Divertimento

PerformAzioni: Esplorando Corpi, Confini e Identità a Bologna

La città di Bologna si prepara ad accogliere la XV edizione di "PerformAzioni - International Performing Arts Festival (PIPAF)", un evento che dal 9 al 13 settembre trasformerà i suoi spazi in un palcoscenico per le arti performative contemporanee. Curato dall'Associazione Culturale PanicArte, il festival si concentra sul concetto di "Beauty in Diversity", esplorando i confini non come barriere, ma come opportunità di attraversamento. L'iniziativa, che ha già avuto una prima fase tra luglio e agosto nell'Appennino bolognese e modenese, porta ora nel cuore della città una ricca programmazione che include teatro, danza, performance, nouveau cirque, pratiche partecipative e installazioni immersive. L'obiettivo è quello di celebrare la diversità in tutte le sue forme, dalla pluralità culturale alla varietà dei corpi, delle poetiche e dei linguaggi espressivi.

Il programma dettagliato della manifestazione offre una serie di eventi unici e stimolanti, che invitano il pubblico a riflettere sui temi dell'identità, della marginalità e della relazione tra individuo e società. Tra le proposte spiccano spettacoli teatrali di rilevanza internazionale, workshop interattivi e installazioni immersive che promettono di coinvolgere gli spettatori in esperienze profonde e significative. Ogni appuntamento è stato pensato per stimolare il dialogo e l'interazione, rendendo l'arte un veicolo per esplorare le complessità del vivere contemporaneo e per promuovere una maggiore consapevolezza e accettazione delle differenze.

L'Arte come Ponte tra Culture e Storie Personali

Il festival "PerformAzioni" si presenta come un punto d'incontro vibrante per la scena artistica contemporanea, con un focus particolare sulla diversità intesa non solo come pluralità culturale, ma anche come esplorazione delle differenti espressioni corporee, delle poetiche e dei linguaggi artistici. L'evento si propone di trasformare i confini, solitamente percepiti come elementi di separazione, in veri e propri spazi di attraversamento e connessione. Attraverso una varietà di discipline artistiche come il teatro, la danza, le performance, il nouveau cirque e le installazioni immersive, il festival invita il pubblico a immergersi in un dialogo profondo sulla bellezza che emerge dalla ricchezza delle molteplici identità e delle diverse forme di espressione.

La programmazione del festival è un mosaico di esperienze uniche, che vanno dallo spettacolo "The Borders" di Monika Wachowicz, che narra la toccante storia dell'artista non-binary Antonina Romanova e la sua assenza, alla prima nazionale di "Rosaria" della Scuola Elementare del Teatro, un'opera dedicata alle figure marginali della società. "Made in Ilva 7.1" degli Instabili Vaganti, una nuova versione di un'opera significativa ispirata alle testimonianze degli operai, offre un'esperienza immersiva con video mapping e spazializzazione sonora avanzata. Queste produzioni non sono solo occasioni di intrattenimento, ma veri e propri catalizzatori di riflessione sociale e culturale, capaci di affrontare temi complessi attraverso la potenza dell'espressione artistica e la capacità di mettere in discussione le percezioni comuni.

Esplorazioni Corporee e Identitarie nel Cuore di Bologna

Il corpo e l'identità sono temi centrali nella seconda parte del festival "PerformAzioni", che offre al pubblico di Bologna una serie di appuntamenti dedicati all'esplorazione di queste dimensioni fondamentali dell'esistenza umana. Attraverso workshop e spettacoli, l'evento invita a riflettere su come il corpo sia un veicolo di storie, memorie e desideri, e su come le identità si formino e si esprimano in relazione allo sguardo altrui. Questo approfondimento sul corpo e sull'identità si manifesta in diverse forme artistiche, offrendo prospettive variegate e stimolanti sulla complessità dell'essere umano e sulla sua interazione con il mondo circostante.

Tra gli eventi più attesi, il workshop "Ogni corpo è una storia" condotto da Sofiane Chalal invita partecipanti di ogni età e background a esplorare il proprio corpo come archivio di esperienze, mentre "Bigger" dello stesso Chalal affronta il delicato tema della grassofobia, trasformando la scena in uno spazio di riappropriazione del corpo come soggetto e non più oggetto di giudizio. L'installazione "Dante Listening Rooms" degli Instabili Vaganti, con composizioni sonore originali di Riccardo Nanni, offre un'esperienza uditiva immersiva sulla figura di Dante, arricchita da contributi artistici internazionali. Il progetto "DansCirque" di blucinQue, infine, fonde danza, circo e musica dal vivo, esplorando l'identità, la fragilità e il limite attraverso tre performance. Questi eventi collettivamente creano un programma che non solo celebra l'arte, ma promuove anche una profonda riflessione sulla diversità, l'accettazione e la ricchezza delle esperienze umane.

“Variazioni per Ammutinamenti”: Nuove Forme per la Danza a Ravenna

La 28ª edizione del rinomato festival “Ammutinamenti” a Ravenna si presenta quest'anno con un approccio innovativo, assumendo il nome di “Variazioni per Ammutinamenti”. Dal 4 settembre al 7 novembre, l'evento trasformerà la città con circa quaranta appuntamenti tra spettacoli, esibizioni, workshop e momenti di dialogo, coinvolgendo ventisei artisti e compagnie sia nazionali che internazionali. L'Associazione Cantieri Danza, sotto la guida artistica di Francesca Serena Casadio e Giulia Melandri, ha abbracciato il concetto di “variazione” per esplorare le molteplici sfaccettature della danza contemporanea, invitando a deviazioni e trasformazioni che riflettono l'evoluzione stessa del festival.

