Divertimento

Un ringraziamento al pubblico e al team di Ciak dopo sette anni di direzione

Il direttore uscente di Ciak, al termine della sua esperienza, desidera esprimere un sincero ringraziamento ai lettori e all'intera redazione. Dopo sette anni di impegno e dedizione, questa edizione segna la sua ultima guida. La nuova gestione della casa editrice ha in programma significative modifiche a partire dal prossimo mese, per la rivista cinematografica più antica e influente d'Italia. Il direttore augura loro il meglio e riconosce che ogni ciclo ha una fine. Il suo profondo apprezzamento va innanzitutto ai lettori, la cui passione per il cinema ha alimentato il successo della rivista. È grazie a loro che, dopo un lungo periodo, la pubblicazione mantiene un forte legame con il proprio pubblico. Un esempio emblematico è stato il record di copie vendute raggiunto nell'ottobre precedente. Nonostante le immense difficoltà affrontate dall'editoria cartacea dal 2019, aggravata da una crisi senza precedenti, la rivista ha continuato a prosperare. Spesso, i lettori si sono trovati di fronte a edicole sprovviste del numero desiderato o a ritardi nelle consegne, problematiche non imputabili alla redazione. Aver superato questi anni, caratterizzati da eventi eccezionali come la pandemia che ha paralizzato le sale cinematografiche e le continue crisi aziendali della casa editrice, è stato un vero e proprio trionfo, di cui la redazione va fiera.

La rivista ha sempre avuto l'obiettivo di offrire un racconto completo e approfondito del mondo del cinema. In questi anni, Ciak si è distinta per essere spesso all'avanguardia nel presentare anteprime, interviste esclusive con protagonisti del settore, retroscena, produzioni in corso, e analisi di tendenze e nuove tecnologie. Non sono mancate inchieste e approfondimenti, che hanno spaziato dalla storia del cinema alle sue manifestazioni attuali. Attraverso i Ciak d'oro del pubblico, i lettori sono stati coinvolti attivamente, esprimendo le proprie preferenze con milioni di voti e fornendo una chiara immagine dei loro gusti cinematografici. La pubblicazione ha saputo intrecciare il cinema con i grandi eventi storici, come il reportage sulla chiusura delle sale durante il Covid, che ha contribuito a mantenere viva la discussione sulla riapertura, o la celebrazione dei 20 anni dall'attacco alle Torri Gemelle, esplorandone l'impatto sul cinema e le storie personali di chi sfiorò la tragedia. La visione editoriale ha sempre interpretato il cinema come una chiave di lettura della vita, raccontando la politica nei film e valorizzando le iniziative che promuovevano il cinema per il pubblico, lasciando fuori le questioni politiche non pertinenti, convinti che i lettori cercassero altro nella rivista. Nel frattempo, Ciak ha potenziato la sua offerta digitale con un sito web dinamico e interattivo, e ha ospitato le penne più prestigiose del giornalismo cinematografico, creando un ambiente aperto a nuove voci e prospettive.

Il percorso di Ciak è stato un viaggio ricco di creatività e innovazione. Durante i lunghi mesi della pandemia, sono stati ideati progetti come “I film della nostra vita”, un'indagine che ha coinvolto centinaia di migliaia di voti per individuare i titoli più amati. Sono stati introdotti strumenti innovativi come i Daily digitali per coprire i grandi festival, portando la loro magia a un pubblico più vasto. La rivista ha esteso la sua copertura alle serie TV, pur mantenendo una chiara distinzione per gli appassionati del grande schermo. Ciak ha sempre promosso nuovi talenti, difeso opere cinematografiche ingiustamente trascurate e dato ampio spazio al cinema mainstream, mantenendo la sua promessa di esplorare tutte le sfaccettature del settore. Ha ricevuto riconoscimenti importanti, come il premio Ischia, per la sua capacità di affrontare la crisi con contenuti ricchi e iniziative audaci, assegnando anche i Ciak d'oro a documentari, cortometraggi e film d'essai. Al di là delle serate di gala con le star, la rivista ha raccontato il cinema anche nei luoghi più inaspettati, dalle carceri alle fabbriche, agli ospedali. La formula del successo è stata semplice: entusiasmo, buona fede, idee innovative e la convinzione che la routine non possa far parte di una pubblicazione come Ciak, sempre attenta a garantire l'accuratezza e la fiducia dei suoi lettori. Un ringraziamento speciale va a coloro che hanno contribuito alla realizzazione della rivista in questi anni difficili: Alessandra De Luca, Oscar Cosulich, Emanuele Bucci, Caterina Sabato, Michela Offredi, Valentina De Luca, Claudia Giampaolo, Vania Amitrano, Mattia Pasquini, Davide Di Francesco, Chiara Piselli, Biagio Coscia, Giulia Bianconi, Alessandra Farro, Simona Peverelli, Daniel Buaron, Stella Ziggiotti e Annalisa Zurlo. La credibilità è stata rafforzata anche dal lavoro di Guido Benigni, capo grafico, e da fotografi come Maurizio D'Avanzo. È grazie a loro, e alla fedeltà dei lettori, che il direttore può pronunciare un orgoglioso e sentito “grazie, ragazzi”. L'auspicio è che il viaggio di questa grande rivista possa continuare a lungo, e che le strade professionali del direttore si incrocino nuovamente con altri percorsi.

