: un concorso fotografico per riscoprire la natura urbana

Il concorso fotografico "Il mio giardino biodiverso" offre un'occasione unica per esplorare la ricchezza della natura che si cela nei nostri spazi domestici. L'iniziativa invita a documentare come giardini, terrazzi e balconi possano diventare oasi vitali per diverse specie animali e vegetali, promuovendo una maggiore consapevolezza ecologica.

Riscopri la natura a casa tua: immortalando la biodiversità nascosta.

La biodiversità nascosta nei nostri spazi quotidiani: un invito a osservare con occhi nuovi.

Spesso ignoriamo la biodiversità che prospera silenziosamente intorno a noi, nei vasi, tra le siepi e negli angoli meno esplorati dei nostri ambienti domestici. "Il mio giardino biodiverso" è un concorso fotografico gratuito che nasce proprio per focalizzare l'attenzione su questa realtà. Promosso da Legambiente Lombardia in collaborazione con i coordinamenti regionali di Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e la Provincia autonoma di Trento, il concorso ci esorta a esplorare la natura che si manifesta inaspettatamente nelle nostre case.

La seconda edizione e il suo tema provocatorio: il tuo giardino è un santuario della fauna?

La seconda edizione dell'iniziativa, con il tema "Questo giardino non è un hotel! ...o forse sì.", ribalta la nostra percezione degli spazi privati. Dal 30 aprile 2026, cittadini e appassionati di fotografia sono invitati a trasformare i loro giardini, terrazzi e balconi in veri e propri santuari per la fauna selvatica. Il concorso ci spinge a vedere oltre il familiare, riconoscendo il potenziale di questi luoghi come rifugi vitali per la biodiversità.

I nostri spazi domestici come habitat naturali: un mosaico di vita inattesa.

Gli ambienti domestici, dai giardini ai balconi, sono diventati inaspettati rifugi per una varietà di specie selvatiche. Insetti impollinatori, uccelli, piccoli mammiferi e anfibi trovano qui ospitalità, creando un affascinante intreccio di vita. Una rana in un recipiente d'acqua, un riccio tra le foglie secche, un'ape su un fiore o un nido ben nascosto: ogni scatto può catturare l'essenza ecologica di questi micro-habitat, rivelando il valore della convivenza tra uomo e natura.

Uno sguardo consapevole: la missione di Legambiente Lombardia per la biodiversità urbana.

Simona Colombo, responsabile dell'Ufficio Progetti di Legambiente Lombardia, sottolinea l'obiettivo del concorso: "stimolare uno sguardo più attento e consapevole verso la biodiversità che ci circonda, mostrando come anche piccoli spazi possano diventare habitat importanti per molte specie". L'iniziativa mira a sensibilizzare il pubblico sulla ricchezza della vita che ci circonda, incoraggiando un apprezzamento più profondo per il mondo naturale anche nelle aree urbane.

Regolamento e premi: come partecipare e cosa si può vincere nel concorso "Il mio giardino biodiverso".

Il concorso è aperto ai maggiorenni residenti o domiciliati in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e nella Provincia autonoma di Trento. Ogni partecipante può sottomettere fino a tre fotografie, che saranno valutate da una giuria di esperti. I premi, assegnati a tre vincitori per ogni regione, consistono in strumenti per l'osservazione della natura, tra cui fototrappole solari, microscopi digitali e lenti macro per smartphone, incentivando così l'esplorazione e la documentazione continua della biodiversità.

Un progetto europeo per la tutela della biodiversità: LIFE NatConnect2030 e il suo impatto.

Il concorso si inserisce nel più ampio progetto europeo LIFE NatConnect2030, che ha l'obiettivo di rafforzare la tutela della biodiversità attraverso il coinvolgimento delle comunità locali e la creazione di connessioni tra gli habitat naturali. L'iniziativa non è solo un contest fotografico, ma un invito a cambiare prospettiva: riconoscere che anche un semplice balcone può essere parte integrante di un ecosistema più vasto. Osservare e documentare la vita che ci circonda è il primo passo fondamentale per proteggerla e prendercene cura attivament

Cannes 2026: "La V←nus ←lectrique" di Pierre Salvadori Apre il Festival, Annunciati i Possibili Candidati

Il prossimo Festival di Cannes, giunto alla sua 79ª edizione, prenderà il via con l'anteprima mondiale del film "La Vénus électrique" del regista francese Pierre Salvadori. L'attesa è palpabile per la conferenza stampa del 9 maggio, quando saranno finalmente svelati tutti i titoli che animeranno la selezione ufficiale. Nel frattempo, fervono le speculazioni sui grandi nomi del cinema internazionale che potrebbero contendersi la Palma d'Oro, inclusi maestri affermati e talenti emergenti da ogni angolo del globo.

