“È l’ultima battuta?”: La Recensione del Nuovo Film di Bradley Cooper

Il più recente lavoro registico di Bradley Cooper, “È l’ultima battuta?”, segna un interessante cambiamento di rotta rispetto ai suoi precedenti successi “È nata una stella” e “Maestro”. Sebbene la musica non sia più al centro della narrazione, il film continua a esplorare il potere delle arti performative come strumento di guarigione e auto-scoperta, offrendo una commedia profonda e sfaccettata che invita alla riflessione.
La pellicola narra la storia di Alex e Tess, una coppia che, dopo anni di fidanzamento e matrimonio, si trova a un bivio. Tess è insoddisatta della sua vita, mentre Alex si sente apatico e senza direzione, nonostante il successo professionale. La loro routine viene sconvolta quando Alex, quasi per caso, si ritrova su un palco di stand-up comedy, scoprendo il potere catartico della risata, soprattutto quella che scaturisce dall'autoironia. Il titolo originale, “Is This Thing On?”, racchiude in sé il duplice significato del funzionamento del microfono e del progredire di una relazione, sottolineando la complessità e la profondità dei legami umani.
Ispirato alla vera vicenda del comico britannico John Bishop, la cui ascesa nel mondo della stand-up comedy ricalca un percorso simile a quello del protagonista, il film è stato ambientato a New York, un contesto più familiare per il co-sceneggiatore e interprete principale Will Arnett. Attraverso le vicende di Alex e Tess, la storia esplora la crisi di mezza età e le diverse strategie per superarla. La regia di Bradley Cooper si distingue per la sua discrezione, quasi invisibile, che lascia ampio spazio alle eccezionali interpretazioni dei protagonisti.
Will Arnett e Laura Dern offrono performance magistrali. Se per Laura Dern, attrice feticcio di David Lynch, l'eccellenza recitativa non è una novità, la vera rivelazione è Arnett. Per chi non lo conoscesse dalle serie “Arrested Development” o “BoJack Horseman”, la sua interpretazione di un uomo alla deriva che trova nella comicità la sua ancora di salvezza è a dir poco straordinaria. Bradley Cooper stesso appare nel film nei panni dell'amico eccentrico del protagonista, un attore di serie B prodigo di consigli, affiancato da un cast di alto livello che include Sean Hayes, Andra Day e il veterano Ciaran Hinds.
La pellicola si muove tra le atmosfere di Noah Baumbach, Woody Allen e Nora Ephron, creando un mix stilistico che, seppur non sempre perfettamente equilibrato, lascia un'impronta emotiva duratura. In un mondo spesso caotico, la capacità di ridere delle proprie sfortune e di portare un sorriso agli altri si rivela la medicina più efficace. Insieme all'amore, è ciò di cui abbiamo davvero bisogno, come ci hanno insegnato i Beatles, e in questo film si ritrova un messaggio di speranza e resilienza.