Questa nuova visione si manifesta anche nell'utilizzo degli spazi urbani: Ravenna diventa palcoscenico per performance in piazze storiche, musei, gallerie d'arte, parchi e luoghi di aggregazione. Un esempio significativo è “Giuiuzza” di Veronica Parlagreco, in scena davanti al Palazzo di Teodorico, che esplora la memoria del corpo femminile in relazione alla storia custodita dalle antiche pietre, in un'occasione particolarmente evocativa considerando la celebrazione dei 1500 anni dalla scomparsa di Teodorico. Altri momenti salienti includono “Echo Dance of Furies” della compagnia Dewey Dell e “DEDICA” e “ROSSOCREPA” di Sara Sguotti. La Darsena ospiterà “Íride” di Marta Bellu, un'opera che intreccia corpo, paesaggio e percezione, mentre il MAR – Museo d'Arte della città, sarà teatro di “Something is Happening”, una performance collaborativa che unisce danza, musica e arti visive in una creazione estemporanea, sottolineando l'importanza dell'ascolto e della relazione tra gli artisti e lo spazio circostante.

Il festival arricchisce ulteriormente il suo programma con eventi di rilievo internazionale e temi sociali. Tra il 10 e il 12 settembre, Ravenna ospiterà la “Vetrina della giovane danza d'autore” del Network Anticorpi XL, un'importante occasione per scoprire i nuovi talenti della coreografia italiana e per la formazione di giovani artisti attraverso il percorso “Nuove Traiettorie”. L'11 settembre, l'incontro “Building international connections” favorirà il dialogo tra esperienze italiane, olandesi e spagnole, promuovendo la mobilità e la cooperazione internazionale nel settore artistico. Temi profondi come la cultura del controllo e la violenza sul corpo saranno esplorati in “NOBODY, NOBODY, NOBODY. It's Ok Not To Be Ok” di Daniele Ninarello il 2 ottobre, mentre l'inclusione sarà al centro di “Monumentum DA” di Cristina Kristal Rizzo e Diana Anselmo, che collega il corpo alla Lingua dei Segni Italiana, considerandoli archivi viventi della memoria collettiva. La chiusura del festival, il 7 novembre all'Almagià, sarà dedicata all'alta formazione nello spettacolo dal vivo, con la presentazione dei lavori dei partecipanti al corso “I corpi e le voci della danza”, realizzato in collaborazione con Cronopios e L'arboreto – Teatro Dimora, evidenziando l'impegno del festival nella promozione e nello sviluppo della danza contemporanea.

Questo festival dimostra come l'arte della danza possa continuamente evolversi e adattarsi, rispecchiando e interrogando le dinamiche del nostro tempo. Attraverso l'esplorazione di nuovi spazi e l'integrazione di diverse forme espressive, offre una piattaforma vitale per la riflessione culturale e la crescita artistica, ispirando il pubblico a una maggiore consapevolezza e apprezzamento per la creatività in movimento.

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Glamorama: Le Nuove Voci dell'Indie Rock e Post-Punk

L'episodio del 3 settembre 2026 di Glamorama ha offerto un'immersione profonda nel cuore pulsante della musica contemporanea, spaziando tra le sfumature dell'indie rock, le risonanze della wave e l'energia graffiante del post-punk. La trasmissione, appuntamento fisso del giovedì sera su Radio Città Fujiko, si conferma un punto di riferimento per gli appassionati di sonorità alternative, grazie alla sapiente selezione musicale dei conduttori. Attraverso una scaletta ricca e variegata, la puntata ha messo in luce sia artisti emergenti che nomi consolidati, presentando brani che spaziano da melodie introspettive a ritmi incalzanti, consolidando il ruolo del programma come vetrina delle tendenze musicali più attuali e innovative.

La Serata Sonora di Glamorama del 3 Settembre 2026

Giovedì 3 settembre 2026, l'onda sonora di Glamorama ha avvolto gli ascoltatori di Radio Città Fujiko, dalle 21:00 alle 23:00, in un'esperienza musicale curata da Fabio Merighi, Giancarlo Fantazzini, Stefano Benuzzi e Antonio Cervone. La puntata, disponibile per l'ascolto su Mixcloud e Soundcloud, ha presentato una selezione eclettica di brani che hanno tracciato un percorso attraverso le sonorità più affascinanti dell'indie rock, della wave e del post-punk. Tra le tracce proposte, spiccano l'intensa 'Ceremony' dei FRIKO, l'ipnotica 'Full Spectrum Dominance' dei DUMMY e l'evocativa 'Hollow' dei VANISHING MUFFIN. Non sono mancate le incursioni nel dream pop con 'White Noise' degli SUGAR WORLD, mentre WESTSIDE COWBOY ha infuso energia con 'This Is The Day'. Il programma ha offerto anche gemme come 'Who Escapes The Storm' degli SLIPPERS, 'Disillusionment' di DANXGEROUS e 'In The Garden' di SPACEMOTH, senza dimenticare classici moderni come 'The Fountain' dei DIIV e 'See Out Loud' degli INTERPOL. Una serata ricca di scoperte e conferme, che ha saputo catturare l'essenza delle correnti musicali più innovative del momento.

Questa puntata di Glamorama ci ricorda l'importanza vitale della radio come piattaforma per la scoperta musicale. In un panorama digitale sempre più frammentato, la curatela esperta di programmi come questo fornisce una bussola preziosa per orientarsi tra le nuove uscite, mettendo in luce talenti emergenti e approfondendo le radici dei generi che amiamo. È un invito a esplorare oltre i circuiti mainstream, a riscoprire il piacere dell'ascolto attento e a lasciarsi sorprendere dalle infinite sfumature della musica indipendente.

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