Cannes 2026: "La Vénus électrique" inaugura la kermesse, tra attese e certezze

Il 12 maggio, l'atmosfera scintillante del Grand Théâtre Lumière accoglierà l'attesa proiezione de "La Vénus électrique" di Pierre Salvadori, designato come film d'apertura del prestigioso Festival di Cannes 2026. L'evento, preceduto dalla cerimonia condotta dall'attrice Eye Haïdara, segna il ritorno di un regista transalpino a inaugurare la kermesse, dopo il debutto di Amélie Bonnin con "Partir un jour". La pellicola, undicesimo lungometraggio del cineasta in 34 anni di carriera, vanta un cast d'eccezione che include volti noti del panorama cinematografico come Pio Marmaï, Anaïs Demoustier, Gilles Lellouche, Vimala Pons, Gustave Kervern e Madeleine Baudot. Salvadori ha espresso il suo orgoglio per questa scelta, affermando che il suo film incarna "tutta la fede e l'amore che nutro per la mia arte", in piena sintonia con i valori di regia, audacia e libertà celebrati dal Festival. Contemporaneamente alla première, "La Vénus électrique" sarà distribuito in numerose sale cinematografiche francesi, offrendo al pubblico l'opportunità di assistere alla trasmissione dell'inaugurazione, fruibile anche su France Télévisions e Brut.

La trama de "La Vénus électrique" ci trasporta nella Parigi del 1928, dove Antoine Balestro, un pittore di successo, è paralizzato dal dolore per la perdita della moglie, incapace di creare. Disperato, cerca conforto in una sensitiva, ignaro di parlare con Suzanne, un'astuta lavoratrice di luna park che si è intrufolata per rubare cibo. Suzanne, con l'aiuto del gallerista Armand, ordisce una serie di finte sedute spiritiche, che inaspettatamente ridanno ad Antoine l'ispirazione. La situazione si complica quando Suzanne si ritrova ad innamorarsi dell'uomo che sta manipolando.

Mentre il sipario si alza su questa affascinante storia d'apertura, il mondo del cinema attende con trepidazione il 9 maggio, data in cui la conferenza stampa svelerà la selezione ufficiale completa del Festival, che si concluderà il 23 maggio. Le voci di corridoio e le previsioni si rincorrono, delineando un programma competitivo e ricco di spunti. Tra i possibili candidati alla Palma d'Oro si annoverano nomi altisonanti come Östlund, Almodóvar, Refn, e forse Iñárritu e Leigh, oltre a Joel Coen e il nostro Nanni Moretti. Nonostante l'assenza confermata di "Disclosure Day" di Steven Spielberg e l'incertezza su "Digger" con Tom Cruise, si prevede una minore presenza di pellicole statunitensi, compensata da un "mix di pilastri del festival e talenti emergenti", con una forte rappresentanza francese e significativi contributi dal cinema indipendente in lingua inglese e da importanti registi asiatici, come evidenziato da Variety. La giuria, presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook, avrà il compito arduo di selezionare i vincitori tra una rosa di opere che promettono audacia e innovazione, inclusi titoli come "Minotaur" di Andrey Zvyagintsev, "Roma Elastica" di Bertrand Mandico, "Coward" di Lukas Dhont e "All of a Sudden" di Ryusuke Hamaguchi, "Fjord" di Cristian Mungiu, e il misterioso "Her Private Hell" di Nicolas Winding Refn, oltre a "Parallel Tales" dell'iraniano Asghar Farhadi. Anche un grande film d'animazione come "Minions and Monsters" potrebbe sorprendere, mentre la Francia, oltre al film d'apertura, vanta altre promettenti produzioni come "15/18" di Cedric Kahn e "Histoire de la nuit" di Léa Mysius. L'edizione 2026 si preannuncia quindi come un appuntamento imperdibile per gli amanti del cinema d'autore e per chi desidera esplorare le nuove frontiere della settima arte.