Luca Argentero veste i panni dell'Avvocato Ligas: Un nuovo Legal Drama Sky Original

In un’attesa nuova produzione Sky Original, l’attore Luca Argentero si immerge nel complesso ruolo di Lorenzo Ligas, un celebre avvocato penalista di Milano. Questo personaggio, sebbene dotato di un carisma e un ingegno fuori dal comune, nasconde un lato autodistruttivo e inaffidabile. La serie, intitolata “Avvocato Ligas”, trae ispirazione dal romanzo “Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti” di Gianluca Ferraris, promettendo di unire con maestria elementi di crime, noir e sottile ironia in sei avvincenti episodi. Dal 6 marzo, il pubblico avrà modo di assistere a casi giudiziari che, pur radicati nella cronaca reale, diventano veicolo per esplorare dilemmi morali e sociali.

La trama si sviluppa a seguito di uno scandalo che travolge Ligas: la sua relazione clandestina con la moglie del capo lo porta all’allontanamento dal prestigioso studio legale che ha segnato la sua carriera. Ritrovandosi senza impiego e con la vita personale in frantumi, Lorenzo non si arrende, ma decide di ricostruire la sua reputazione e la sua esistenza, dedicandosi alla difesa di individui emarginati dalla società, coloro che nessuno osa rappresentare. Questo percorso di riscatto lo vede confrontarsi con le proprie contraddizioni, passando dall’eleganza dei tribunali milanesi all’oscurità delle zone grigie della giustizia. Il cast include anche Barbara Chichiarelli nei panni di Anna Maria Pastori, un pubblico ministero astuto e moralmente opposto a Ligas, e Gaia Messerklinger nel ruolo di Patrizia Roncella, l'ex moglie di Lorenzo e avvocata civilista. Al loro fianco, Marina Occhionero, Flavio Furno, Raz Degan e Gianluca Gobbi arricchiscono il panorama narrativo. La stessa Milano emerge come un personaggio chiave, con i suoi contrasti architettonici che rispecchiano le sfaccettature del protagonista, oscillando tra la sua eleganza e il suo lato più oscuro.

Il regista Fabio Paladini descrive il mondo di Ligas come un amalgama di rigore e caos, fascino e auto-distruzione, sottolineando la sua genialità e compulsività. Lo sceneggiatore Federico Baccomo aggiunge che ogni processo, seppur basato su fatti reali, trascende il mero aspetto legale, fungendo da pretesto per interrogarsi sulla contemporaneità italiana, sulle sue ambiguità e sulle responsabilità collettive e individuali. Ligas, con la sua complessità, non offre soluzioni semplicistiche, ma stimola la riflessione, mettendo in discussione certezze e portando alla luce le verità più scomode. La sua difesa non è giustificazione, ma ricerca della verità profonda, rendendo ogni episodio un’occasione per esplorare la natura umana e la giustizia.

Questa serie, attraverso la narrazione avvincente e i personaggi profondamente umani, ci invita a riflettere sulla complessità della giustizia e sull'importanza di non giudicare mai in modo superficiale. Ci spinge a considerare che dietro ogni storia, anche la più controversa, si nascondono verità sfaccettate e che la comprensione e l'empatia sono fondamentali per navigare le sfide morali della nostra società. La determinazione di Ligas nel difendere gli emarginati ci ricorda il valore inestimabile di dare voce a chi non ne ha, promuovendo un messaggio di speranza e la possibilità di redenzione, anche nelle situazioni più oscure.

Vedi di più

Un Tuffo nel Jazz: Elling, Mitchell e Meza in "A Salt Peanuts"

Preparatevi a un'esperienza sonora indimenticabile, un viaggio attraverso le melodie e le armonie del jazz, guidati dalle voci inconfondibili di artisti che hanno lasciato un segno indelebile nel panorama musicale contemporaneo.

Armonie Senza Tempo: Un'Odissea Jazz con Tre Giganti della Musica

L'apertura della trasmissione: La maestria vocale di Kurt Elling

La prossima puntata di "A Salt Peanuts", in onda sabato 7 marzo alle ore 11, offrirà un'esplorazione affascinante nel mondo del jazz, curata da Sandro Baroni e Alfredo Pasquali. L'apertura sarà affidata all'interpretazione magistrale di Kurt Elling, accompagnato dalla potenza della WDR Big Band. Il brano "My Very Own Ride" promette di incantare gli ascoltatori con la sua ricchezza armonica e l'inconfondibile carisma vocale di Elling. La formazione stellare, che include Bob Mintzer al sassofono e una sezione ritmica di prim'ordine, garantisce un'esecuzione impeccabile e un'immersione totale nell'energia del jazz contemporaneo.

Joni Mitchell: La poesia in musica attraverso "Joni's Jazz"

Il viaggio musicale prosegue con la leggendaria Joni Mitchell, la cui opera "Joni's Jazz" sarà al centro dell'attenzione. Verranno presentati brani evocativi come "At Last", "Harry's House / Centerpiece", "The Tea Leaf Prophecy (Lay Down Your Arms)", "Twisted" e "If". Questa sezione della trasmissione metterà in risalto la profondità lirica e l'innovazione musicale di Mitchell, supportata da un ensemble di musicisti straordinari, tra cui icone come Jaco Pastorius, Herbie Hancock e Pat Metheny. Un'occasione unica per apprezzare la fusione di generi e l'arte di una delle cantautrici più influenti di tutti i tempi.

Camila Meza: Un "Portal" di nuove sonorità jazz

A chiudere questa ricca puntata sarà la talentuosa Camila Meza con il suo album "Portal". Brani come "The Nurturer", "Harvesting Under The Moon" e "Transmutación" guideranno gli ascoltatori in un paesaggio sonoro fresco e innovativo. Con una formazione che include Shai Maestro alle tastiere e Ofri Nehemya alla batteria, Meza esplora nuove frontiere del jazz, arricchendo la sua musica con elementi di elettronica e poesia spoken word. La sua chitarra e la sua voce incantano, creando un'atmosfera suggestiva e contemporanea che dimostra la vivacità e l'evoluzione continua del genere jazz.

Vedi di più