Il Festival di Cannes, ancora una volta, si conferma un crocevia fondamentale per il cinema mondiale, non solo per le opere celebrate, ma anche per la capacità di stimolare dibattiti, scoprire nuovi talenti e anticipare le tendenze future. L'apertura con "La Vénus électrique" di Pierre Salvadori è un chiaro segnale della volontà del Festival di bilanciare il prestigio dei nomi consolidati con la freschezza di nuove prospettive narrative e stilistiche. Questa edizione ci invita a riflettere sul potere intrinseco del cinema di esplorare l'animo umano, le sue fragilità e le sue contraddizioni, attraverso storie che, come quella del pittore Antoine e di Suzanne, ci ricordano come l'arte e l'amore possano fiorire anche nelle circostanze più inaspettate.

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BFI di Londra celebra il centenario di Marilyn Monroe con una retrospettiva di due mesi

Il British Film Institute (BFI) di Londra rende omaggio a Marilyn Monroe con una vasta retrospettiva che ne celebra l'eredità artistica in occasione del centenario della sua nascita. Questo evento esclusivo promette di svelare nuove sfumature dell'icona del cinema, esplorando la sua straordinaria carriera e il suo impatto duraturo sulla cultura popolare.

Un viaggio indimenticabile nel mondo di Marilyn: scopri la stella che si è fatta da sé!

L'omaggio del BFI a un'icona immortale

Londra, 1° aprile – Il British Film Institute (BFI) ha annunciato una poderosa retrospettiva di due mesi dedicata a Marilyn Monroe, in occasione del centenario della sua nascita. L'iniziativa, presentata alla stampa internazionale, inclusa Ciak Magazine, si propone di celebrare la figura di Monroe, riconoscendone il ruolo di "stella che si è fatta da sé".

"Marilyn Monroe: Self Made Star": Un percorso espositivo unico

Il programma, curato dalla responsabile della programmazione del BFI Kim Sheehan e intitolato "Marilyn Monroe: Self Made Star", avrà inizio il 1° giugno, in concomitanza con l'anniversario della nascita dell'attrice, e si protrarrà per l'intero giugno e luglio. Tra gli eventi più attesi, la riedizione cinematografica de "Gli spostati", l'ultimo lavoro di Monroe, un anti-western elegiaco diretto da John Huston.

"Gli Spostati": Il testamento drammatico di Marilyn

Sceneggiato dall'allora marito di Marilyn Monroe, Arthur Miller, "Gli spostati" è un dramma toccante e anticonformista che narra le vicende di cowboy dal cuore infranto e matrimoni in crisi. Con Clark Gable e Montgomery Clift al suo fianco, Monroe offre una performance memorabile, dimostrando la sua innata capacità di attrice drammatica e lasciando intravedere il potenziale inespresso di una carriera interrotta troppo presto.

Un'analisi tematica della carriera di Marilyn

La retrospettiva "MARILYN MONROE: SELF MADE STAR" è organizzata in tre sezioni tematiche per esplorare a fondo la versatilità e il talento di Monroe:

La sezione "Star Attractions" si concentra sui musical e le commedie che hanno messo in risalto le eccezionali doti di attrice, cantante e ballerina di Marilyn. Questa parte della retrospettiva celebra la sua capacità di incantare il pubblico con la sua presenza scenica e il suo carisma, attraverso ruoli che hanno definito la sua immagine di stella scintillante di Hollywood.

Nella sezione "Dramatic Turns", vengono esplorati i ruoli che hanno permesso a Marilyn Monroe di mostrare la sua profonda sensibilità e la sua statura come attrice seria. Questa parte del programma mette in luce la sua abilità nel confrontarsi con personaggi complessi e sfaccettati, svelando una dimensione più matura e intensa del suo talento interpretativo.

Infine, "Scene Stealers" è dedicata ai ruoli, anche se minori, che hanno avuto un impatto significativo sulla sua carriera. Questa sezione evidenzia come Marilyn fosse in grado di catturare l'attenzione e lasciare un segno indelebile anche con apparizioni più brevi, dimostrando la sua capacità di elevare ogni scena con la sua presenza unica.

Collaborazioni illustri e ruoli iconici

Dall'esordio in "Ladies of the Chorus" (1948) al progetto incompiuto "Something's Got To Give" (1962), Marilyn Monroe ha lavorato con i più grandi registi di Hollywood. Tra questi, Billy Wilder, Fritz Lang, Georges Cukor, Howard Hawks, Joseph L. Mankiewicz, Laurence Olivier e Otto Preminger, condividendo il set con leggende come Barbara Stanwyck, Bette Davis, Clark Gable, Cary Grant e Tony Curtis.

La visione di Kim Sheehan: l'eredità eterna di Marilyn

Kim Sheehan, curatrice della rassegna, ha sottolineato l'unicità di Marilyn Monroe come "tripla minaccia" nel mondo del cinema, capace di plasmare la propria immagine e celebrità. Ha invitato il pubblico a riscoprire la sua "presenza esplosiva" in commedie come "Gli uomini preferiscono le bionde" e "Come sposare un milionario", e la "straziante profondità" della sua interpretazione in "Gli spostati", evidenziando come anche i ruoli minori rivelino la sua eccezionale versatilità.

Marilyn tra musical e commedie: il fascino delle "Star Attractions"

In "Ladies of the Chorus" (1948), una giovane Marilyn mostra già il suo talento, gettando le basi della sua futura immagine di star. Con "Gli uomini preferiscono le bionde" (1953), al fianco di Jane Russell, la Monroe brilla nel ruolo di Lorelei, offrendo un'interpretazione iconica di "Diamonds Are a Girl's Best Friend". "Come sposare un milionario" (1953) la vede incantare insieme a Betty Grable e Lauren Bacall, mentre in "Quando la moglie è in vacanza" (1955), crea l'immagine più iconica della sua carriera, combinando sensualità e ingenua dolcezza. "Il principe e la ballerina" (1957), prodotto dalla sua stessa compagnia, la vede eclissare Laurence Olivier con la sua disinvoltura. Il capolavoro "A qualcuno piace caldo" (1959) le vale un Golden Globe per la sua interpretazione di Sugar, e "Facciamo l'amore" (1960) mette in mostra la sua maestria nel canto e nella danza.

La profondità di un'attrice: i "Dramatic Turns"

Marilyn dimostra la sua versatilità in ruoli drammatici come quello della babysitter instabile in "La tua bocca brucia" (1952) e della sensuale moglie in "Niagara" (1953). In "La magnifica preda" (1954), rompe lo stereotipo della "bionda svampita", infondendo grinta e calore materno al suo personaggio. "Fermata d'autobus" (1956) è un banco di prova per le sue doti drammatiche, con un ruolo complesso che le permette di applicare gli insegnamenti dell'Actors Studio.

Ruoli minori, impatto grandioso: gli "Scene Stealers"

Anche in ruoli secondari, Marilyn Monroe sapeva rubare la scena. In "Eva contro Eva" (1950), la sua interpretazione di un'aspirante attrice è memorabile. In "L'affascinante bugiardo" (1951), spicca come una spiritosa segretaria, presagio della sua futura celebrità. Nel film "Il magnifico scherzo" (1952), la sua segretaria sbadata conquista il pubblico con battute brillanti e un'intesa speciale con Cary Grant. "La confessione della signora Doyle" (1952) la vede sorprendentemente naturale nei panni di Peggy, una ragazza operaia in bilico tra le aspettative di genere e il desiderio di indipendenza. Infine, in "Follie dell'anno" (1954), eclissa la leggenda del musical Ethel Merman con le sue splendide interpretazioni musicali.

Le "Marilynspirations" e la sua voce autentica

La retrospettiva include anche "Marilynspirations Double Bill", un programma che esplora le influenze cinematografiche della giovane Norma Jeane, con proiezioni di "Hold Your Man" (1933) e "Cleopatra" (1934). "Marilyn in Her Own Words" presenta due documentari, "Marilyn on Marilyn" (2001) e "Norma Jean Alias Marilyn Monroe" (1987), che attraverso registrazioni audio e interviste, rivelano l'intelligenza e l'umanità dietro la star, offrendo una prospettiva intima e autentica sulla sua vita e carriera.

Eventi speciali e approfondimenti sulla carriera di Monroe

La retrospettiva si aprirà con una tavola rotonda con ospiti speciali, che condivideranno filmati e riflessioni sulla vita, la carriera e l'eredità di Marilyn. "Marilyn Monroe 25 and Under Intro" offrirà una guida introduttiva al suo percorso verso Hollywood e al suo impatto duraturo sulla cultura pop. Un dibattito su "Something's Got to Give" (1962), il suo ultimo film incompiuto, esplorerà le vicende dietro la produzione. Inoltre, una "Marilyn Monroe Study Day" approfondirà la sua celebrità e la sua evoluzione artistica. Ulteriori dettagli sugli eventi e gli ospiti saranno annunciati a fine aprile.

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